Yoox, l’azienda apre uno spiraglio per i 211 lavoratori: sul tavolo lo stop ai licenziamenti
di Marco BettazziBOLOGNA – Dopo tre incontri finiti male, si apre uno spiraglio per la vertenza della Yoox. Il gruppo tedesco LuxExperience, che da aprile controlla l’ex colosso dell’e-commerce, si è infatti detto disponibile a valutare alternative ai 211 licenziamenti già avviati il 2 settembre, partecipando ieri a un tavolo al ministero delle Imprese. Disponibilità che ora dovrà prendere forma in un nuovo appuntamento già fissato per il 2 ottobre: le possibilità sono che la procedura venga sospesa o ritirata avviando poi un confronto senza il contatore avviato.
Il gruppo ha aperto il licenziamento di 211 lavoratori sui 1.091 dipendenti in Italia, tra Bologna e Milano, motivando la decisione con il calo rilevante del fatturato e perdite per oltre due miliardi in due anni. Ma negando la possibili…
BOLOGNA – Dopo tre incontri finiti male, si apre uno spiraglio per la vertenza della Yoox. Il gruppo tedesco LuxExperience, che da aprile controlla l’ex colosso dell’e-commerce, si è infatti detto disponibile a valutare alternative ai 211 licenziamenti già avviati il 2 settembre, partecipando ieri a un tavolo al ministero delle Imprese. Disponibilità che ora dovrà prendere forma in un nuovo appuntamento già fissato per il 2 ottobre: le possibilità sono che la procedura venga sospesa o ritirata avviando poi un confronto senza il contatore avviato.
Il gruppo ha aperto il licenziamento di 211 lavoratori sui 1.091 dipendenti in Italia, tra Bologna e Milano, motivando la decisione con il calo rilevante del fatturato e perdite per oltre due miliardi in due anni. Ma negando la possibilità di usare gli ammortizzatori, che invece è stata prospettata ieri. «La riorganizzazione di questa azienda non può e non deve avvenire attraverso azioni unilaterali», ha detto il ministro Adolfo Urso aprendo il tavolo, auspicando «soluzioni condivise per il rilancio».
Di «primo, importante passo avanti» parlano invece Cgil, Cisl e Uil, che hanno ribadito la necessità di ritirare i licenziamenti e avviare «un confronto serio e trasparente». Oggi e domani le assemblee dei lavoratori, che dovrebbero decidere di proseguire le proteste fino al 2 ottobre.