✕

Il caffè più caro? Non si prende a Benevento. La rilevatrice sbadata sollevata dall’incarico

Ascolta l'audio

Un banale errore ha prodotto un cortocircuito comunicativo da manuale. Alla fine ad aver ragione era proprio il sindaco, Clemente Mastella. Ricostruzione di un equivoco da bar
2 minuti di lettura

ROMA – Non è Benevento la città con il caffè più caro d’Italia. Questo i beneventani lo sapevano già, ma i dati raccolti dall’ufficio comunale di statistica e pubblicati sull’Osservatorio prezzi del Mimit dicevano il contrario. Della questione si era interessato anche il sindaco Clemente Mastella che, pur stupito dai numeri, invitava a disertare quei bar che avessero chiesto 1,50 a tazzina: “Mi dicono che quel prezzo qui a Benevento non lo chieda nessuno, ma se c’è qualcuno che prova a far pagare il caffè oltremisura il mio consiglio è non andateci e fatelo sapere in giro”. L’azione di boicottaggio non si riterrà però necessaria, per fortuna.

Quel dato, suggeriva a Repubblica il direttore dell’ufficio studi della Fipe-Confcommercio, è stato raccolto in maniera sbagliata, facendo balzare la città in cima alla classifica. L’Istat stesso aveva risposto a quella segnalazione di Luciano Sbraga, sottolineando che l’andamento del livello dei prezzi viene monitorato “alla luce delle indicazio…

ROMA – Non è Benevento la città con il caffè più caro d’Italia. Questo i beneventani lo sapevano già, ma i dati raccolti dall’ufficio comunale di statistica e pubblicati sull’Osservatorio prezzi del Mimit dicevano il contrario. Della questione si era interessato anche il sindaco Clemente Mastella che, pur stupito dai numeri, invitava a disertare quei bar che avessero chiesto 1,50 a tazzina: “Mi dicono che quel prezzo qui a Benevento non lo chieda nessuno, ma se c’è qualcuno che prova a far pagare il caffè oltremisura il mio consiglio è non andateci e fatelo sapere in giro”. L’azione di boicottaggio non si riterrà però necessaria, per fortuna.

Quel dato, suggeriva a Repubblica il direttore dell’ufficio studi della Fipe-Confcommercio, è stato raccolto in maniera sbagliata, facendo balzare la città in cima alla classifica. L’Istat stesso aveva risposto a quella segnalazione di Luciano Sbraga, sottolineando che l’andamento del livello dei prezzi viene monitorato “alla luce delle indicazioni metodologiche fornite, che, nel caso specifico, indicano di rilevare il prezzo del caffè consumato al banco dei bar presenti nel campione presso i quali si svolge la rilevazione”. A Benevento, tra gli oltre 120 bar in attività, sono 9 quelli sentinella che forniscono il “termometro” dei prezzi in città. “Nel caso di Benevento – ha scritto l’Istat nella sua nota – ciò ha portato a sollevare dall’incarico il rilevatore che non ha seguito le indicazioni fornite dall’Istat”.

L’errore in tazzina

L’Istituto, sentito da questo giornale, ha confermato che non si occupa direttamente della gestione dei rilevatori sul territorio, che sono invece in capo agli enti locali e che rientrano nel SiStaN, il Sistema Statistico Nazionale. “I dati sono riportati dall’ufficio comunale deputato, con il quale vi è una co-dipendenza funzionale per le attività che svolgono come ufficio statistico e si relazionano con Istat”, spiega la dirigente dell’ufficio territoriale dell’Area sud dell’Istituto, Antonella Bianchino. E infatti l’ufficio statistica di Piazzale Iannelli, una volta contattato, ha confermato l’”errore grave” della dipendente comunale, che anziché rilevare il costo del caffè al bancone, ha riportato quello della tazzina al tavolo. Una maggiorazione dovuta quindi al costo del servito, non all’esosità del commerciante di turno. Come ipotizzato da Sbraga, quindi, non è stata seguita correttamente la procedura di rilevazione, portando a un risultato inesatto.

Per questo la dipendente è stata rimossa dall’incarico e non si occuperà più di vigilare mensilmente sul costo delle tazzine. "Un compito comunque sempre più difficile da assegnare, perché la richiesta è di utilizzare il più possibile personale interno – appoggiarsi ad agenzie esterne ha un costo maggiore, ndr -, e il compenso previsto è tassato fino al 50%, tenuto conto degli oneri riflessi”, aggiungono dall’ufficio di statistica del comune. Che dopo le segnalazioni ha compiuto ulteriori verifiche, accorgendosi che l’errore di rilevazione andava avanti almeno dallo scorso dicembre. E ha subito notificato il prezzo corretto a Mimit e Istat. A Benevento il prezzo della tazzulella è decisamente più contenuto di quello che aveva fatto scalpore: solo 1,20 euro, il 20% in meno. Ma questo i beneventani lo sapevano già.

Leggi i commenti