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Mediobanca, vendono anche Nagel e Pagliaro. L’ad incassa 22 milioni

(reuters)

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Tempi supplementari per l’offerta lanciata da Mps: scade il 22 settembre. Domani il cda di piazzetta Cuccia si dimette
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MILANO – Continuano le vendite di azioni Mediobanca sul mercato: e stavolta c’è anche Alberto Nagel, che guida la storica banca d’affari da oltre vent’anni e che dovrebbe offrire le dimissioni con tutto il cda domani in occasione dell’esame del bilancio, e poi lasciare il 28 ottobre, quando l’assemblea voterà i nuovi vertici scelti dal nuovo socio forte Mps.

Nagel ha reso nota la vendita sul mercato di 1 milione di azioni al prezzo medio di 22,08 euro, con incasso di 22,08 milioni. Si tratta solo di una fetta delle azioni di cui dispone il manager, ottenute nel corso degli anni come compensi variabili e piani di incentivazione, e che in Borsa vale un’altra cinquantina di milioni. Anche il vice dg Francesco Saverio Vinci, braccio destro di Nagel, è tornato a vendere azioni: il 15 ha ceduto 400 mila titoli incassando 8,84 milioni, circa un terzo del suo pacchetto complessivo. E pure il presidente Renato Pagliaro ha continuato a vendere titoli in Borsa: altre 100 mila azioni per 2,2 mil…

MILANO – Continuano le vendite di azioni Mediobanca sul mercato: e stavolta c’è anche Alberto Nagel, che guida la storica banca d’affari da oltre vent’anni e che dovrebbe offrire le dimissioni con tutto il cda domani in occasione dell’esame del bilancio, e poi lasciare il 28 ottobre, quando l’assemblea voterà i nuovi vertici scelti dal nuovo socio forte Mps.

Nagel ha reso nota la vendita sul mercato di 1 milione di azioni al prezzo medio di 22,08 euro, con incasso di 22,08 milioni. Si tratta solo di una fetta delle azioni di cui dispone il manager, ottenute nel corso degli anni come compensi variabili e piani di incentivazione, e che in Borsa vale un’altra cinquantina di milioni. Anche il vice dg Francesco Saverio Vinci, braccio destro di Nagel, è tornato a vendere azioni: il 15 ha ceduto 400 mila titoli incassando 8,84 milioni, circa un terzo del suo pacchetto complessivo. E pure il presidente Renato Pagliaro ha continuato a vendere titoli in Borsa: altre 100 mila azioni per 2,2 milioni di incasso, dopo che ne aveva vendute 200 mila venerdì scorso. Del resto Mediobanca si trova ai massimi storici, anche se ieri è scesa di un 2,3% a 21,5 euro in Borsa. E i manager apicali, dopo mesi di contese anche aspre con i rivali senesi e i loro azionisti, sembrano poco intenzionati a restare investiti nel nuovo polo.

Intanto sul fronte senese l’ad di Mps Luigi Lovaglio deve far fronte a uno scenario in cui le adesioni all’Opas su Mediobanca rischiano di essere più alte del previsto. Ieri, nel primo giorno di riapertura dell’offerta, l’asticella è arrivata al 62,53% ma i conti finali si potranno fare solo la sera del 22 settembre, ultimo giorno valido per le adesioni. Se verrà raggiunta la soglia dell’80% sarà probabile sia l’uscita del titolo Mediobanca da Piazza Affari sia la fusione con Mps per utilizzare al meglio i crediti fiscali. Se verrà superato anche il 90% si renderà obbligatoria l’Opa residuale in contanti che comporterà un nuovo esborso superiore al miliardo per la banca senese.

In attesa di sapere l’esito finale dell’operazione Lovaglio sta valutando scenari diversi anche per quanto riguarda la scelta del nuovo management di Piazzetta Cuccia. La ricerca di un banchiere esperto di investment banking e con un profilo internazionale si rende più difficile se Mediobanca diventerà una semplice divisione di Mps, anche se il marchio verrà mantenuto. E manca ancora una chiara visione di quale business model adotterà il nuovo gruppo. Per il momento l’unico elemento certo sembra essere il fatto che nel cda di Mediobanca di domani l’intero consiglio, incluso l’ad e il presidente, rimetterà il mandato a far data dall’assemblea di bilancio che è prevista per il 28 ottobre. Lo stesso cda convocherà l’assemblea che avrà all’ordine del giorno la nomina di un nuovo consiglio, i cui componenti con molta probabilità scenderanno da 15 a 9 da inserire in una lista da presentare entro il 3 ottobre e che dovrebbe comprendere i due consiglieri nominati dalla lista Delfin nel 2023, Sandro Panizza e Sabrina Pucci.

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