MILANO – Donald Trump si ispira alla Cina e propone che le società quotate a Wall Street mettano fine alla pratica ultradecennale di comunicare i propri risultati finanziari ogni trimestre. In un post su Truth Social, il presidente Usa ha infatti affermato che le aziende “non dovrebbero più essere costrette a 'rendere conto' trimestralmente” dei loro risultati e dovrebbero invece pubblicare i conti solo una volta ogni sei mesi.
"Questo farà risparmiare denaro e permetterà ai manager di concentrarsi sulla corretta gestione delle proprie aziende - scrive Trump nel suo post -. Avete mai sentito dire che la Cina ha una visione a 50-100 anni sulla gestione di un'azienda, mentre noi gestiamo le nostre aziende su base trimestrale???' Non va bene!!!!".
Anche Dimon e Buffett della stessa opinione
Le critiche di Trump riecheggiano le argomentazioni avanzate da altri manager e finanzieri noti, tra cui il fondatore della Berkshire Hathaway Warren Buffett e il Ceo di JPMorgan Chase Jamie. La preoc…
MILANO – Donald Trump si ispira alla Cina e propone che le società quotate a Wall Street mettano fine alla pratica ultradecennale di comunicare i propri risultati finanziari ogni trimestre. In un post su Truth Social, il presidente Usa ha infatti affermato che le aziende “non dovrebbero più essere costrette a 'rendere conto' trimestralmente” dei loro risultati e dovrebbero invece pubblicare i conti solo una volta ogni sei mesi.
"Questo farà risparmiare denaro e permetterà ai manager di concentrarsi sulla corretta gestione delle proprie aziende - scrive Trump nel suo post -. Avete mai sentito dire che la Cina ha una visione a 50-100 anni sulla gestione di un'azienda, mentre noi gestiamo le nostre aziende su base trimestrale???' Non va bene!!!!".
Anche Dimon e Buffett della stessa opinione
Le critiche di Trump riecheggiano le argomentazioni avanzate da altri manager e finanzieri noti, tra cui il fondatore della Berkshire Hathaway Warren Buffett e il Ceo di JPMorgan Chase Jamie. La preoccupazione di alcuni è che le aziende americane siano troppo concentrate a compiacere il mercato azionario, che sempre più spesso è volatile, senza dedicare sufficiente attenzione alle sfide e alle opportunità a lungo termine. Se è vero che i piani industriali di crescita di tutte le grandi aziende (e le stock option dei loro manager) hanno un orizzonte temporale di medio termine (3-5 anni) è anche vero che spesso la reazione degli investitori è emotivamente guidata dai conti di tre mesi.
Tuttavia è anche vero, soprattutto per le grandi aziende, che un sistema di reporting di sei mesi potrebbe essere rischioso, perché anche se vige il principio di comunicare tempestivamente al mercato un evento positivo o negativo che potrebbe costringere l’azienda a rivedere le stime, è anche vero che solitamente questo tipo di annunci, o “warning” (allarme, ndr) viene dato proprio in concomitanza dei conti trimestrali.
Al di là della teoria finanziaria sull’opportunità o meno di comunicare i conti ogni tre mesi, resta curioso che Trump citi proprio il sistema finanziario cinese, che per trasparenza dell’informazione, completezza della documentazione e standard richiesti, nonché per liquidità del mercato, non è di certo fonte di ispirazione nel mondo, come invece lo è quello anglosassone.