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Fitch promuove l’Italia, il rating sale a BBB+. “La spesa è sotto controllo”. Meloni: “Conferma che il percorso del governo è giusto”

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L’outlook è stabile per l’agenzia che ha bocciato la Francia. Giorgetti: “Abbiamo riportato il Paese sulla strada giusta”. Pagano le scelte fiscali e la stabilità politica
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ROMA – L’Italia quasi in serie A, per Fitch. Il modello econometrico dell’agenzia di rating, che incrocia 18 variabili macro e fiscali, avrebbe infatti assegnato in automatico un livello da “A” al nostro Paese. Ma il comitato di Fitch ha preferito la cautela per il debito ancora troppo alto e la crescita troppo bassa. L’Italia porta a casa comunque una promozione, da BBB a BBB+, con outlook che torna stabile. «Tanto studio, tanto lavoro. Serio e riservato. Abbiamo riportato l’Italia sulla giusta strada», commenta a caldo il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.

Meloni: “Non sono slogan, ma risultati concreti”

«L'Italia ottiene una promozione da Fitch: la conferma che il percorso del nostro governo è quello giusto. Conti in ordine, responsabilità nelle scelte di bilancio, l'economia che si rafforza grazie all'aumento dell'occupazione: questi non sono slogan, ma risultati concreti», ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

Esulta anche il vicepremier Matteo Salvini: «…

ROMA – L’Italia quasi in serie A, per Fitch. Il modello econometrico dell’agenzia di rating, che incrocia 18 variabili macro e fiscali, avrebbe infatti assegnato in automatico un livello da “A” al nostro Paese. Ma il comitato di Fitch ha preferito la cautela per il debito ancora troppo alto e la crescita troppo bassa. L’Italia porta a casa comunque una promozione, da BBB a BBB+, con outlook che torna stabile. «Tanto studio, tanto lavoro. Serio e riservato. Abbiamo riportato l’Italia sulla giusta strada», commenta a caldo il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.

Meloni: “Non sono slogan, ma risultati concreti”

«L'Italia ottiene una promozione da Fitch: la conferma che il percorso del nostro governo è quello giusto. Conti in ordine, responsabilità nelle scelte di bilancio, l'economia che si rafforza grazie all'aumento dell'occupazione: questi non sono slogan, ma risultati concreti», ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

Esulta anche il vicepremier Matteo Salvini: «Orgoglioso del lavoro della Lega e del suo ministro». E il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che su X scrive: «Anche l'agenzia di rating Fitch promuove il nostro Paese. L'Italia è sulla strada giusta, esempio di buon governo in un contesto internazionale difficile».

Maggiore fiducia nella traiettoria dell’Italia

Nel comunicato Fitch parla di «maggiore fiducia nella traiettoria fiscale dell’Italia», sottolineando la credibilità della politica di bilancio, la stabilità politica e l’attuazione delle riforme. L’agenzia mette in evidenza la capacità di ridurre il deficit meglio delle previsioni: «Stimiamo un deficit pari al 3,1% del Pil quest’anno, contro il 3,3% dell’obiettivo ufficiale», grazie a un gettito fiscale più robusto e a controlli più severi sulla spesa. Il percorso di consolidamento resta graduale, ma definito: 2,6% nel 2027, sotto il 2% entro il 2029.

Debito e crescita restano fragili

Il debito resta il punto debole dell’Italia. Dopo la discesa di oltre 20 punti percentuali tra 2020 e 2024, Fitch lo vede risalire a 137,5% nel 2026 per effetto dei costi del Superbonus, prima di una nuova flessione verso il 134% nel 2030. «I rischi restano elevati, ma si sono ridotti grazie alla discesa dello spread, alla solidità del mercato del debito e alla protezione della Bce», osserva l’agenzia. Sulla crescita, Fitch prevede lo stesso rialzo del governo: +0,6% nel 2025, con un lieve rafforzamento a +0,8% nel biennio successivo. Molto sotto la media dei Paesi con rating simile, ma sostenuto dal mercato del lavoro in miglioramento e da una domanda interna più vivace.

Il momento buono dell’Italia sui mercati

La promozione di Fitch arriva in un contesto favorevole di mercato: spread Btp-Bund intorno a 78 punti, ai minimi da 15 anni, e addirittura negativo rispetto agli Oat francesi, dopo che proprio Fitch ha declassato la Francia la scorsa settimana e ieri si è aggiunta anche Dbrs.

Non è solo Fitch a guardare con più fiducia all’Italia. Ad aprile S&P ha alzato il rating a BBB+, il livello oggi più alto per il nostro Paese. A maggio Moody’s ha confermato Baa3, un gradino sopra il livello “junk”, migliorando però l’outlook da stabile a positivo.

Le prossime revisioni sono attese per il 10 ottobre (S&P), 17 ottobre (Dbrs), 31 ottobre (Scope) e 21 novembre (Moody’s). Per la serie A, scrive Fitch, occorre ridurre il debito, con avanzi primari più alti e una crescita nominale più forte. E poi riforme strutturali per aumentare la produttività.

La sfida della manovra

Ora la partita si sposta sulla politica di bilancio. L’esecutivo punta a riportare il deficit sotto il 3% già nel 2025, un anno prima della tabella Ue, per chiudere in anticipo la procedura per disavanzo eccessivo. E a contenere la spesa per interessi, alleggerita dalla discesa dei rendimenti e dal fatto che la Germania, tradizionale benchmark, sta attraversando una fase di difficoltà.

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