✕

Mps al 70,4% di Mediobanca. Nagel, dg e presidente vendono altre azioni per oltre 87 milioni

Da sinistra: Alberto Nagel, ex ceo Mediobanca; Francesco Saverio Vinci, ex dg; Renato Pagliaro, ex presidente

 

Ascolta l'audio

Siena raggiunge la soglia che consente il controllo dell’assemblea straordinaria. Sul tavolo c’è il delisting dell’istituto milanese, i cui vertici sono dimissionari: il 28 ottobre Mps nominerà il nuovo cda
2 minuti di lettura

MILANO – Mps è salita al 70,48% del capitale di Mediobanca alla vigilia della fine della sua offerta pubblica, conquistando anche il controllo dell'assemblea straordinaria, per la quale è sufficiente disporre del 66,7% del capitale. Il dato apre la strada alla fusione tra i due istituti, consentendo così di realizzare a pieno le sinergie attese dal piano annunciato dall’ad di Siena Luigi Lovaglio (incluso un eventuale delisting della banca d’affari milanese). Manca una sola giornata al termine della riapertura delle adesioni, che si concluderà lunedì 22 settembre.

I titoli venduti dai vertici di piazzetta Cuccia

I tre manager che guidano Mediobanca da un quarto di secolo hanno “cento anni cumulati di esperienza” alla scuola di Enrico Cuccia, come ha detto con orgoglio l’ad Alberto Nagel al cda di ieri dimissionario in blocco dopo la scalata del Monte dei Paschi. Un secolo pagato bene, con pacchetti azionari come parte variabile dei loro compensi che ora in Borsa valgono circa 140 mil…

MILANO – Mps è salita al 70,48% del capitale di Mediobanca alla vigilia della fine della sua offerta pubblica, conquistando anche il controllo dell'assemblea straordinaria, per la quale è sufficiente disporre del 66,7% del capitale. Il dato apre la strada alla fusione tra i due istituti, consentendo così di realizzare a pieno le sinergie attese dal piano annunciato dall’ad di Siena Luigi Lovaglio (incluso un eventuale delisting della banca d’affari milanese). Manca una sola giornata al termine della riapertura delle adesioni, che si concluderà lunedì 22 settembre.

I titoli venduti dai vertici di piazzetta Cuccia

I tre manager che guidano Mediobanca da un quarto di secolo hanno “cento anni cumulati di esperienza” alla scuola di Enrico Cuccia, come ha detto con orgoglio l’ad Alberto Nagel al cda di ieri dimissionario in blocco dopo la scalata del Monte dei Paschi. Un secolo pagato bene, con pacchetti azionari come parte variabile dei loro compensi che ora in Borsa valgono circa 140 milioni. E da inizio settembre, mentre si materializzava la scalata ostile dei senesi, l’ad Alberto Nagel, il dg Francesco Saverio Vinci e il presidente Renato Pagliaro stanno scaricando sul mercato massicci quantitativi, approfittando dei massimi raggiunti dalla quotazione, oltre al fatto che da ieri sono dimissionari. Il conto delle liquidazioni del trio già ammonta a 87 milioni, e potrebbe salire nei prossimi giorni.

Anche ieri sera, nelle ultime comunicazioni obbligatorie di “internal dealing”, i tre dirigenti hanno liquidato titoli per oltre 14 milioni. Nel dettaglio, Nagel ha ceduto altri 465.222 titoli al prezzo unitario di 21,4107 euro, per un incasso di 9,96 milioni, che porta il suo parziale incasso recente a 54 milioni di euro. Vinci ha venduto 112.688 azioni a 21,5776 euro, ottenendo 2,4 milioni, somma che fa salire sarà in tutto oltre i 21 milioni il suo incasso finora. Pagliaro, ieri, ha reso nota la vendita di altri 100mila titoli a 21,378 euro, pari a 2,1 milioni di euro, che fanno salire il suo parziale a 12,6 milioni. Il parziale del trio di vertice supera quindi gli 87 milioni e tutto fa presumere che la smobilitazione dei loro pacchetti continuerà.

Secondo le comunicazioni aggiornate dell’istituto, Nagel disponeva a 3,22 milioni di titoli Mediobanca, per un valore ai prezzi di Borsa attuali di 67,5 milioni (al lordo delle vendite già realizzate). Pagliaro invece di 2 milioni di azioni, che sul mercato valgono 42 milioni, Vinci ne aveva 1,41 milioni, del valore complessivo di 29,4 milioni.

Prima di loro numerosi altri dirigenti, di prima e seconda linea, avevano venduto titoli Mediobanca sul mercato già da fine agosto.

Sarà interessante vedere se almeno una parte delle azioni rimaste a Vinci, che negli ultimi tempi ha provato ad accreditarsi come “traghettatore interno” nel management dell’istituto sotto le insegne senesi, sarà consegnata all’Opas che Mps chiude lunedì 22, restando quindi azionista del nuovo gruppo. Il 28 ottobre Mediobanca ha convocato l’assemblea per rinnovare il cda, e Vinci, secondo alcune fonti finanziarie, potrebbe restare nella dirigenza oltre che nel consiglio da cui si è dimesso ieri assieme a 13 amministratori.

Leggi i commenti