Ue, nuovo pacchetto di sanzioni a Mosca: sostegno all’Ucraina con gli asset russi
dal nostro inviato Claudio TitoCOPENAGHEN – Stop al gas russo in tutta Europa dal 1° gennaio 2027, multe anche ai Paesi terzi che acquistano il petrolio di Mosca, compresa la Cina. Blocco per altre 118 “navi-ombra” utilizzate per aggirare le sanzioni. Bloccate le transazioni dei giganti dell’energia Rosneft e Gazprom. Alt alle transazioni in criptovalute cui si sta ricorrendo sempre più diffusamente per comprare beni prodotti in Russia. Sono queste alcune delle misure proposte dalla Commissione europea nel diciannovesimo pacchetto di sanzioni contro il Cremlino. Un provvedimento che accoglie anche le richieste del presidente americano Donald Trump e che ora dovrà essere approvato dal Consiglio. In questo caso, con l’eccezione dell’Ungheria, non ci dovrebbero però essere sorprese perché il voto sarà a maggioranza qualificata e non all’unanimità.
COPENAGHEN – Stop al gas russo in tutta Europa dal 1° gennaio 2027, multe anche ai Paesi terzi che acquistano il petrolio di Mosca, compresa la Cina. Blocco per altre 118 “navi-ombra” utilizzate per aggirare le sanzioni. Bloccate le transazioni dei giganti dell’energia Rosneft e Gazprom. Alt alle transazioni in criptovalute cui si sta ricorrendo sempre più diffusamente per comprare beni prodotti in Russia. Sono queste alcune delle misure proposte dalla Commissione europea nel diciannovesimo pacchetto di sanzioni contro il Cremlino. Un provvedimento che accoglie anche le richieste del presidente americano Donald Trump e che ora dovrà essere approvato dal Consiglio. In questo caso, con l’eccezione dell’Ungheria, non ci dovrebbero però essere sorprese perché il voto sarà a maggioranza qualificata e non all’unanimità.
I Paesi europei che ancora comprano gas russo
“Purtroppo, nell'ultimo mese – ha detto Ursula von der Leyen annunciando la nuova iniziativa – la Russia ha dimostrato tutta il suo disprezzo per la diplomazia e il diritto internazionale. Anche le minacce alla nostra Unione”. La presidente della Commissione ha ricordato che “l'economia di guerra russa è sostenuta dalle entrate derivanti dai combustibili fossili”. Quindi nel giro di un anno sarà chiuso il rubinetto del suo gas. Secondo una precedente proposta formulata giugno scorso e mai approvata in realtà, lo stop era fissato al 2028. Quindi si anticipa di un anno.
Al momento sono otto i Paesi Ue che ancora si riforniscono a quella fonte: Belgio, Paesi Bassi, Francia, Spagna, Portogallo via Lng e Grecia, Slovacchia e Ungheria tramite il gasdotto TurkStream. Saranno quindi colpite altre 118 navi della flotta ombra e i due colossi di Rosneft e Gazpromneft subiranno “un divieto totale di transazione”. Sanzioni secondarie anche ai paesi terzi che si abbeverano ancora al petrolio di Putin. Compresa la Cina. “In tre anni – ha ricordato von der Leyen - i ricavi petroliferi russi in Europa sono diminuiti del 90%. Ora stiamo voltando pagina per sempre”.
Ovviamente il problema in questi anni è stata l’elusione delle sanzioni soprattutto attraverso scappatoie finanziarie. Per questo saranno messe nel mirino altre banche in Russia e in altri Paesi. “Per la prima volta – ha spiegato la leader dell’esecutivo comunitario – le nostre misure restrittive colpiranno le piattaforme di criptovalute e proibiranno le transazioni in criptovalute”. Aumenteranno i divieti per le esportazioni di beni utilizzabili a livello militare con ulteriori 45 aziende che “hanno fornito supporto diretto o indiretto al complesso militare-industriale russo”.
Sanzioni, gli asset russi per sostenere l’Ucraina
A Palazzo Berlaymont, sono sicuri che in questo modo l’economia russa arriverà ai “suoi limiti”. Poi in parallelo l’Ue sta studiando una forma di sostegno all’Ucraina utilizzando i beni russi ”congelati”. Il meccanismo che deve essere ancora approvato dalla Bce – e la presidente della Banca centrale si è dichiarato molto preoccupata a tal proposito – dovrebbe basarsi sui beni mobili di proprietà russa arrivati a scadenza: Titoli di Stato, obbligazioni, fondi, azioni. Su questa base emettere nuovi eurobond, garantiti dagli Stati. Quando la Russia pagherà le riparazioni di guerra all’Ucraina, allora con quei soldi verrà saldato il prestito e verranno restituiti a Mosca i beni congelati.
Per capire quanto la Bce sia in allarme temendo che l’uso dei beni russi possa incrinare l’affidabilità dell’Ue per chi investe e colpire le regole del diritto, la stessa Lagarde – durante la conferenza stampa dell’Eurogruppo a Copenaghen – si è rivolta così al Commissario Ue all’Economia, Valdis Dombrovskis: "Come ha detto il commissario non si tratta né di sequestro né di confisca, per quanto abbiamo capito, ma della sostituzione di un credito su liquidità con un credito su eurobond. È corretto?”.