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Sorpresa per i fumatori, sigarette e tabacco aumentano da gennaio

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Il governo alzerà le accise dal 2026 al 2028 e quindi salirà il prezzo per chi fuma. Rincari meno pesanti per le elettroniche
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ROMA - Fumare un pacchetto di “bionde” potrebbe costare di più a partire da gennaio. Non solo. L’aumento del costo delle sigarette tradizionali sarebbe progressivo, anno per anno, fino al 2028.

Spetta ai produttori proporre l’importo per la vendita al pubblico che poi deve essere approvato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ma i rincari dal tabaccaio saranno di fatto automatici alla luce degli incrementi delle accise sui prodotti da fumo che il governo sta studiando in vista della manovra.

Sul tavolo c’è l’aggiornamento del calendario fiscale che scade a fine anno: il nuovo, che scatterà nel 2026, avrà una durata triennale. È qui dentro che sarà calata la stretta fiscale. Secondo quanto riferiscono fonti dell’esecutivo, l’intervento sulla componente fiscale "non sarà enorme”: l’impatto sui prezzi dovrebbe quindi essere contenuto, anche se è ancora troppo presto per stabilire la portata del rincaro. Prima, infatti, bisognerà disegnare il nuovo schema delle accise, una delle due …

ROMA - Fumare un pacchetto di “bionde” potrebbe costare di più a partire da gennaio. Non solo. L’aumento del costo delle sigarette tradizionali sarebbe progressivo, anno per anno, fino al 2028.

Spetta ai produttori proporre l’importo per la vendita al pubblico che poi deve essere approvato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ma i rincari dal tabaccaio saranno di fatto automatici alla luce degli incrementi delle accise sui prodotti da fumo che il governo sta studiando in vista della manovra.

Sul tavolo c’è l’aggiornamento del calendario fiscale che scade a fine anno: il nuovo, che scatterà nel 2026, avrà una durata triennale. È qui dentro che sarà calata la stretta fiscale. Secondo quanto riferiscono fonti dell’esecutivo, l’intervento sulla componente fiscale "non sarà enorme”: l’impatto sui prezzi dovrebbe quindi essere contenuto, anche se è ancora troppo presto per stabilire la portata del rincaro. Prima, infatti, bisognerà disegnare il nuovo schema delle accise, una delle due voci (l’altra è l’Iva) che formano la cosiddetta componente fiscale, a sua volta uno dei fattori che determinano il prezzo di vendita al consumatore: nella lista ci sono anche il ricavo del produttore e l’aggio per il rivenditore al dettaglio.

In ogni caso - spiegano le stesse fonti - la fiscalità seguirà una curva progressiva. Proprio parlando del nuovo calendario, il viceministro dell’Economia Maurizio Leo ha sottolineato come “l’appuntamento sarà molto importante per ascoltare le diverse istanze» perché - ha aggiunto - “per il nuovo adempimento cercheremo di venire incontro alle esigenze di un comparto che per noi è strategico e fondamentale”.

L’obiettivo della programmazione triennale è duplice. Da una parte dare certezza agli operatori, evitando interventi a sorpresa e last minute. Dall’altra permettere allo Stato di stimare il gettito garantito dal settore dei tabacchi con un tasso di attendibilità maggiore. Inoltre il nuovo calendario punta a blindare l’incasso annuo che l’ultimo rapporto di Logista ha calcolato per il 2024 in circa 15 miliardi tra Iva e accise.

Con la nuova fiscalità dovrebbe arrivare anche un aumento della tassazione per i prodotti da combustione e le sigarette elettroniche, ma l’incremento sarebbe decisamente inferiore rispetto a quello applicato sulle “bionde” per evitare di penalizzare gli investimenti sui prodotti di nuova generazione.

In generale, l’aggiustamento fiscale sarebbe minimo se confrontato a quello che l’Italia potrebbe vedersi applicato se la Commissione europea dovesse stringere la cinghia introducendo un nuovo contributo fisso a livello comunitario (Tedor). Un pacchetto di sigarette costerebbe fino a un euro in più rispetto ad oggi.

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