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Lobbying e rock, carriera e passioni di Marzia Picciano. “Favorevole al registro come a Bruxelles”

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Donne impresa è la pubblic affairs manager per Italia, Spagna e Portogallo per Ups. Dopo una giornata di lavoro, la sera scrive per la rivista di musica Rockon
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MILANO – Lobbying e rock, la medaglia e il suo rovescio sono nelle corde di Marzia Picciano, professionista del primo e cultrice del secondo. A conciliarli ci pensa lei, pubblic affairs manager per Italia, Spagna e Portogallo di Ups, United parcel service, società americana tra le maggiori al mondo di trasporto e consegna pacchi in più di 200 Paesi, con un fatturato di 91,1 miliardi di dollari nel 2024 e 490mila dipendenti.

Dagli esordi all’università

La manager, nata a Pescara nel 1989, dopo il liceo classico cittadino Gabriele D’Annunzio, va a studiare a Roma, all’università Luiss, dove consegue la laurea cum laude in Scienze Politiche internazionali. In Ups dal 2020 si occupa di supervisionare i rapporti tra l’azienda e le istituzioni nel nostro Paese e nella Penisola Iberica.

“Curo le relazioni esterne in maniera ampia, lobbying è tutto ciò che afferisce alla sfera pubblica del business, attività che negli ultimi anni ha ricevuto sempre più attenzione. Io lavoro con tutti i livell…

MILANO – Lobbying e rock, la medaglia e il suo rovescio sono nelle corde di Marzia Picciano, professionista del primo e cultrice del secondo. A conciliarli ci pensa lei, pubblic affairs manager per Italia, Spagna e Portogallo di Ups, United parcel service, società americana tra le maggiori al mondo di trasporto e consegna pacchi in più di 200 Paesi, con un fatturato di 91,1 miliardi di dollari nel 2024 e 490mila dipendenti.

Dagli esordi all’università

La manager, nata a Pescara nel 1989, dopo il liceo classico cittadino Gabriele D’Annunzio, va a studiare a Roma, all’università Luiss, dove consegue la laurea cum laude in Scienze Politiche internazionali. In Ups dal 2020 si occupa di supervisionare i rapporti tra l’azienda e le istituzioni nel nostro Paese e nella Penisola Iberica.

“Curo le relazioni esterne in maniera ampia, lobbying è tutto ciò che afferisce alla sfera pubblica del business, attività che negli ultimi anni ha ricevuto sempre più attenzione. Io lavoro con tutti i livelli, dal sindaco al ministro, dialogo con gli stakeholder istituzionali, governo, parlamento, agenzie, ong”, racconta la manager.

La scelta della facoltà universitaria sarebbe andata in direzione della filosofia, la sua passione, “ma per pragmatismo ho optato per Scienze Politiche che metteva insieme filosofia, diritto e economia, più una serie di tematiche che sono proprie del pubblic affair. Era il 2008, un periodo di grande sconvolgimento economico in cui si percepiva un certo pessimismo. Non avevo una visione chiarissima, ho scoperto questa professione quasi per caso”.

La “scuola” sul campo

Prima di entrare nel mondo del lavoro, desiderosa di evadere dalla città di provincia e curiosa del mondo, Picciano ha studiato all’estero, in Canada, alla Carleton University di Ottawa, per un semestre di scambio, e poi in Germania per l’Erasmus, sei mesi nell’ateneo di Kiel, un paesino dove si fanno regate su una stretta baia (Kieler Förde) del più ampio omonimo golfo, a un’ora da Amburgo. “Volevo imparare il tedesco per il mio feeling con la filosofia anche se ora mi trovo a operare in due Paesi latini”, scherza Picciano.

