ROMA – In cassa oltre 4 miliardi di euro per cogliere nuove opportunità di investimento. Risorse che Exor, la holding della famiglia Agnelli-Elkann, ha accumulato grazie alla monetizzazione di una parte di alcuni asset, a iniziare dal collocamento di una quota di azioni Ferrari a febbraio, e dai dividendi percepiti.
Alla fine del primo semestre il valore patrimoniale lordo è di 40 miliardi, mentre il valore netto degli attivi è pari a 36 miliardi. Ora può partire la campagna di acquisti da parte di Exor, holding che controlla anche Repubblica. L’obiettivo è investire in nuove società, in particolare nei settori healthcare, beni di lusso e tecnologia, continuando un percorso di progresso che secondo l’ad di Exor, John Elkann, non è venuto meno nel 2025.
Elkann ribadisce agli azionisti nella relazione di metà anno la fiducia nella capacità delle società del gruppo «di uscire rafforzate dalle difficoltà, continuando a sostenerle e a stimolarle. Siamo entrati nel 2025 in un contesto di f…
ROMA – In cassa oltre 4 miliardi di euro per cogliere nuove opportunità di investimento. Risorse che Exor, la holding della famiglia Agnelli-Elkann, ha accumulato grazie alla monetizzazione di una parte di alcuni asset, a iniziare dal collocamento di una quota di azioni Ferrari a febbraio, e dai dividendi percepiti.
Alla fine del primo semestre il valore patrimoniale lordo è di 40 miliardi, mentre il valore netto degli attivi è pari a 36 miliardi. Ora può partire la campagna di acquisti da parte di Exor, holding che controlla anche Repubblica. L’obiettivo è investire in nuove società, in particolare nei settori healthcare, beni di lusso e tecnologia, continuando un percorso di progresso che secondo l’ad di Exor, John Elkann, non è venuto meno nel 2025.
Elkann ribadisce agli azionisti nella relazione di metà anno la fiducia nella capacità delle società del gruppo «di uscire rafforzate dalle difficoltà, continuando a sostenerle e a stimolarle. Siamo entrati nel 2025 in un contesto di forte instabilità, segnato da dazi e incertezze normative che hanno inciso in modo significativo sulle nostre società. Sebbene questi fattori abbiano reso l’avvio dell’anno sfidante, abbiamo compiuto progressi costanti».
L’ad ricorda che la riduzione della partecipazione in Ferrari ha portato 3 miliardi di euro ad Exor, un ritorno pari a undici volte l’investimento. «La nostra fiducia in Ferrari - sottolinea - rimane assoluta e siamo orgogliosi di esserne l’azionista di riferimento. Siamo pronti a sostenere la società nella prossima fase del suo percorso». Passaggio che sarà illustrato al Capital Markets Day di ottobre. Grande attesa anche per il lancio del primo modello elettrico: «Incarnerà lo spirito innovativo di Ferrari».
Sulla vendita di Iveco agli indiani di Tata Motors, Elkann parla di «accordo strategico» che porterà «nuove opportunità per Iveco: Tata Motors dispone delle risorse e della posizione necessaria per far crescere l’azienda ed è impegnata a sostenerne una strategia di lungo periodo». Ribadisce la sua fiducia nel nuovo ad di Stellantis, Antonio Filosa, che «saprà guidare l’azienda in un percorso di trasformazione di successo». Elkann ricorda l’aumento della partecipazione in Philips «che ha un potenziale di lungo periodo», la nuova fase di Cnh con il piano industriale al 2030 e l’affermazione di Via, appena quotata a New York, nel settore delle tecnologie per la mobilità.