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Crediti deteriorati giù in Italia, non in Germania e Francia. Ma i tempi di recupero non scendono

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Nel Market Watch Npl 2025, Banca Ifis calcola che lo stock delle Non Performing Exposures (Npe) delle bance significative Ue si attesta a 373 miliardi
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MESTRE – Gli anni ruggenti dei crediti deteriorati sono passati, ma il mercato europeo è tutt’altro che assopito. Negli ultimi due anni, lo stock delle Non Performing Exposures (Npe) delle banche significative dell’Unione ha ripreso a crescere, raggiungendo i 373 miliardi di euro nel secondo trimestre del 2025.

Il numero complessivo, in leggero calo rispetto ai tre mesi precedenti, cela però storie diverse nei vari mercati: in Spagna e soprattutto in Italia le masse frenano, mentre restano vivaci in Germania (+14 miliardi di euro) e in Francia (+12 miliardi), complice lo stato generale dell’economia.

Pesa il settore immobiliare in Germania e Francia

Sono i numeri che emergono dal Market Watch Npl 2025 di Banca Ifis, presentato oggi all’annua…

MESTRE – Gli anni ruggenti dei crediti deteriorati sono passati, ma il mercato europeo è tutt’altro che assopito. Negli ultimi due anni, lo stock delle Non Performing Exposures (Npe) delle banche significative dell’Unione ha ripreso a crescere, raggiungendo i 373 miliardi di euro nel secondo trimestre del 2025.

Il numero complessivo, in leggero calo rispetto ai tre mesi precedenti, cela però storie diverse nei vari mercati: in Spagna e soprattutto in Italia le masse frenano, mentre restano vivaci in Germania (+14 miliardi di euro) e in Francia (+12 miliardi), complice lo stato generale dell’economia.

Pesa il settore immobiliare in Germania e Francia

Sono i numeri che emergono dal Market Watch Npl 2025 di Banca Ifis, presentato oggi all’annuale appuntamento organizzato dal gruppo per il settore dei crediti deteriorati. Gli esperti notano come l’aumento degli Npe in Germania e Francia sia dovuto soprattutto al segmento imprese con il settore immobiliare, che a Berlino raggiunge addirittura l’89%. In generale, l’Npe ratio delle banche significative Ue si conferma stabile, a 1,84% al 30 giugno 2025.

In Italia ancora lunghi i tempi di recupero

In Italia il tasso di deterioramento resta a un livello storicamente basso. Il report stima che per la fine del 2025 lo stock totale di crediti deteriorati, tra banche e investitori, si attesterà a 275 miliardi, un dato distante di 86 miliardi dai picchi del 2015. Il peggioramento del credito risulta concentrato soprattutto nel segmento imprese: il tasso di deterioramento di queste ultime passa dall’1,3% del 2023 al 1,8% del 2024, a causa soprattutto dei settori edili, commerciale e dell’hospitality. Sul fronte opposto, invece, le famiglie, con un tasso stabile allo 0,6%.

Ora che il mercato ha raggiunto una certa maturità, il focus si sposta sul consolidamento (59 dal 2018 a oggi) e su nuovi progressi tecnologici, anche nell’intelligenza artificiale.

Ma il vero problema nel Bel Paese riguarda i tempi. Analizzando 44 portafogli per un totale di 95 miliardi di gross book value (Gbv), l’analisi riscontra un rallentamento del tasso di recupero, legato all’aumento del recupero giudiziale a partire dal 2023. Qui incidono i ritardi nei tribunali italiani, come confermato dal fatto che ben il 60% dei fascicoli ha più di cinque anni. Banca Ifis ha progettato un modello predittivo che in appena sette secondi riesce a stimare l’esito giudiziario di un processo di recupero credito, uno strumento utile per decidere se andare in giudizio o cercare un accordo extra giudiziale, accelerando i tempi ma spesso riducendo l’ammontare recuperato.

Flussi per 22 miliardi tra il 2025 e il 2027

Lo studio chiude con una riflessione al 2027. Nei prossimi anni, l’Npe ratio lordo è previsto in calo al 2,3%, ben al di sotto della soglia del 5% fissata come obiettivo dalla Bce. Nello stesso periodo, i flussi in Italia sono stimati in circa 22 miliardi di euro annui, con un peso sempre maggiore del mercato secondario.

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