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Giorgetti sui salari: “I privati facciano la loro parte e aumentino gli stipendi”

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L’intervento del ministro dell’Economia in Senato che, in replica sulla risoluzione sul Dpfp, rivendica i rinnovi contrattuali nel pubblico. A margine, interviene su Banco Bpm-Crédit Agricole: “Golden power? Farò rispettare la legge”
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ROMA – Sul pubblico impiego il governo ha rinnovato, almeno in parte, i contratti. Per i privati, tocca ora agli imprenditori intervenire sugli stipendi. Nella replica di Giancarlo Giorgetti in aula al Senato sulla risoluzione sul Documento programmatico di finanza pubblica, il ministro chiede alle “parti datoriali di “fare la loro parte” e riconoscere “anche ai loro lavoratori aumenti stipendiali”. "Solo per quanto riguarda il pubblico impiego abbiamo recuperato dei contratti che erano in arretrato pazzesco e in questo momento stiamo rinegoziando i contratti per stare al passo", ha detto Giorgetti, ricordando che la legge di bilancio dello scorso anno ha stanziato le risorse per i contratti del Pubblico impiego, "una cosa mai fatta in precedenza, in una logica pluriennale".

ROMA – Sul pubblico impiego il governo ha rinnovato, almeno in parte, i contratti. Per i privati, tocca ora agli imprenditori intervenire sugli stipendi. Nella replica di Giancarlo Giorgetti in aula al Senato sulla risoluzione sul Documento programmatico di finanza pubblica, il ministro chiede alle “parti datoriali di “fare la loro parte” e riconoscere “anche ai loro lavoratori aumenti stipendiali”. "Solo per quanto riguarda il pubblico impiego abbiamo recuperato dei contratti che erano in arretrato pazzesco e in questo momento stiamo rinegoziando i contratti per stare al passo", ha detto Giorgetti, ricordando che la legge di bilancio dello scorso anno ha stanziato le risorse per i contratti del Pubblico impiego, "una cosa mai fatta in precedenza, in una logica pluriennale".

A ridosso della manovra, il Mef registra che “nonostante i rischi e le incertezze del contesto macroeconomico internazionale, la finanza pubblica italiana si conferma solida e la sua sostenibilità nel medio termine non risulta compromessa". Nel Programma trimestrale di emissione del ministero dell'Economia, relativo al quarto trimestre dell'anno, il ministro prevede che "il rapporto deficit/Pil si collocherà su valori prossimi al 3% già nel 2025, mentre, nei prossimi anni, gli sforzi che si stanno compiendo consentiranno di ridurre il rapporto costantemente al di sotto di tale soglia".

Banco Bpm-Crédit Agricole: “Golden power? Farò rispettare la legge”

"Io non ho obiezioni politiche, ho una legge che devo far rispettare come ho fatto. Come l'ho fatta rispettare agli altri la farò rispettare per loro, c'è una legge e vale per tutti". Così il ministro dell'Economia, arrivando in Senato, ha risposto ai cronisti che gli chiedevano se avesse un'obiezione politica a una eventuale fusione Crédit Agricole Italia e Bpm. A chi gli chiedeva se ipotizzasse anche un utilizzo del Golden power, il ministro ha risposto: "Mi riferisco appunto alla legge" sul golden power. Il ministro ha quindi aggiunto di non avere valutazioni, "perché non esiste l'operazione e quindi come faccio a fare valutazioni". Sul fatto che ci possa essere notificazione, ha aggiunto: "L'avranno notificato alla Banca d'Italia non al governo".

Giorgetti, l’economia e i mercati esteri

“Non vado in giro con il trofeo dello spread a 80 punti. Invito tutti a ragionare sul fatto che se fosse rimasto a quota 250 come a inizio legislatura, avremmo speso di interessi molto di più sul bilancio e avremmo avuto minore spazio per famiglie e imprese. Questo è il risultato, e va non a beneficio del governo ma di tutti gli italiani", ha detto Giorgetti in aula in merito al miglioramento del differenziale tra gli interessi del debito pubblico italiano con quello degli altri Paesi, Francia in testa..

Sulle prescrizioni del Fondo monetario, che “vive in una situazione di comfort e non si misura con il popolo”, ricorda che, “storicamente, non è che abbiano sempre funzionato". Ma le valutazioni del Fmi sono comunque “un utile stimolo”, anche perché “è bello, in qualche modo, nella realtà, superare i termini di crescita delle sempre ultra.prudenti previsioni del Fmi stesso".

Bocciatura del Green deal

"Assolutamente condivido la necessità che in sede europea ci si dia un profilo diverso, assolutamente necessario, data la fase geoeconomica e geopolitica. È un grave problema - e anche nel recente consiglio informale di Copenaghen ne abbiamo discusso - però qualche mea culpa l'Unione stessa deve farselo. Anzi ha cominciato a farlo, basta pensare al processo di transizione green, in particolare su automotive, che è stato totalmente un disastro e che ha affossato l'industria europea". Così ha proseguito Giorgetti intervenendo in Senato. "In Europa a mio giudizio la fase di riflessione è una fase che deve considerare anche quello che si è sbagliato", ha aggiunto.

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