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Tasse, l’impegno di Giorgetti: “Sollievo fiscale alle famiglie”. Sulle banche “scelta politica”

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ll ministro spiega perché ha frenato gli entusiasmi sul taglio dell’Irpef e sulla rottamazione: “L’ho fatto per il bene dell’Italia”. Salvini vuole la revisione dell’Isee
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ROMA - Il tono tiene insieme sicurezza e cautela. “So perfettamente quali sono le priorità" della manovra, all’interno di “un sentiero compatibile con le regole europee”, dice Giancarlo Giorgetti quando appare sul maxi-schermo della festa nazionale dell’Udc.

All’indomani delle considerazioni sul quadro che "si è complicato un po’”, il ministro dell’Economia blinda il merito e il metodo della legge di bilancio. Priorità e prudenza. Una sorta di selezione naturale delle richieste che nel frattempo arrivano dalla maggioranza. Il perché è presto detto: altri impegni, obbligati, non possono essere disattesi. Si chiamano disciplina di bilancio e spese internazionali - Ucraina e difesa - che, avvisa, “non sono gratis”.

La quarta Finanziaria …

ROMA - Il tono tiene insieme sicurezza e cautela. “So perfettamente quali sono le priorità" della manovra, all’interno di “un sentiero compatibile con le regole europee”, dice Giancarlo Giorgetti quando appare sul maxi-schermo della festa nazionale dell’Udc.

All’indomani delle considerazioni sul quadro che "si è complicato un po’”, il ministro dell’Economia blinda il merito e il metodo della legge di bilancio. Priorità e prudenza. Una sorta di selezione naturale delle richieste che nel frattempo arrivano dalla maggioranza. Il perché è presto detto: altri impegni, obbligati, non possono essere disattesi. Si chiamano disciplina di bilancio e spese internazionali - Ucraina e difesa - che, avvisa, “non sono gratis”.

La quarta Finanziaria del governo Meloni parte da qui. La bussola - spiega il titolare del Tesoro - è “il proseguimento del sollievo fiscale” che finora si è concentrato sui redditi bassi. Ecco perché sottolinea come il governo si senta in dovere di “andare ancora incontro ai lavoratori e alle famiglie”, sostenendo soprattutto quelle numerose, con figli, “a partire dalle spese scolastiche”.

Sul tavolo ci sono il taglio dell’Irpef per il ceto medio e una nuova rottamazione delle cartelle fiscali. "Il nostro obiettivo è fare queste cose, con una lista di priorità”, è il ragionamento che apre alla necessità di mettere in fila le urgenze. Il metodo prende forma nel passaggio in cui assicura che l’individuazione delle misure sarà fatta “in modo assolutamente serio”. Rispondendo sì al “programma elettorale”, ma sempre guardando ai conti. Per Giorgetti è un equilibrio che si può raggiungere. Come prova cita gli interventi sulle tasse fatti fin qui: “C’era molto scetticismo e diffidenza che potessimo farlo e invece - rivendica - abbiamo dimostrato con i fatti che siamo in grado”.

Per spiegare ulteriormente il punto di caduta usa la metafora della macchina. “C’è chi accelera sempre, chi frena, e c’è la frizione che permette di guidare in sicurezza lungo il tragitto: se ogni tanto freno e aziono la frizione - spiega - lo faccio per il bene dell’Italia”. La stessa prudenza è quella che rivendica per le stime del quadro macroeconomico che - annota - “ci sentiamo di confermare”.

Non è tempo di manovra correttiva, ma servono risorse per la nuova Finanziaria. Un contributo dalle banche come continua a chiedere Matteo Salvini? Giorgetti risponde citando Margaret Thatcher che “chiamava i cittadini tax payers, cioè pagatori di tasse” per dire che “chiunque faccia l’amministratore pubblico deve valutare ogni euro speso dalla pubblica amministrazione perché questo implica un sacrificio di tassazione per qualcuno”.

Il punto di arrivo è la razionalizzazione della spesa per ridurre le tasse: in questo ambito, "c’è chi deve essere tutelato di più e chi forse merita meno tutele”. Ma la decisione di intervenire sugli istituti di credito - precisa il ministro - va ricondotta a “valutazioni politiche” che si faranno tra due settimane, quando sarà definito il quadro delle priorità, a sua volta appeso ai dati Istat che permetteranno di definire il perimetro della manovra.

La palla è nel campo della maggioranza. Giorgetti lo ripete: "Non posso” decidere “soltanto io perché non sono un dittatore finanziario, ma semplicemente un servitore di quella che è la volontà politica condivisa da parte dei dei leader dei partiti”. Partiti che hanno le idee ben chiare. E soprattutto tante. Pochi minuti prima dell’intervento di Giorgetti è Salvini a rilanciare l’idea di rivedere l’Isee perché - incalza - “tutti i bonus vanno troppo spesso sempre agli stessi”. Il leader della Lega rivela di averne già parlato con Giorgetti. Questione di priorità.

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