ROMA – Trenta miliardi da qui a dieci anni, un punto e mezzo di Pil. Tanto potrebbe valere per i conti pubblici la riduzione dello spread se l’Italia continuerà nel suo sentiero virtuoso di contenimento della spesa. E poi c’è l’effetto dei ribassi nel costo del denaro per le imprese, che si spera colgano l’occasione e ricomincino con forza a investire». Neanche a Daniel Gros, l’economista tedesco…