La sua “scuola” sul campo sono stati i quattro anni e mezzo in un’agenzia di lobbying, Cattaneo, Zanetto, Pomposo & co, in cui si è occupata principalmente del settore delle telecomunicazioni. “Ho cominciato molto presto con degli ottimi insegnanti ma senza aver mai toccato il loro manuale Fare lobby che viene studiato all’università. Ho imparato via via a comprendere aspetti importanti di questa professione. Mi dava un’opportunità incredibile di planare sulle cose dall’alto, rubo a Calvino, la possibilità di avere una visione d’insieme. Mi sono accorta che questo era proprio il lavoro che volevo”, riprende soddisfatta.

“A favore sul registro dei lobbisti, come a Bruxelles”

In Italia non esiste un registro pubblico obbligatorio di lobbisti. “Personalmente”, spiega Picciano, “sono d’accordo sul registro, sul modello di Bruxelles: serve, soprattutto, per dare la giusta professionalità e credibilità a un mondo che troppo spesso è tacciato di poca trasparenza. Anche nell’immaginario collettivo, infatti, si parla sempre di poteri forti, stanze del potere, contatti. Invece è fatto di professionisti che compiono un percorso di studi dedicato e che sanno creare relazioni di lavoro chiare e di successo. È una necessità e un principio di democrazia portare avanti idee, affari, lo fanno le aziende, ma anche i gruppi di interesse, i consumatori, i cittadini. Peccato che non ci sia adeguata informazione”.

Manca anche una normativa specifica sull’attività di lobbying. “Esistono norme sulla gestione del conflitto di interessi, sul decreto legislativo 231 e sugli organismi di vigilanza e c’è ovviamente la normativa sull’anticorruzione. Ci sono diverse proposte che, di legislazione in legislazione, si sono susseguite senza portare mai a una soluzione concreta”, spiega.

Il passaggio dalla parte del cliente

Per la manager il seguito dell’esperienza di lavoro è stato lasciare la consulenza e passare dalla parte del cliente, con Iliad, l’operatore francese che ha lanciato sul mercato italiano nuove offerte tra cui la rete mobile 4G e 5G e la fibra ottica. “Ero curiosa di partecipare più dall’interno a una realtà di business. Uno dei motivi per cui un’azienda ricorre al lobbying è per essere aiutata a districarsi nella burocrazia italiana, per poi scoprire che il lobbying è tutt’altra cosa”.

Dopo due anni si è aperta l’opportunità di Ups e Marzia Picciano entra così nel mondo della logistica, connotata da una dimensione molto maschile. Picciano cambia posizione e cambia città, da Roma a Milano dove divide l’appartamento con la sorella Sonia. Dall’ufficio milanese, con una pratica ormai decennale, la manager governa opportunità e rischi per conto del corriere internazionale. “È stata una riscoperta di me che non mi aspettavo. Sono innamorata di questa azienda per le persone che ci sono dentro”. A livello mondiale, Ups gestisce oltre 22,4 milioni di pacchi al giorno con una flotta globale composta da 135mila veicoli e 292 aerei di proprietà.

“Lavorare su un network terra-aria perfettamente integrato permette a un’azienda cliente di recapitare un pacco dall’Italia alla Cina in 24/72 ore. Come corriere aereo espresso noi abbiamo una flotta simile solo a Dhl e Ext”. Con Bomi group, acquistata nel 2022, società di logistica sanitaria globale, health care farmaceutico e dispositivi medici, governa la loro distribuzione in tutta l’Europa. La sostenibilità è una grande sfida.

“La società dispone di una flotta globale di oltre 19mila veicoli a carburante alternativo e a tecnologia avanzata, settore in cui investe da oltre 20 anni. In Italia il corriere statunitense opera con più di 1700 veicoli di proprietà di fornitori esterni, tra cui circa 137 sostenibili a energia alternativa (ibridi, a metano ed elettrici), con l’obiettivo di ridurre l'impatto di carbonio della consegna dell’ultimo miglio, ma dovendo trattare un network cosi grande è difficile pensare che possa essere interamente elettrico”, prosegue Picciano. “Inoltre la rete ferroviaria italiana è pensata per le persone e non per le merci”.

