La Svizzera trema sulla minaccia di Trump: i nuovi dazi rischiano di travolgere Big Pharma
di Franco ZantonelliAbbassamento dei prezzi dei farmaci e loro produzione negli Stati Uniti. È l’ultima provocazione di Donald Trump, nei confronti di Big Pharma, che se non si adeguerà, dal primo ottobre, al diktat del Presidente USA, si vedrà imporre dazi del 100%. Questa la minaccia del tycoon, postata giovedì 25 settembre su TRUTH. “È la peggiore delle situazioni”, già paventata dalla Federazione europea delle industrie farmaceutiche. Una prospettiva disastrosa, in particolare, per i giganti svizzeri del settore, ovvero principalmente Novartis e Roche, finora esclusi dai dazi del 39%, imposti al resto delle merci elvetiche destinate agli Stati Uniti.
La promessa di investimenti
Sabato 20 settembre il Ceo di Novartis, Vas Narasimhan, aveva tentato di rassicurare, affermando in un’intervista al quotidiano di Zurigo Neue Zürcher Zeitung, che la multinazionale da lui diretta non aveva nulla da temere, avendo già pianificato investimenti per 23 miliardi di dollari in Texas e in Florida. 50 miliardi di do…
Abbassamento dei prezzi dei farmaci e loro produzione negli Stati Uniti. È l’ultima provocazione di Donald Trump, nei confronti di Big Pharma, che se non si adeguerà, dal primo ottobre, al diktat del Presidente USA, si vedrà imporre dazi del 100%. Questa la minaccia del tycoon, postata giovedì 25 settembre su TRUTH. “È la peggiore delle situazioni”, già paventata dalla Federazione europea delle industrie farmaceutiche. Una prospettiva disastrosa, in particolare, per i giganti svizzeri del settore, ovvero principalmente Novartis e Roche, finora esclusi dai dazi del 39%, imposti al resto delle merci elvetiche destinate agli Stati Uniti.
La promessa di investimenti
Sabato 20 settembre il Ceo di Novartis, Vas Narasimhan, aveva tentato di rassicurare, affermando in un’intervista al quotidiano di Zurigo Neue Zürcher Zeitung, che la multinazionale da lui diretta non aveva nulla da temere, avendo già pianificato investimenti per 23 miliardi di dollari in Texas e in Florida. 50 miliardi di dollari di investimenti nei prossimi 5 anni ha, addirittura, preannunciato Roche.
"Prezzi troppo bassi”
Tornando a Vas Narasimhan, nell’intervista al quotidiano zurighese si era lasciato scappare un’affermazione che aveva destato preoccupazione nella Confederazione, quando aveva detto che “in Svizzera i prezzi dei farmaci sono troppo a buon mercato”. Quindi vanno aumentati. Il che, se si vuole, significa appiattirsi sulle tesi trumpiane. “Non è questo il problema”, la replica della Ministra responsabile della sanità, Elisabeth Baume-Schneider.
In realtà il ricorso eccessivo ai farmaci, il cui prezzo è nella maggior parte dei casi più elevato in Svizzera che nell’Ue, è una delle cause del continuo aumento dei costi dell’assicurazione malattia elvetica. Per il 2026 sarà del 5%. Resta il fatto che le multinazionali farmaceutiche rappresentano il 50% delle esportazioni complessive svizzere. Di queste il 28% prendono la via degli Stati Uniti. Ora va da sè che colossali investimenti oltre-atlantico, per evitare i dazi di Trump, rischiano di avere pesanti ripercussioni in patria. Sia sul versante dei posti di lavoro che su quello dei prezzi, come già sostanzialmente anticipato dal CEO di Novartis.
Un’industria che vale il 10% del Pil
Senza dimenticare che l’industria farmaceutica contribuisce alla realizzazione del 10% del PIL elvetico. Tutti si chiedono, a questo punto, se Trump non abbia un fatto personale con la Svizzera, se si considera come ha trattato la Presidente della Confederazione, Karin Keller-Sutter, cui ha dato della “maestrina”, e come non perda occasione per sottolineare quanto siano ricchi gli svizzeri.