Economia

Dazi Usa sui farmaci. L’Ue: l’accordo ci tutela

Dazi Usa sui farmaci. L’Ue: l’accordo ci tutela

Sefcovic: “Per quelle merci l’aliquota non può superare il 15%, Washington finora sta rispettando tutti gli impegni concordati”

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ROMA – C’è un chiaro impegno da parte degli Stati Uniti affinché anche i prodotti farmaceutici rimangano al di sotto del limite massimo del 15%, come da noi negoziato e inserito nella dichiarazione congiunta». Dopo una giornata ad alta tensione, il commissario Ue al Commercio, Maros Sefcovic, mette la parola fine al rischio che si riaprisse la guerra commerciale con gli Usa. L’intesa Washington-Bruxelles non viene messa in discussione.

Tutto era iniziato con gli annunci di nuove tariffe da parte di Donald Trump. Più 25 per cento sui camion, 50 per cento sui mobili per cucina e bagno e addirittura 100 per cento sui farmaci. L’obiettivo del presidente americano è proteggere i «nostri produttori». L’idea di fondo è di ricostruire e rafforzare il tessuto industriale americano. E infatti in riferimento ai medicinali, ha precisato che «non ci saranno dazi su questi prodotti farmaceutici se le aziende avranno già avviato la costruzione degli stabilimenti negli Stati Uniti». Soprattutto in riferimento ai farmaci e al legname, però, l’annuncio contraddiceva l’intesa raggiunta con l’Unione europea. «Quando abbiamo discusso di queste questioni – ha ricordato Sefcovic - i prodotti farmaceutici, il legname e i semiconduttori sono stati inseriti nella categoria con tariffa al 15 per cento. Quindi mi aspetto che questo impegno venga rispettato».

A suo giudizio, anzi, finora tutti i patti sono stati mantenuti: «Ieri è stato pubblicato un avviso sul Federal Register che introduce un limite del 15% per le esportazioni di automobili e componenti per auto verso gli Stati Uniti retroattivamente a partire dal primo agosto e per altri settori esclusi, come ad esempio l’industria aerospaziale e i farmaci generici, a partire dal primo settembre. Quindi, da parte degli Stati Uniti, tutto è stato rispettato come concordato, e anche da parte nostra, poiché abbiamo presentato la nostra proposta legislativa per l’abbassamento dei dazi sulle esportazioni statunitensi nell’Unione europea prima della fine di agosto».

Insomma il Commissario Ue non vede motivi per ridiscutere un accordo «negoziato parola per parola, riga per riga, virgola per virgola» e che quindi «deve essere rispettato». Per Palazzo Berlaymont, che nonostante le critiche difende con fermezza l’intesa, addirittura la considera «una polizza assicurativa che garantisce agli operatori economici Ue che non saranno applicate tariffe più elevate».

Sulla direttrice Usa-Ue rimane però il nodo dell’acciaio e dell’alluminio su cui restano le tariffe superiori. «Dovremmo essere in grado di trovare una soluzione – è la speranza di Sefcovic : non siamo il problema l’uno dell’altro». In effetti l’export europeo di queste materie negli Stati Uniti è molto limitato e concentrato «su segmenti altamente specializzati». Per questo la Commissione invierà a Washington nelle prossime ore una lettera con una proposta concreta sottolineando le misure di salvaguardia europee per l’acciaio «alla luce della sovracapacità globale e delle alte tariffe sui derivati che creano difficoltà a molte imprese». Un riferimento ai rapporti commerciali con la Cina.

E infatti Bruxelles sta preparando dazi difensivi estesi sull’acciaio e i suoi derivati provenienti dalla Cina. Una percentuale che oscillerà il 25 e il 50%. In questo quadro l’Ue pianifica la possibilità di vincolare l’assegnazione degli appalti pubblici a regole di tipo “Buy European”: metropolitane, ponti e linee ferroviarie dovranno essere costruiti con acciaio verde europeo. Le grandi imprese e le società di noleggio auto dovranno essere spinte, tramite quote, a preferire auto elettriche europee per le proprie flotte.

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