Pesano i dazi di Trump

Picciano è una manager che viaggia molto, va a conoscere le aziende clienti e il loro business “per dare più certezza di servizi a pacchetto e di un prezzo già finale”. Le ripercussioni sui dazi di Trump si avvertono. “Noi siano intermediari e subiamo molti cambiamenti, rimandi, la regolamentazione doganale è già complessa al netto del presidente Usa. Molti nostri clienti invece si sono trovati in difficoltà, specie piccole e medie imprese, con aumenti di costi che in periodo di contrazione del mercato non aiutano. Obiettivo del nostro business è anche accompagnare le aziende verso la crescita”.

Un lobbista deve essere un attento osservatore della realtà che si muove e muta molto velocemente e capace di trovare soluzioni ai problemi. “Col tempo gli stakeholder cambiano, le cariche politiche si avvicendano di continuo. Nel cluster iberico per esempio a dispetto di una certa instabilità politica c’è un clima molto positivo sul piano economico. In Italia il crescente accentramento nel modo di governare ha impatto sull’attività di lobbying, ma l’assenza di crisi governative permette di pianificare meglio. Quanto al peso delle donne nella vita pubblica nel mondo spagnolo c’è una spiccata presenza di protagonismo femminile in posizioni rilevanti, nel nostro paese meno”.

Prontezza e creatività

Essere pronti e creativi, parola di lobbista. Specie se alle relazioni tra istituzioni e aziende ci sono i social a dare risonanza sempre più vasta. “È l’effetto butterfly: un evento minuscolo e apparentemente insignificante come il battito d’ali di una farfalla può innescare una catena di reazioni fino a un risultato di proporzioni enormi”. Ups uguale logistica. Il mondo del trasporto in cui lavora Picciano è maschile per definizione. “Ma nel board executive team di questa società le donne sono il 33 per cento, in quello italiano su 11 componenti la maggioranza è donna e su 1000 dipendenti la quota femminile è del 50 per cento”.

Nel gruppo fondato nel 1907 da James E. Casey in un seminterrato di Seattle, c’è la fondazione Ups. Grande attenzione al benessere dei dipendenti e focus sul sostegno della comunità, al di là del business. L’operatore collabora con la Fondazione Pangea che aiuta le donne vittime di violenza e di discriminazione di genere. Ha iniziato a lavorare in Afghanistan, per poi sviluppare progetti in India, Pakistan, Nepal, Repubblica Democratica del Congo. In Italia è alla settima edizione del corso di orientamento Giovani Donne: che Impresa! a sostegno delle donne migranti e di coloro che desiderano avviare un’attività imprenditoriale o trovare una condizione lavorativa.

“Ho partecipato a diverse iniziative di mentorship interne e esterne. Pangea ti dà gli strumenti per ripartire. Il lavoro legato all’indipendenza economica è una parte del tutto e significa salvezza. Io mi sono fatta da sola e ne sono molto orgogliosa, non vengo da un ambiente dove le cose erano apparecchiate, ho conosciuto persone che mi hanno aiutato a fare la scelta migliore”.

La passione per il rock

Marzia Picciano ha una "doppia vita”. La sera scrive per la rivista di musica Rockon, rock, pop e live, e segue festival anche all’estero. “L’ho scoperto a Milano, è una grande passione, quando voglio staccare entro in quell’altro mondo. Mi dà il giusto grado di libertà. La libertà è una fortuna e come tale va trattata”. Gioca di tanto in tanto a tennis, ama le corse libere in bicicletta, sta cercando di capire come lo yoga può aiutarla a essere più calma. In estate scappa a Pescara da mamma Annamaria e papà Domenico. Non legge quanto vorrebbe. “In questo momento sono amante scatenata di Emmanuel Carrère. A maggio ho trascinato mia madre al salone del libro di Torino perché Carrère leggeva Philip Roth, partendo da Portnoy”, ricorda. L’ultima vacanza? “In Vietnam, un viaggio sorprendente”.

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