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WeBuild, Saipem e Ghella in corsa per salvare Pizzarotti

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La società emiliana a fine 2024 aveva una perdita netta di 10,5 milioni. Secondo lo studio Papa, l’azienda ha bisogno urgente di un’iniezione di liquidità
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MILANO – Corsa contro il tempo per salvare Pizzarotti, società parmigiana delle costruzioni controllata dall’omonima famiglia che dà lavoro a 3.000 persone. L’udienza per confermare la procedura della composizione negoziata della crisi (cnc) è fissata per il 23 ottobre, ed è stata già rinviata perché Crédit Agricole, una delle banche creditrici della tratta della metropolitana di Parigi, ha chiesto 10 milioni di garanzie immediate.

Varie manifestazioni d’interesse in arrivo

In quest’ottica la società che attraverso Mipien è controllata dal presidente Paolo Pizzarotti, avrebbe sondato l’interesse di potenziali compratori, raccogliendo alcune manifestazioni d’interesse. Sarebbero già arrivate quella del leader tricolore delle costruzioni WeBuild e quella del co…

MILANO – Corsa contro il tempo per salvare Pizzarotti, società parmigiana delle costruzioni controllata dall’omonima famiglia che dà lavoro a 3.000 persone. L’udienza per confermare la procedura della composizione negoziata della crisi (cnc) è fissata per il 23 ottobre, ed è stata già rinviata perché Crédit Agricole, una delle banche creditrici della tratta della metropolitana di Parigi, ha chiesto 10 milioni di garanzie immediate.

Varie manifestazioni d’interesse in arrivo

In quest’ottica la società che attraverso Mipien è controllata dal presidente Paolo Pizzarotti, avrebbe sondato l’interesse di potenziali compratori, raccogliendo alcune manifestazioni d’interesse. Sarebbero già arrivate quella del leader tricolore delle costruzioni WeBuild e quella del costruttore romano Ghella, mentre pare che sarebbe in arrivo quella del colosso dei servizi petroliferi Saipem — con cui Pizzarotti ha in essere alcune commesse per l’alta velocità. Per ora Fs resta alla finestra. Lo scorso 16 settembre un cda del gruppo guidato da Stefano Donnarumma aveva esaminato alcuni dossier, tra cui Pizzarotti, senza formalizzare una decisione in merito. Fs peraltro sarebbe interessata solo al ramo di azienda delle costruzioni ferroviarie, un’operazione che potrebbe generare futuri conflitti con la controllata Rfi.

Dato che è in corso una procedura in bonis, le manifestazioni d’interesse che dovranno trasformarsi in offerte vincolanti, andranno valutate in base a una gara trasparente, per preservare al meglio tutti gli stakeholders a iniziare dai creditori. La procedura impone infatti di verificare la competitività delle offerte, la trasparenza delle regole, e la non discrezionale selezione dell’offerente.

Patrimonio e debiti in calo, ma serve liquidità

A fine 2024 la società aveva un patrimonio netto di 143,9 milioni, una posizione finanziaria netta negativa per 348 milioni, flussi di cassa negativi per 34,9 milioni, claim (ovvero contestazioni sulle commesse) superiori a 300 milioni, e una perdita netta di 10,5 milioni.

Per questo i creditori si sono affidati all’analisi indipendente dello studio del dottor Franco Carlo Papa per avere un approfondimento sui bilanci, sulle commesse in essere e sui possibili rischi ad esse connesse. Secondo Papa, analizzando i documenti del collegio sindacale, del revisore Pwc (revocato da Paolo Pizzarotti a fine 2024 e sostituito con Bdo), l’azienda è infatti in crisi di liquidità. «Emerge la necessità di un’iniezione di liquidità immediata per 35-36 milioni per affrontare la tensione finanziaria corrente — si legge nelle conclusione dell’analisi dello studio Papa commissionata dalle banche — con necessità di incrementarsi fino a un picco, nell’arco di piano, di 40-41 milioni che si manifesta nel corso dell’esercizio 2026».

E in proposito WeBuild — che partecipa in maggioranza a diverse commesse dove è presente anche Pizzarotti — potrebbe offrire la soluzione più rapida, rilevando alcune di queste attività. Resta da capire se il giudice, le banche, gli stakeholder e soprattutto Paolo Pizzarotti, saranno pronti ad accettare una soluzione di compromesso, che necessita importanti sacrifici per tutti.

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