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TikTok Usa in mani americane: non è come sembra. La cinese ByteDance continuerà a pesare

(reuters)

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Emergono nuovi dettagli sull’affare annunciato ieri notte dal presidente Trump. La piattaforma di Pechino riceverà il 50% dei profitti commerciali derivanti dalle operazioni Usa
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NEW YORK – Nell’”età d’oro” evocata da Donald Trump gli americani si stanno abituando a due verità: quella descritta dal presidente degli Stati Uniti, sempre piena di superlativi, e quella del giorno dopo, farcita di rivelazioni che ne cambiano i contorni. Anche l’accordo con i cinesi per la spartizione di TikTok sembra aver seguito questo percorso.

Giovedì Trump ha dato la sua benedizione formale a uno “straordinario accordo” in base al quale un consorzio composto da investitori americani rileverà l’app social TikTok sul mercato Usa. Il tycoon ha firmato nello Studio Ovale l’ordine esecutivo che dà il via libera allo spin-off e dichiarato che l’app ha “buoni controlli” in termini di sicurezza e protezione. Adesso però è emerso che la piattaforma cinese ByteDance, di cui fa parte TikTok, continuerà probabilmente a ricevere circa il 50% dei profitti commerciali derivanti dalle operazioni americane, grazie a una licenza sull’algoritmo e alla partecipazione azionaria. Non è chiaro se sar…

NEW YORK – Nell’”età d’oro” evocata da Donald Trump gli americani si stanno abituando a due verità: quella descritta dal presidente degli Stati Uniti, sempre piena di superlativi, e quella del giorno dopo, farcita di rivelazioni che ne cambiano i contorni. Anche l’accordo con i cinesi per la spartizione di TikTok sembra aver seguito questo percorso.

Giovedì Trump ha dato la sua benedizione formale a uno “straordinario accordo” in base al quale un consorzio composto da investitori americani rileverà l’app social TikTok sul mercato Usa. Il tycoon ha firmato nello Studio Ovale l’ordine esecutivo che dà il via libera allo spin-off e dichiarato che l’app ha “buoni controlli” in termini di sicurezza e protezione. Adesso però è emerso che la piattaforma cinese ByteDance, di cui fa parte TikTok, continuerà probabilmente a ricevere circa il 50% dei profitti commerciali derivanti dalle operazioni americane, grazie a una licenza sull’algoritmo e alla partecipazione azionaria. Non è chiaro se saranno al lordo o al netto, ma ByteDance giocherà un ruolo più grande di quanto detto da Trump.

Secondo Bloomberg e Reuters, che hanno rivelato i retroscena, nella nuova struttura il coinvolgimento cinese sarà rilevante, segnando una partnership Usa-Cina che ha già destato perplessità nel Congresso americano. Secondo post pubblicati sui social da media cinesi come LatePost e Caixin, una nuova joint-venture separata che gestirà i dati degli utenti e l’algoritmo. I post sono stati poi rimossi. La Casa Bianca non ha, per il momento, commentato questa indiscrezione. Il "dettaglio” della condivisione dei diritti dell’e-commerce e della pubblicità, e del valore potenziale di decine di miliardi di dollari, non è stato citato da Trump, dal suo vice, JD Vance, e dal segretario al Tesoro Scott Bessent, che si erano affrettati a presentare l’accordo come una grande vittoria americana.

Secondo alcuni analisti, ci sono dubbi che la stessa gestione dei dati degli utenti, il tema che aveva fatto scattare l’allarme del Congresso, possa davvero restare di dominio esclusivo degli Usa. Dubbi sono stati espressi adesso anche dai repubblicani. Alla Camera il presidente della commissione sulla Cina, il deputato conservatore John Molenaar, ha annunciato una revisione completa dell’accordo e l’intenzione di convocare in audizione i nuovi investitori. “La legge - ha avvertito - ha stabilito paletti rigidi che vietano la cooperazione tra ByteDance e qualsiasi potenziale successore di TikTok sull’importantissimo algoritmo di raccomandazione, così come impediscono legami operativi tra la nuova entità e ByteDance”. Se le rivelazioni dovessero risultare vere, unendo le considerazioni di Molenaar gli americani si troverebbero di fronte a un’operazione diversa da come Trump l’ha presentata. E sarebbe in linea con tutti gli annunci entusiasti fatti in questi mesi dal presidente, che almeno in cinque occasioni aveva dichiarato una “svolta in due settimane” del conflitto tra Russia e Ucraina. Ogni incontro con i leader degli altri Paesi, nelle parole di Trump, è sempre “straordinario” e “fantastico", tutti i leader “dicono che gli Usa non erano mai stati così attrattivi”, ma poi la realtà appare diversa.

Nella gestione del caso TikTok c’era di mezzo anche qualcosa di più di un affare: la voglia di calmare la propria base elettorale. Lo spettro della chiusura della app in Usa aveva seminato allarme tra gli americani: negli Stati Uniti il social conta su 170 milioni utenti. Secondo sondaggisti e analisti politici, TikTok è risultata decisiva per la vittoria di Trump alle presidenziali dell’anno scorso. Il tycoon ha più di 15 milioni di follower su questo social e oltre 110 milioni di like. Di recente anche la Casa Bianca ha aperto un account, che ha raggiunto un milione e mezzo di follower.

L’ordine esecutivo stabilisce che l’accordo soddisfa gli standard di “dismissione qualificata” richiesti dal Congresso, e “dimostra che l’app non è più controllata da una potenza straniera ostile”. ByteDance conserverà, almeno ufficialmente, meno del 20 per cento della nuova entità, mentre la nuova società sarà gestita da un consiglio di amministrazione soggetto a regole che tutelano la privacy degli americani.

Trump ha spiegato di aver avuto anche il via libera del presidente cinese Xi Jinping (“mi ha detto, procedi”), e in base ai retroscena emersi si capisce anche il perché, e che ci saranno “probabilmente quattro o cinque” investitori nella nuova entità. Il presidente ha citato il fondatore di Oracle Larry Ellison, Rupert Murdoch, storico proprietario di News Corp, e il fondatore di Dell Technologies Michael Dell. Un alto funzionario della Casa Bianca ha detto che farà parte della cordata anche la società di investimenti Silver Lake.

Alla domanda su come sarebbe stata tutelata la privacy dei dati degli utenti statunitensi, Vance giovedì aveva fornito pochi dettagli, ma ha detto: “Ciò che questo accordo garantisce è che l’entità americana e gli investitori americani controlleranno l’algoritmo. Non vogliamo venga usato come strumento di propaganda da parte di qualche governo straniero”. ByteDance invece sembra destinato a possederlo ancora, sostengono i media americani. Non è escluso che nelle prossime settimane possano uscire versioni diverse anche su questo tema.

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