✕

Ecco la prima stablecoin europea: “Non possiamo dipendere dagli Stati Uniti”

Lo scorso luglio Trump ha varato il Genius Act, che regola in modo molto favorevole il settore delle stablecoin (reuters)

Ascolta l'audio

La lancerà un consorzio di nove banche dell’eurozona, tra cui le italiane Unicredit e Banca Sella. Le emissioni inizieranno nella seconda metà del 2026. Il mercato sta esplodendo, ma è dominato dal dollaro
2 minuti di lettura

ROMA – Un gruppo di nove banche europee, tra cui le italiane Unicredit e Sella, prova a mettere un piede nel mercato in esplosione delle stablecoin, le valute digitali “stabili” – almeno sulla carta – perché ancorate al valore di una divisa ufficiale. In un panorama finora dominato dalle monete legate al dollaro, ancora di più dopo il tappeto rosso srotolato da Trump di fronte al settore, i nove hanno annunciato ieri il lancio di una stablecoin denominata in euro, una delle prime e - stando ai soggetti coinvolti - al momento la più ambiziosa. Il consorzio, aperto all’ingresso di altri istituti, inizierà ad operare all’inizio del 2026, con le prime emissioni di moneta previste per la seconda metà dell’anno.

Il primato del dollaro

Le stableco…

ROMA – Un gruppo di nove banche europee, tra cui le italiane Unicredit e Sella, prova a mettere un piede nel mercato in esplosione delle stablecoin, le valute digitali “stabili” – almeno sulla carta – perché ancorate al valore di una divisa ufficiale. In un panorama finora dominato dalle monete legate al dollaro, ancora di più dopo il tappeto rosso srotolato da Trump di fronte al settore, i nove hanno annunciato ieri il lancio di una stablecoin denominata in euro, una delle prime e - stando ai soggetti coinvolti - al momento la più ambiziosa. Il consorzio, aperto all’ingresso di altri istituti, inizierà ad operare all’inizio del 2026, con le prime emissioni di moneta previste per la seconda metà dell’anno.

Il primato del dollaro

Le stablecoin recuperano una serie di innovazioni delle criptovalute e della loro rete decentrata, promettendo scambi internazionali economici, istantanei e programmabili, ma senza la volatilità di bitcoin & Co., che li ha resi un rischioso asset di investimento molto più che uno strumento di pagamento o una riserva di valore. La capitalizzazione della monete stabili sta esplodendo, negli ultimi due anni è più che raddoppiata a 282 miliardi di dollari e secondo una analisti di Citi nel 2030 potrebbe arrivare a 4 mila.

Trump ci vede uno strumento per rilanciare il primato del dollaro e puntellare il bilancio americano, visto che ogni moneta emessa - per essere stabile - dovrebbe essere garantita da una pari riserva in dollari, tipicamente in titoli di Stato. Nonostante i rovinosi crack del recente passato e le tante opacità del settore, il presidente ha varato una normativa molto permissiva che gli ha dato un’ulteriore spinta: dietro alle due stablecoin principali, Tether (guidata dagli italiani Devasini e Ardoino) e Ustd, si affaccia una folla di nuove emissioni: startup, grandi aziende tecnologiche e non, banche tradizionali che cercano di non essere tagliate fuori dalla nuova finanza, perdendo clienti e depositi.

Il ritardo dell’Europa

A maggior ragione corre questo rischio l’Europa, che ha approvato una direttiva stringente (troppo?) a tutela dei risparmiatori, la Micar, ma a livello di monete emesse finora è non pervenuta. I nove istituti del consorzio - i due italiani più Ing, Kbc, Danske, DekaBank, Seb, CaixaBank e Raiffeisen - presentano l’iniziativa anche come il tentativo di fornire un’alternativa europea, contribuendo all’autonomia strategica della Ue. E in un primo tempo, spiega Andrea Tessera, Chief Innovation Officer di Sella, guarderanno soprattutto al mercato dei pagamenti internazionali e ai pagamenti programmabili, per «rendere più semplici ed efficienti le transazioni».

La stablecoin privata del consorzio non va quindi vista come un concorrente dell’euro digitale, versione elettronica della moneta di Banca centrale che verrebbe usata per i pagamenti al dettaglio in Europa, e sulla cui introduzione andrà presto presa una decisione definitiva. I due progetti sono semmai complementari, con l’obiettivo comune di arginare l’avanzata delle nuove monete americane, competendo sul piano dell’innovazione. Per l’Europa, con i suoi tempi biblici, la sua avversione al rischio e la sua frammentazione, non sarà facile.

Leggi i commenti