ROMA - Altro che abolizione, come ha chiesto il Fondo monetario internazionale all’Italia nelle ultime ore. Matteo Salvini vuole allargare la flat tax. Il vicepremier leghista risponde agli economisti di Washington quando intervenendo a Radio24 si sofferma a parlare della manovra. “Fa bene Giorgetti a essere prudente: sarà a Pontida con noi e col quale discuteremo" di legge di bilancio, ma - aggiunge - "fa meno bene il Fondo monetario internazionale a invitare a cancellare la flat al 15% per i lavoratori autonomi: anzi noi la vogliamo estendere”.
Il piano della Lega
Il concetto viene ribadito. “L’ultima cosa intelligente è cancellare l'aliquota al 15%", incalza Salvini. Il Carroccio è anzi pronto a rilanciare la flat tax proprio in vista della Finanziaria: sul tavolo c’è un’estensione dell…
ROMA - Altro che abolizione, come ha chiesto il Fondo monetario internazionale all’Italia nelle ultime ore. Matteo Salvini vuole allargare la flat tax. Il vicepremier leghista risponde agli economisti di Washington quando intervenendo a Radio24 si sofferma a parlare della manovra. “Fa bene Giorgetti a essere prudente: sarà a Pontida con noi e col quale discuteremo" di legge di bilancio, ma - aggiunge - "fa meno bene il Fondo monetario internazionale a invitare a cancellare la flat al 15% per i lavoratori autonomi: anzi noi la vogliamo estendere”.
Il piano della Lega
Il concetto viene ribadito. “L’ultima cosa intelligente è cancellare l'aliquota al 15%", incalza Salvini. Il Carroccio è anzi pronto a rilanciare la flat tax proprio in vista della Finanziaria: sul tavolo c’è un’estensione della soglia di ricavi e compensi su cui si applica l’imposta sostitutiva al 15%. L’idea è alzare l’asticella da 85 mila a 100 mila euro.
Era stata proprio la Lega a chiedere un impegno sulla flat tax alla fine del 2022, in occasione della prima Finanziaria del governo Meloni. Il limite fu portato allora da 65 mila a 85 mila euro, ma i leghisti non hanno mai nascosto la volontà di arrivare a 100 mila euro. La proposta è stata messa sul tavolo negli anni successivi, ma non è andata a buon fine.
Ora Salvini è pronto a tornare all’arrembaggio. Il tema sarà anche al centro della riunione del consiglio federale della Lega che si terrà oggi pomeriggio, alle 17, alla Camera. Il secondo punto all’ordine del giorno è proprio la manovra.
Il derby sul fisco con Forza Italia
La flat tax a 100 mila euro è uno dei cavalli di battaglia della Lega per la prossima manovra. Ma se Fratelli d’Italia non si oppone (“La flat tax ha funzionato molto bene, non c’è un pregiudizio sull’estensione”, ha detto il responsabile economico del partito, Marco Osnato, in un’intervista a Repubblica negli scorsi giorni), lo stesso non vale per Forza Italia.
Gli azzurri, infatti, puntano sul taglio dell’Irpef per il ceto medio, riducendo di due punti percentuali l’aliquota di riferimento (dal 35% al 33%) e allargando lo scaglione da 50 mila a 60 mila euro.
L’impegno di Giorgetti
Sabato è stato il titolare del Tesoro a parlare di un impegno futuro sulla flat tax. L’obiettivo - ha spiegato - è l’estensione “anche a qualche forma di retribuzione legata ai lavoratori dipendenti”.
La flat tax su straordinari, festivi e premi di produzione
Sul tavolo dei tecnici del governo che lavorano alla manovra c’è una tassa piatta sulle voci variabili degli stipendi dei lavoratori dipendenti (straordinari, festivi e premi di produzione). L’ipotesi allo studio è sganciare queste voci dalla tassazione Irpef ordinaria per agganciarle a una flat al 5% o al 10%, con paletti al reddito del lavoratore e all’importo massimo da assoggettare all’imposta sostitutiva.
Attualmente solo i premi di risultato hanno una tassazione agevolata. Fino al 31 dicembre 2027, infatti, sui premi ai lavoratori si applica una flat del 5% (fino a un massimo di tremila euro e con un tetto al reddito del lavoratore fissato a 80 mila euro).