Allarme utili di Prosiebensat, Mediaset accelera sul consiglio
di Sara BennewitzMILANO – Nel giorno in cui Pier Silvio Berlusconi entra in possesso del 75,6% della prima tv commerciale tedesca dando vita al campione europeo delle tv, Prosiebensat lancia un allarme utili e taglia le stime per il 2025.
La società guidata da Bert Habets si aspetta infatti di chiudere l’anno con ricavi tra 3,65 e 3,8 miliardi (dai precedenti 3,85 miliardi), un margine lordo rettificato dalla componenti straordinarie compreso tra 420 e 470 milioni (dai 520 milioni dell’ultima stima), e quindi nonostante il calo dei debiti legato alle dismissioni, tra cui quella di Verivox, la leva dovrebbe aumentare tra 3 e 3,5 volte il mol (era di 2,7 volte a fine 2024).
Cologno l’aveva già messo in conto, il mercato no
A Cologno un po’ se l’aspetta…
MILANO – Nel giorno in cui Pier Silvio Berlusconi entra in possesso del 75,6% della prima tv commerciale tedesca dando vita al campione europeo delle tv, Prosiebensat lancia un allarme utili e taglia le stime per il 2025.
La società guidata da Bert Habets si aspetta infatti di chiudere l’anno con ricavi tra 3,65 e 3,8 miliardi (dai precedenti 3,85 miliardi), un margine lordo rettificato dalla componenti straordinarie compreso tra 420 e 470 milioni (dai 520 milioni dell’ultima stima), e quindi nonostante il calo dei debiti legato alle dismissioni, tra cui quella di Verivox, la leva dovrebbe aumentare tra 3 e 3,5 volte il mol (era di 2,7 volte a fine 2024).
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Cologno l’aveva già messo in conto, il mercato no
A Cologno un po’ se l’aspettavano che le prospettive 2025 di Prosiebensat fossero meno ottimistiche, ma in Borsa no è Mfe ha perso il 2,1% a 3,68 euro. Ieri l’azienda l’ex Mediaset ha infatti tirato fuori 437,7 milioni di euro e stampato 127 milioni di titoli Mfe di categoria A per l’Opas, e ora si appresta a consolidare la neo acquisita da ottobre. Di buono c’è che - anche tenendo conto dei costi dell’Opas - Mfe stima che grazie alla cassa generata in Italia e Spagna, i debiti restano sotto i livelli di guardia (si parla di 2,7 miliardi). Di cattivo invece c’è che nonostante Berlusconi abbia oltre due terzi del capitale di Prosiebensat, ancora è in minoranza nel consiglio di sorveglianza.
Nuova governance entro fine anno
Mfe esprime 4 consiglieri su 9, ma confida che i 2 candidati indicati da Ppf (che è appena diventata azionista di Mfe all’1,7%) facciano un passo indietro. «Stiamo aspettando di vedere se qualche membro sia pronto a dimettersi - ha detto ieri il cfo di Mfe Marco Giordani - Se questo non avvenisse, Mfe potrebbe muoversi senza aspettare l’assemblea della primavera 2026, proponendo la nomina di un nuovo consiglio di sorveglianza». Una volta conquistata la maggioranza del consiglio di sorveglianza, entro fine anno Mfe conta anche di nominare sua squadra nel cda del gruppo guidato da Habets, per eseguire il piano di rilancio che punta a realizzare fino a 351 milioni di sinergie in 4 anni. Giordani, che ha ammesso di «non conoscere i veri numeri» del gruppo tedesco, non è preoccupato dai debiti, che conta di ridurre grazie alle dismissioni e alle sinergie sui costi e sui ricavi pubblicitari. «Siamo un broadcaster e investiamo sui contenuti - ha ribadito Giordani - cederemo le attività che esulano dalla tv perché non crediamo che la diversificazione fatta crei valore per i nostri azionisti». Il delisting di Prosiebensat, che ieri sulla Borsa di Francoforte ha perso il 2,54% a 6,14 euro, invece non è in programma.