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Orcel: “In Italia avanti senza fusioni, su Commerz attendiamo che il governo veda la luce”

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L’ad della banca parla all’evento di Bank of America: “In Italia abbiamo imparato la lezione dopo Banco Bpm, mentre in Germania non abbiamo fretta e presto saremo al 29%”
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MILANO – L'ad di Unicredit Andrea Orcel interviene alla Ceo conference di Bank of America, offrendo messaggi strategici come sempre perentori, ma in linea con le recenti dichiarazioni e strategie: le acquisizioni, dopo la fragorosa ritirata dal dossier Banco Bpm in Italia, la banca per ora le farà all’estero. Soprattutto in Germania, dove si sta avvicinando al 29% di Commerzbank ed è in attesa di sviluppi per consolidare la partecipazione.

L’Italia, ha detto il banchiere romano, rappresenta "il 50% del fatturato, e il 45% dell'utile netto di Unicredit. Ora dobbiamo accelerare senza un'operazione di fusione e acquisizione". Con la scalata su Banco Bpm, tentata senza frutto per la prima metà del 2025, "abbiamo provato qualcosa che non ha funzionato per ragioni esterne, ma ora abbiamo tutti imparato la lezione che non ha nulla a che fare con la transazione in sé, ma ha a che fare con l'interferenza del governo”.

MILANO – L'ad di Unicredit Andrea Orcel interviene alla Ceo conference di Bank of America, offrendo messaggi strategici come sempre perentori, ma in linea con le recenti dichiarazioni e strategie: le acquisizioni, dopo la fragorosa ritirata dal dossier Banco Bpm in Italia, la banca per ora le farà all’estero. Soprattutto in Germania, dove si sta avvicinando al 29% di Commerzbank ed è in attesa di sviluppi per consolidare la partecipazione.

L’Italia, ha detto il banchiere romano, rappresenta "il 50% del fatturato, e il 45% dell'utile netto di Unicredit. Ora dobbiamo accelerare senza un'operazione di fusione e acquisizione". Con la scalata su Banco Bpm, tentata senza frutto per la prima metà del 2025, "abbiamo provato qualcosa che non ha funzionato per ragioni esterne, ma ora abbiamo tutti imparato la lezione che non ha nulla a che fare con la transazione in sé, ma ha a che fare con l'interferenza del governo”.

L’approccio sulle acquisizioni resta pragmatico

L’approccio sulle acquisizioni, da qui in avanti, sembra tornare al pragmatismo predicato fin dal 2021, da quando il banchiere sostituì Jean Pierre Mustier. “Ci sono due-tre mercati che che cambierebbero in modo sostanziale la nostra narrazione al mercato e sono Italia, Germania e Polonia – ha detto Orcel – la Polonia è la più difficile perché non abbiamo sinergie o abbiamo sinergie più limitate rispetto al mercato. Comunque il management di Unicredit fallirà se dipendiamo dalle acquisizioni per giustificare la nostra esistenza. Il piano di base, come abbiamo fatto fin dal primo giorno nel 2021, dev’essere tale che non ne abbiamo affatto bisogno. Detto questo, dobbiamo essere pronti a cogliere l'opportunità di acquisizioni, se c'è, o almeno cercare di ottenerla”.

L’assist al governo tedesco su Commerzbank

Sulla partecipazione in Commerzbank, invece, l’approccio con il governo, che pure ha ostacolato in vari modi l’ascesa nel capitale della terza banca tedesca avviata un anno fa, è differente. "Rispettiamo molto il governo tedesco – ha detto Orcel -. È un interlocutore critico, fondamentale. Noi speriamo che col tempo vedano la luce. E speriamo che anche Commerzbank veda la luce col tempo. Ma nel frattempo, non abbiamo alcuna pressione. Stiamo seduti, aspettiamo e vediamo come si sviluppano le cose. Ci troviamo in una situazione in cui siamo tranquilli. Siamo in una situazione in cui ora abbiamo il pieno controllo del nostro 29% di azioni fisiche di Commerzbank".

La differenza fondamentale, sul dossier tedesco, è che Unicredit è già da mesi il principale azionista di Commerzbank, con una quota dapprima rilevata in un’asta del ministero delle Finanze, poi arrotondata tramite contratti derivati poi sottoscritti. Attualmente Unicredit è al 26%, ma con altri contratti per arrivare al 29%, e già autorizzata a farlo. “Il 29% si sta consolidando, e se si considera il ritorno sull'investimento, questo è pari al 20% in più", ha specificato Orcel, che presentando i conti del semestre ha detto che quota 29% sarebbe stata raggiunta entro la fine del 2025. "Possiamo stare tranquilli, non siamo più ostaggio del mercato. Tutti vorrebbero che ci muovessimo. Stiamo solo aspettando". Le prossime mosse, almeno secondo il banchiere stratega delle fusioni – per ora quelle dei suoi ex clienti, quando guidava le attività di banca d’affari proprio di Bofa, e poi di Ubs – dovrebbero arrivare da Berlino.

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