ROMA - La paura è che “si inceppi un meccanismo già rodato”. Un rischio che Confindustria vuole scongiurare a tutti i costi perché il meccanismo in questione è la Zes unica, la Zona economica speciale che libera investimenti e concede sgravi fiscali in tempi record.
I timori circolano a viale dell’Astronomia alla luce della decisione del governo di cancellare la Struttura di missione Zes: le funzioni saranno assorbite dal nascente Dipartimento per il Sud di Palazzo Chigi che risponderà al sottosegretario con delega al Mezzogiorno, Luigi Sbarra.
I primi segnali di insofferenza sono emersi a livello locale. I vertici di Confindustria Campania e Unione industriali Napoli hanno espresso "stupore e grande preoccupazione” per l’emendamento al decreto “Terra dei fuochi” che cambia la governance della Zes.
ROMA - La paura è che “si inceppi un meccanismo già rodato”. Un rischio che Confindustria vuole scongiurare a tutti i costi perché il meccanismo in questione è la Zes unica, la Zona economica speciale che libera investimenti e concede sgravi fiscali in tempi record.
I timori circolano a viale dell’Astronomia alla luce della decisione del governo di cancellare la Struttura di missione Zes: le funzioni saranno assorbite dal nascente Dipartimento per il Sud di Palazzo Chigi che risponderà al sottosegretario con delega al Mezzogiorno, Luigi Sbarra.
I primi segnali di insofferenza sono emersi a livello locale. I vertici di Confindustria Campania e Unione industriali Napoli hanno espresso "stupore e grande preoccupazione” per l’emendamento al decreto “Terra dei fuochi” che cambia la governance della Zes.
Un errore perché - sottolineano gli imprenditori - "un organismo snello”, come quello attuale, ha assicurato un coordinamento centrale che è stato in grado di concedere autorizzazioni agli investimenti “in tempi rapidi”, oltre ai benefici fiscali. Il timore è che il Dipartimento per il Sud sminuisca il carattere strategico della Zes, che anzi per le imprese va rilanciato.
Al punto che nelle ultime ore il vicepresidente di Confindustria per il Mezzogiorno, Natale Mazzuca, è tornato a chiedere al governo una proroga triennale del credito d’imposta sugli investimenti.