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Mattarella: visione e coraggio per salvare il made in Italy

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Fabriano dove è in programma la visita nello stabilimento Ariston di Albacina di Fabriano (Ancona) nell'occasione in cui si ricorda l'ex presidente del gruppo Ariston ed ex ministro, Francesco Merloni, morto nel 2024, che quest'anno avrebbe compiuto 100 anni, 17 settembre 2025. ANSA/GIANLUIGI BASILIETTI 

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Il capo dello Stato a Fabriano ricorda Francesco Merloni a cento anni dalla nascita. L’azienda investe 500 milioni per rilanciare il suo polo
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FABRIANO – «Sono tempi di crisi, e le crisi richiedono visione e coraggio», dice il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Ad Albacina, frazione di Fabriano, in mezzo agli Appennini marchigiani, si commemora il centenario della nascita dell’ingegnere Francesco Merloni, l’imprenditore che ha trasformato il Gruppo Ariston nell’emblema delle multinazionali tascabili italiane, e il politico cattolico sette volte parlamentare e due ministro negli anni difficili di Tangentopoli, scomparso nel 2024. Un modello della «responsabilità sociale che deve permeare l’attività di impresa», secondo il capo dello Stato, che ne cita le parole: «A conclusione di ciascuna crisi è emerso chi ha avuto il coraggio di scommettere sul futuro».

In uno sta…

FABRIANO – «Sono tempi di crisi, e le crisi richiedono visione e coraggio», dice il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Ad Albacina, frazione di Fabriano, in mezzo agli Appennini marchigiani, si commemora il centenario della nascita dell’ingegnere Francesco Merloni, l’imprenditore che ha trasformato il Gruppo Ariston nell’emblema delle multinazionali tascabili italiane, e il politico cattolico sette volte parlamentare e due ministro negli anni difficili di Tangentopoli, scomparso nel 2024. Un modello della «responsabilità sociale che deve permeare l’attività di impresa», secondo il capo dello Stato, che ne cita le parole: «A conclusione di ciascuna crisi è emerso chi ha avuto il coraggio di scommettere sul futuro».

In uno stabilimento da 30mila metri quadrati oggi vuoto, ma che dal prossimo anno diventerà una nuova fabbrica di eccellenza della multinazionale del riscaldamento, sono seduti quasi tutti i dipendenti italiani con polo bianca commemorativa. Nelle prime file, assieme alla moglie e ai figli, amici di Merloni come gli ex premier Romano Prodi ed Enrico Letta, che lo ricordano dal palco. C’è Mario Draghi, reduce dall’ultima strigliata all’Europa. E tanti politici, a cominciare dalla premier Giorgia Meloni, in un evento che diventa anche una tappa della campagna elettorale per le Marche.

L’intervento di Mattarella è tutto dedicato al lascito di Merloni. Figura capace di «non opporre la vocazione di imprenditore e quella di pubblico amministratore, o peggio di trarne profitto». Simbolo di un quarto capitalismo italiano «capace di innovare e competere», «lontano da logiche protezionistiche e di concentrazione» e legato alla dimensione e al sapere locali, per cui «la competitività non è sinonimo di desertificazione industriale e non impone delocalizzazione». È alle aree interne che Merloni ha dedicato molti dei suoi impegni filantropici e di supporto alla ricerca. E di queste aree – dice Mattarella – le istituzioni devono occuparsi «evitando la rarefazione dei servizi».

Albacina condensa molta storia dell’imprenditoria italiana, nei suoi alti e nei suoi bassi, mostrando un futuro difficile ma possibile. Qui negli anni ’30 il capostipite Aristide Merloni fondò una piccola azienda di bilance, poi resa globale dai suoi figli. Qui sorgeva un vecchio stabilimento degli elettrodomestici Indesit, ceduto con tutto il marchio a Whirlpool e chiuso dai nuovi proprietari quando il “bianco” italiano è stato travolto dalla concorrenza orientale, ma di recente riacquistato e riattivato da Ariston per riportare indietro dalla Cina la produzione di pompe di calore di alta gamma. Il nuovo impianto annunciato ieri, operativo dal 2026, sarà un’eccellenza degli scaldacqua, parte di un investimento di 500 milioni in sette anni tra ricerca, sviluppo e manifattura nel nostro Paese, base produttiva per tutta l’Europa. «L’Italia è il nostro centro strategico e industriale», dice Paolo Merloni, figlio di Francesco e presidente esecutivo del gruppo.

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