Trump, nuovi dazi: 100% su farmaci, mobili al 50, camion al 25. L’Ue: “Patti diversi sulle medicine”
di Diego LonghinROMA – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato una nuova tornata di pesantissimi dazi sulle importazioni di alcuni beni, dai farmaci ai camion. Poca importa che, ad esempio con l’Europa, sia entrato in vigore da 24 ore l’accordo che stabilizza al 15% la maggior parte delle tariffe.
A partire dal primo ottobre "imporremo dazi al 100% su qualsiasi prodotto farmaceutico di marca o brevettato, a meno che un'azienda non stia costruendo il proprio stabilimento di produzione farmaceutica in America", ha scritto il tycoon sul suo social Truth, precisando che "la costruzione sarà definita come un cantiere in fase di avvio e/o di costruzione. Pertanto, non ci saranno dazi su questi prodotti farmaceutici se la costruzione è iniziata".
ROMA – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato una nuova tornata di pesantissimi dazi sulle importazioni di alcuni beni, dai farmaci ai camion. Poca importa che, ad esempio con l’Europa, sia entrato in vigore da 24 ore l’accordo che stabilizza al 15% la maggior parte delle tariffe.
A partire dal primo ottobre "imporremo dazi al 100% su qualsiasi prodotto farmaceutico di marca o brevettato, a meno che un'azienda non stia costruendo il proprio stabilimento di produzione farmaceutica in America", ha scritto il tycoon sul suo social Truth, precisando che "la costruzione sarà definita come un cantiere in fase di avvio e/o di costruzione. Pertanto, non ci saranno dazi su questi prodotti farmaceutici se la costruzione è iniziata".
Un modo per convincere le aziende a trasferire la loro produzione negli Usa, anche perché i farmaci sono stati uno dei nodi della trattativa tra gli Usa e Bruxelles che puntava all’esenzione. Così non è stato, applicando la tariffa del 15% anche ai medicinali non generici, gli unici poi esentati. Ora Trump rilancia, forse perché teme che il mercato possa assorbire una tassa doganale relativamente basse senza provocare quell’effetto di spostamento della produzione in America. Meglio quindi mettere un’imposta che costringa le imprese a spostarsi.
Gli industriali del farmaco
L'Associazione europea delle industrie farmaceutiche (Efpia) teme "la situazione peggiore", ha detto la direttrice generale, Nathalie Moll, all'Afp, osservando che queste tasse "aumentano i costi, interrompono le catene di approvvigionamento e impediscono ai pazienti di ottenere trattamenti vitali". "L'Unione europea e gli Stati Uniti hanno già un accordo commerciale in vigore, ora dovrebbero continuare le discussioni su come l'Ue possa migliorare il suo sostegno ai costi della ricerca e sviluppo globale in modo da non danneggiare i pazienti nell'Ue e negli Stati Uniti", ha aggiunto la manager.
La replica dell’Ue
Per la Commissione europea l'accordo commerciale siglato con gli Stati Uniti prevede che la soglia massima di dazi sui farmaci europei sia del 15%, rende noto il portavoce aggiunto dell'esecutivo europeo, Olof Gill.
"Gli Stati Uniti intendono garantire tempestivamente che l'aliquota tariffaria, composta dalla tariffa Mfn e dalla tariffa imposta ai sensi della Sezione 232 del Trade Expansion Act del 1962, applicata ai prodotti originari dell'Unione europea soggetti alle misure della Sezione 232 su prodotti farmaceutici, semiconduttori e legname, non superi il 15%", è il testo della dichiarazione congiunta Ue-Usa. "Questo chiaro massimale tariffario onnicomprensivo del 15% per le esportazioni dell'Ue rappresenta una polizza assicurativa che non si verificheranno dazi più elevati per gli operatori economici europei. L'Ue è l'unico partner commerciale ad aver raggiunto questo risultato con gli Stati Uniti", rimarca il portavoce.
"L'Ue e gli Stati Uniti continuano a impegnarsi per l'attuazione degli impegni della dichiarazione congiunta, esplorando al contempo ulteriori ambiti per esenzioni tariffarie e una cooperazione più ampia", conclude Gill.
Ue verso dazi al 25-50% su acciaio dalla Cina
La Commissione europea dovrebbe imporre nelle prossime settimane dazi difensivi estesi sull'acciaio e sui prodotti da esso derivati provenienti dalla Cina, compresi tra il 25 e il 50%. Lo afferma il quotidiano finanziario tedesco Handelsblatt, citando alti funzionari europei. Parallelamente, l'Ue starebbe pianificando di vincolare l'assegnazione degli appalti pubblici a regole di tipo "Buy European": metropolitane, ponti e linee ferroviarie dovranno in futuro essere costruiti con acciaio verde europeo. Le grandi imprese e le società di noleggio auto dovranno essere spinte, tramite quote, a preferire auto elettriche europee per le proprie flotte. "L'Europa non ha altra scelta che trovare un nuovo equilibrio", racconta ad Handelsblatt il vicepresidente della Commissione con delega alla Strategia industriale, Stephane Sejournè. A tal fine servono "meno barriere commerciali interne, con un mercato unico che funzioni davvero", ma anche "misure di protezione per ristabilire l'equilibrio con partner che ormai non rispettano più alcuna regola".
Le altre tariffe Usa
Sempre dal primo ottobre scatteranno dazi al 25% sulle importazioni di camion pesanti e al 50% per i mobili da cucina, da bagno e prodotti correlati. La decisione, ha scritto Trump su Truth è stata presa perché gli Stati Uniti sono "inondati da questi prodotti che arrivano da altri Paesi. E’ ingiusto e dobbiamo proteggere, per motivi di sicurezza nazionale, il processo manifatturiero".
L’Europa non ha fatto tempo nemmeno a godere degli effetti dell’accordo che deve fare i conti con nuove rischi commerciali che si chiariranno solo nelle prossime ore. I dazi americani al 15% sui prodotti europei sono scattati giovedì 25 settembre. L'accordo raggiunto ad agosto è operativo. Dall’intesa, però, erano stati esclusi acciaio e alluminio, sui quali permane una tariffa del 50%.
L'Ue vorrebbe migliorare l'accordo. Il commissario al Commercio, Maros Sefcovic, proprio ieri ha incontrato il collega degli Stati Uniti Jamieson Greer: "Ora lavoriamo con gli Stati Uniti per vedere dove possiamo trovare nuove aree per esenzioni tariffarie e cooperare più strettamente per trovare strutture di cooperazione in particolare sull'acciaio e le altre aree contenute nell'accordo quadro". La trattativa è solo all'inizio e ci vorrà del tempo, al netto degli annunci a sopresa di Trump.
E arriva anche l’attacco al presidente della Fed, Jerome Powell: "Grandi dati sull'economia ma i tassi di interesse sono troppo alti", scrive Trump su Truth riferendosi alla crescita americana nel secondo trimestre che è stata rivista al rialzo al 3,8%. "La buona notizia è che stiamo andando" più veloci "dell'incompetenza" di Jerome Powell, ha messo in evidenza Trump, sottolineando come senza Powell "saremmo al 2%".