Armani, dalle quote societarie agli immobili: quanto pagheranno di tasse di successione gli eredi
di Flavio BiniMinimale fino in fondo. Il ricco lascito che Giorgio Armani ha destinato ai suoi eredi lascerà con ogni probabilità l’amaro in bocca al Fisco, che a fronte di un patrimonio di quasi 12 miliardi stimato da Forbes potrebbe incassare come imposte di successione molto meno di quanto ci si potrebbe attendere: qualche centinaio di milioni di euro, non di più.
Fisco “light” per gli eredi
Passo indietro doveroso. In Italia i beni in successione sono tassati con tre aliquote diverse: il 4%, il 6% e l’8% a seconda se si tratti di coniuge o figli, che Armani non aveva, fratelli o sorelle (una sola, Rosanna) e poi tutti gli altri. Calcolatrice alla mano quindi, ipotizzando di considerare l’intero patrimonio stimato e considerato che i beni sono finiti in larga maggioranza a nipoti e amici, il conto per il Fisco avrebbe dovuto avvicinarsi al miliardo di euro. Così non sarà.
La Giorgio Armani spa esentasse alla Fondazione
Il pezzo forte dell’eredità è costituito ovviamente dalle quote della socie…
Minimale fino in fondo. Il ricco lascito che Giorgio Armani ha destinato ai suoi eredi lascerà con ogni probabilità l’amaro in bocca al Fisco, che a fronte di un patrimonio di quasi 12 miliardi stimato da Forbes potrebbe incassare come imposte di successione molto meno di quanto ci si potrebbe attendere: qualche centinaio di milioni di euro, non di più.
Fisco “light” per gli eredi
Passo indietro doveroso. In Italia i beni in successione sono tassati con tre aliquote diverse: il 4%, il 6% e l’8% a seconda se si tratti di coniuge o figli, che Armani non aveva, fratelli o sorelle (una sola, Rosanna) e poi tutti gli altri. Calcolatrice alla mano quindi, ipotizzando di considerare l’intero patrimonio stimato e considerato che i beni sono finiti in larga maggioranza a nipoti e amici, il conto per il Fisco avrebbe dovuto avvicinarsi al miliardo di euro. Così non sarà.
La Giorgio Armani spa esentasse alla Fondazione
Il pezzo forte dell’eredità è costituito ovviamente dalle quote della società, la Giorgio Armani Spa. Se le quote della società fossero state destinate direttamente a uno o più eredi - non discendenti in linea retta - questi avrebbero dovuto versare al fisco dal 6% all’8% sul patrimonio netto, che è pari a oltre 2 miliardi, quindi tra i 120 e 160 milioni di euro. La scelta del fondatore della maison è stata diversa, visto che il 99,9% delle quote, in parte in proprietà e in parte in nuda proprietà andranno alla Fondazione Armani, che già possedeva lo 0,1%. “Secondo la normativa che regola l'imposta sulle successioni e donazioni i trasferimenti a tale titolo a favore di una fondazione riconosciuta, cioè dotata di personalità giuridica, e avente finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale (come istruzione, ricerca, assistenza, educazione, ecc.) sono esenti dall’imposta", sottolineano gli avvocati Antonio Martino e Antonio Longo, responsabili del settore Private Client dello studio legale DLA Piper.
La vigilanza del Fisco
Il Fisco non resterà comunque completamente spettatore. In primo luogo non è scontato che il passaggio delle quote alla Fondazione superi indenne l’applicazione dell’imposta di successione. Passaggio che - si apprende - potrebbe essere oggetto di valutazione e verifica da parte delle Entrate. In secondo luogo il conto per gli eredi – anche se non si tratterà di successione – arriverà comunque qualche anno più tardi. Il testamento prevede infatti un corrispettivo per gli eredi a fronte delle cessione di quote ai tre grandi gruppi indicati dal fondatore della maison. E sulle plusvalenze maturate verrà applicata la tassa sul capital gain al 26%
Il conto milionario per le azioni Essilux
Ma non c’è soltanto la Giorgio Armani ad essere trasferita agli eredi. Il secondo lascito più ricco riguarda il pacchetto di azioni Essilux del valore di quasi 2,5 miliardi: il 40% destinato a Pantaleo dell’Orco, il 60% ai familiari. “Per quanto riguarda le azioni quotate, ai fini del tributo successorio, si considera il valore di mercato, in particolare la media dei prezzi del trimestre anteriore all’apertura della successione”, spiega Antonio Longo. Nel complesso si parla di circa 80 milioni di euro per dell’Orco, un po’ meno di 90 per i quattro familiari che erediteranno il resto (la sorella Rosanna e i nipoti Silvana, Roberta Armani e Andrea Camerana).Lo stesso vale per tutti gli altri trasferimenti di denaro contante, che il testamento non precisa e che rimangono assoggettati a tassazione.
Zero tasse per i Btp a Morselli
Diverso è invece il caso dei quasi 32 milioni di euro in Btp che Armani destina all’amico Michele Morselli. Qui il conto per il Fisco sarà zero. “I titoli di Stato sono esenti dall’imposta di successione – sottolinea Martino - chiaramente al momento della vendita o della liquidazione degli interessi verranno pagate le imposte relative”.
Le imposte sugli immobili
Poi c’è l’ampio e ricco capitolo immobiliare. Qui la faccenda si complica. Ci sono immobili destinati direttamente agli eredi innanzitutto. “Per gli immobili in successione, come base imponibile si assume il valore catastale rivalutato, sul quale si applica l’aliquota prevista per il grado di parentela. Se i diritti vengono frazionati – ad esempio, a uno la nuda proprietà e a un altro l’usufrutto – si calcola l’imposta separatamente, attribuendo un valore all’usufrutto in base all’età dell’usufruttuario e riconoscendo alla nuda proprietà la quota residua”. Qui però si scende almeno di due zeri rispetto alle somme considerate fino ad ora. Considerando ad esempio l’immobile di maggior pregio, la residenza milanese di Armani in Via Borgonuovo 21, la rendita catastale è di 71,983 euro. La legge prevede che questa somma vada rivalutata del 5% e moltiplicata per 120 in quanto non prima casa. L’imponibile salirebbe così a 9 milioni, e la relativa imposta (a seconda delle diverse aliquote) si attesterebbe al massimo poco sopra i 700 mila euro, da dividere tra gli eredi.
Il ruolo della holding
Le proprietà in Italia però sono tutte custodite nella holding immobiliare e quindi sfuggiranno a questo tipo di trattamento. “In linea di principio, per i trasferimenti di società non quotate si guarda al valore del patrimonio netto contabile della società alla data di apertura della successione, risultante dall'ultimo bilancio pubblicato”, spiegano i professionisti di DLA Piper. Nel caso dell’Immobiliare srl, la regola è quella di sempre, con aliquote differenziate da applicare sul dato indicato nell’ultimo bilancio, in questo caso 283 milioni di euro. E quindi al massimo l’8% di questa somma, oltre 20 milioni di euro. Un dato – quello del patrimonio netto – che non sempre riflette il valore di quello che c’è dentro. “Astrattamente il patrimonio netto di una società immobiliare potrebbe esser ben inferiore al valore di mercato degli immobili che la stessa società contiene”. Con il risultato quindi di ridurre ulteriormente il peso delle imposte da versare.