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Doppio sì dei soci: fusione Saipem-Subsea7 in discesa

Alessandro Puliti è l’amministratore delegato di Saipem (fotogramma)

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Le assemblee delle due società approvano il progetto. Serve l’ok dell’Antitrust brasiliano
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MILANO – Recitate le promesse, i pretendenti sono pronti a convolare a nozze. Tra un anno. I soci di Saipem e di Subsea7 hanno approvato l’incorporazione della norvegese nella ex rivale italiana da cui nascerà un colosso dell’ingegneria e delle infrastrutture dedicate al settore energetico.

La nuova Saipem7, così si chiamerà il gruppo, potrà vantare un portafoglio ordini di 43 miliardi di euro e circa 21 miliardi di ricavi, impiegando oltre 45 mila persone in tutto il mondo. Ieri i titoli hanno chiuso la seduta di Borsa in spolvero, guadagnando l’uno il 3,09% a Milano e l’altro l’1,77% a Oslo.

Rivali e clienti in Brasile si oppongono alla fusione

Passato (quasi) indenne il vaglio del golden power, gli ostacoli per l’operazione sono ormai pochi, ma potrebbero richiedere mesi. I pr…

MILANO – Recitate le promesse, i pretendenti sono pronti a convolare a nozze. Tra un anno. I soci di Saipem e di Subsea7 hanno approvato l’incorporazione della norvegese nella ex rivale italiana da cui nascerà un colosso dell’ingegneria e delle infrastrutture dedicate al settore energetico.

La nuova Saipem7, così si chiamerà il gruppo, potrà vantare un portafoglio ordini di 43 miliardi di euro e circa 21 miliardi di ricavi, impiegando oltre 45 mila persone in tutto il mondo. Ieri i titoli hanno chiuso la seduta di Borsa in spolvero, guadagnando l’uno il 3,09% a Milano e l’altro l’1,77% a Oslo.

Rivali e clienti in Brasile si oppongono alla fusione

Passato (quasi) indenne il vaglio del golden power, gli ostacoli per l’operazione sono ormai pochi, ma potrebbero richiedere mesi. I produttori di petrolio Exxon, Petrobras (clienti delle due) e il contractor TechnipFMC (un rivale) hanno presentato istanza all’Antitrust brasiliana perché blocchi la fusione o imponga rimedi, sostenendo che l’unione ridurrebbe la concorrenza nel mercato dei servizi per il petrolio a tal punto da provocare un aumento dei prezzi.

Gli analisti di Equita credono che il contesto resti comunque competitivo, per cui l’autorità sudamericana dovrebbe dare il suo benestare. Certo, potrebbe volerci del tempo. Ecco perché il perfezionamento dell’accordo è atteso nella seconda metà del 2026.

Non è poi da escludere che anche in altri mercati le autorità Antitrust non accendano un faro.

L’ok condizionato del golden power

Ma torniamo ai vincoli italiani. Il governo ha chiesto che rimangano nel Paese le attività strategiche, come la robotica o i droni sottomarini. La sede legale della holding sarà Milano, per cui Saipem7 non sarà obbligata a vendere i suoi preziosi gioielli.

Ma è anche vero che Fincantieri punta a crescere proprio nel settore della subacquea e, secondo Bloomberg, avrebbe avviato colloqui preliminari con Saipem sul tema. Ad oggi le due sono già legate da una partnership in questo ambito.

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