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Spunta in manovra la cedolare secca per i negozi: “Contro la desertificazione urbana”

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Il ministro Foti ci crede: “Potremmo arrivare a 1.500 metri quadri. Ogni saracinesca che si abbassa è un danno per tutti. Dopo le 18 la gente ha paura a girare per i centri storici”
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ROMA – Spunta la cedolare secca per i negozi: potrebbe finire in manovra. A rilanciare l’ipotesi è stato Tommaso Foti, ministro degli Affari europei, della Coesione e del Pnrr, intervenuto al 35° convegno del coordinamento legali di Confedilizia a Piacenza.

«Per quanto riguarda gli immobili destinati a negozi credo sia un tema sul quale sarebbe opportuno riflettere», ha detto Foti, auspicando «una disponibilità trasversale» in Parlamento. «La legge di bilancio la fa il governo, ma la approva il Parlamento. Sarebbe un bel segnale, soprattutto per evitare tante saracinesche chiuse».

Il ministro ha suggerito di ampliare anche i limiti di superficie previsti in passato. «Oggi si parla di 700-800 metri quadri – ha spiegato – ma la pezzatura dei negozi la stabilisce la fisicità degli immobili, non il legislatore. Sarebbe più realistico alzare l’asticella a 1.500 metri».

ROMA – Spunta la cedolare secca per i negozi: potrebbe finire in manovra. A rilanciare l’ipotesi è stato Tommaso Foti, ministro degli Affari europei, della Coesione e del Pnrr, intervenuto al 35° convegno del coordinamento legali di Confedilizia a Piacenza.

«Per quanto riguarda gli immobili destinati a negozi credo sia un tema sul quale sarebbe opportuno riflettere», ha detto Foti, auspicando «una disponibilità trasversale» in Parlamento. «La legge di bilancio la fa il governo, ma la approva il Parlamento. Sarebbe un bel segnale, soprattutto per evitare tante saracinesche chiuse».

Il ministro ha suggerito di ampliare anche i limiti di superficie previsti in passato. «Oggi si parla di 700-800 metri quadri – ha spiegato – ma la pezzatura dei negozi la stabilisce la fisicità degli immobili, non il legislatore. Sarebbe più realistico alzare l’asticella a 1.500 metri».

La lotta alla desertificazione urbana

Il ragionamento di Foti va oltre la fiscalità. «Ogni luce che si spegne in un centro storico è un danno al centro storico, è un danno a chi ci abita, è un danno a chi va a fare spesa», ha avvertito. «Non è possibile che la gente abbia paura a certe ore, in certe città, di uscire di casa. Oggi dopo le 18 c’è un timore diffuso».

La reazione di Confedilizia

Parole che hanno trovato subito il sostegno del presidente di Confedilizia Giorgio Spaziani Testa: «Salutiamo con favore l’apertura del ministro Foti sulla cedolare secca per gli immobili commerciali. Speriamo che la prossima legge di bilancio dia seguito alla delega fiscale, con una graduale estensione che possa contrastare insicurezza e degrado e riportare sul mercato spazi oggi vuoti».

Come funzionava nel 2019

La cedolare secca sui negozi non è una novità assoluta. Fu introdotta in via sperimentale nel 2019, con aliquota al 21%, ma soltanto per i contratti stipulati in quell’anno e con precisi vincoli:

  • immobili in categoria catastale C/1,
  • superficie fino a 600 metri quadri, escluse le pertinenze,
  • proprietari persone fisiche, non imprese.

La misura non fu prorogata nelle leggi di bilancio successive. La delega fiscale del 2023 voluta dal governo Meloni e portata avanti dal viceministro dell’Economia Maurizio Leo ha però riaperto la possibilità di una reintroduzione stabile, che ora – dopo l’apertura di Foti – torna ad affacciarsi nella discussione politica.

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