MILANO – Italiana Petroli (Ip), una delle maggiori reti di distribuzione di carburante del Paese, nonché società di raffinazione petrolifera, passa agli azeri di Socar. Dopo mesi di indiscrezioni, la notizia arriva – in via ufficiosa – direttamente da Ugo Brachetti Peretti, presidente del gruppo ed esponente di quella che fu l’ultima dinastia petrolifera italiana. Prima di loro, i Moratti a febbraio 2024 avevano venduto Saras al trader globale Vitol e nel 2017 i Garrone avevano lasciato il settore, cedendo proprio a Ip la rete Erg.
L'operazione straordinaria comunicata ai “colleghi”
“Cari colleghi”, recita la lettera inviata ai dipendenti di Ip dal loro capo e riportata da Staffetta Quotidiana. Il documento, strettamente confidenziale, riporta la data di oggi. Oggetto: operazione…
MILANO – Italiana Petroli (Ip), una delle maggiori reti di distribuzione di carburante del Paese, nonché società di raffinazione petrolifera, passa agli azeri di Socar. Dopo mesi di indiscrezioni, la notizia arriva – in via ufficiosa – direttamente da Ugo Brachetti Peretti, presidente del gruppo ed esponente di quella che fu l’ultima dinastia petrolifera italiana. Prima di loro, i Moratti a febbraio 2024 avevano venduto Saras al trader globale Vitol e nel 2017 i Garrone avevano lasciato il settore, cedendo proprio a Ip la rete Erg.
L'operazione straordinaria comunicata ai “colleghi”
“Cari colleghi”, recita la lettera inviata ai dipendenti di Ip dal loro capo e riportata da Staffetta Quotidiana. Il documento, strettamente confidenziale, riporta la data di oggi. Oggetto: operazione straordinaria concernente la variazione della composizione dell’azionariato. “Nella giornata di ieri, è stato sottoscritto l'accordo preliminare con cui Api Holding (la holding della famiglia Brachetti Peretti, ndr.) si è impegnata a cedere la propria partecipazione azionaria in Italiana Petroli e in Mip alla State Oil Company of Azerbaijan Republic (Socar)”.
Il presidente passa poi a elogiare il lavoro svolto che, “dopo anni difficili”, ha permesso al gruppo di “diventare il principale player privato del settore” e “creare valore”, tanto da suscitare l’interesse di grandi operatori internazionali. Per Ip, prosegue la missiva, “si tratta di una opportunità di sviluppo, poiché l'ingresso nell'azionariato di un solido gruppo industriale multinazionale permetterà alla società di rafforzare il proprio posizionamento su scala globale, consolidandone il ruolo di hub strategico del Mediterraneo”.
Un deal da tre miliardi
Sui termini economico-finanziari dell’accordo nessun dettaglio. Il presidente si limita a spiegare che “il lungo e attento lavoro di negoziazione con il futuro azionista è stato finalizzato a offrire tutte le garanzie necessarie al mantenimento dell'operatività del gruppo, in continuità con la gestione attuale”.
Secondo quanto riferito da Reuters di recente, la famiglia mira a una valutazione complessiva di 2,5 miliardi di euro in termini di enterprise value, a cui si aggiungono i circa 500 milioni di liquidità detenuti dalla società, per un totale dell’operazione di tre miliardi. In via ufficiale Ip non commenta.
Ip gruppo api è attivo dal 1933 nel settore dei carburanti e della mobilità. Conta 1.567 dipendenti, due raffinerie, con una capacità di raffinazione di circa 10 milioni di tonnellate di petrolio all’anno, e una rete di 4.537 punti vendita che lo rendono il primo operatore privato del settore. Da oltre novant’anni è guidata dai Brachetti Peretti, che ora è pronta a farsi da parte, almeno nel capitale.
L’incognita golden power
“Siamo orgogliosi come famiglia di lasciare ai futuri azionisti una solida eredità fatta di competenze, professionalità straordinarie, know-how e una grande capacità di innovazione”, aggiunge il presidente. Una volta confermata, l’operazione dovrà comunque passare al vaglio del golden power del governo italiano.
Intanto da ieri è entrato in vigore un interim period durante il quale “l'attuale organizzazione aziendale agirà in piena continuità”. Per ulteriori aggiornamenti, i colleghi dovranno aspettare i prossimi giorni.