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Ex Ilva, le dieci offerte, due sono per tutti gli impianti. Americani favoriti

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Stanotte scadeva il “termine”. Tra le candidature pervenute, quelle dei due fondi statunitensi Bedrock Industries e Flacks Group, quest’ultimo in cordata con Steel Business Europe si candidano a rilevare la totalità degli stabilimenti. Il colosso indiano Jindal non ha rilanciato
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ROMA – Sull'ex Ilva potrebbe sventolare la bandiera a stelle e strisce. Per l'acquisizione dell'intero complesso siderurgico si prospetta una partita fra due fondi statunitensi, Bedrock Industries e Flacks Group, quest'ultimo in cordata con Steel business Europe.

Le due offerte saranno valutate a partire dai prossimi giorni dai commissari di Acciaierie d'Italia in amministrazione straordinaria, sul cui tavolo, alla chiusura della gara pubblica, sono arrivate anche otto proposte per rilevare singoli asset. Si tratta Industrie Metalli Cardinale, Trans Isole, Car srl e Marcegaglia. Quest'ultima ha presentato offerte anche in due distinte cordate. La prima con Sideralba. L'altra con Profilmec e Eusider. La stessa Eusider, poi, si è fatta avanti per rilevare un singolo asset. Il gruppo Toto, invece, con la controllata Renexia, si propone per la realizzazione di impianti per la fornitura di energia, a cominciare da un rigassificatore a terra.

ROMA – Sull'ex Ilva potrebbe sventolare la bandiera a stelle e strisce. Per l'acquisizione dell'intero complesso siderurgico si prospetta una partita fra due fondi statunitensi, Bedrock Industries e Flacks Group, quest'ultimo in cordata con Steel business Europe.

Le due offerte saranno valutate a partire dai prossimi giorni dai commissari di Acciaierie d'Italia in amministrazione straordinaria, sul cui tavolo, alla chiusura della gara pubblica, sono arrivate anche otto proposte per rilevare singoli asset. Si tratta Industrie Metalli Cardinale, Trans Isole, Car srl e Marcegaglia. Quest'ultima ha presentato offerte anche in due distinte cordate. La prima con Sideralba. L'altra con Profilmec e Eusider. La stessa Eusider, poi, si è fatta avanti per rilevare un singolo asset. Il gruppo Toto, invece, con la controllata Renexia, si propone per la realizzazione di impianti per la fornitura di energia, a cominciare da un rigassificatore a terra.

Il mancato rientro di Jindal

Non c'è stato, a dispetto delle attese rimaste vive fino all'ultimo, il rilancio di Jindal Steel International. Il colosso indiano della siderurgia ha preferito sfilarsi. Troppe le incognite - di natura industriale, finanziaria, ambientale, giudiziaria e occupazionale - che gravano sul futuro del gruppo ex Ilva. L'attenzione si sposta adesso sui due pretendenti americani. Il fondo Flacks Group è un family office globale e holding di investimento fondato nel 1983 da Michael Flacks, specializzato nell’acquisizione, risanamento e rilancio di aziende in crisi. Stando alle indiscrezioni che circolano da alcuni giorni avrebbe presentato un'offerta economica simbolica per tutti gli impianti, ma con ampie garanzie di salvaguardia dell’occupazione. L'altro fondo, Bedrock Industries, creato da Alan Kestenbaum è attivo nel settore dei minerali industriali, delle risorse naturali e dei metalli. Si era fatto avanti già nella precedente gara pubblica.

I commissari di Acciaierie d'Italia, d'intesa con il ministero delle Imprese e del Made in Italy, alla fine decisero di avviare una trattativa riservata con il gruppo azero Baku Steel, poi ritiratosi. L'esito di questa procedura di selezione potrebbe durare un paio di mesi. I commissari valuteranno la congruità delle offerte e la capacità dei potenziali acquirenti di realizzare il processo di decarbonizzazione, rilanciare l'azienda e salvaguardare l'occupazione.

Urso: situazione rimane complessa

La situazione, come riconosce il ministro Adolfo Urso, rimane complessa. I commissari fanno sapere che, nonostante la gara si sia conclusa, sono disponibili a prendere in considerazione eventuali nuove offerte, ma soltanto se offrissero condizioni migliori di quelle già presentate. L'ipotesi spezzatino non è completamente tramontata, ma resta per il momento sullo sfondo. La cessione di singoli impianti, per i quali non mancano le offerte, aprirebbe nuovi scenari sia sul piano industriale sia, soprattutto, su quello occupazionale. Per questo i sindacati insistono affinché la vertenza sia avocata da Palazzo Chigi.

L’offerta di AVS

Oltre alle dieci proposte di acquisizione provenienti da soggetti dell’industria o della finanza, una undicesima era stata recapitata ai commissari straordinari da Avs, Alleanza Verdi e Sinistra, di Taranto, in particolare da Rosa D'Amato, già parlamentare europeo dei Cinque Stelle e poi dei Verdi, e da Gregorio Mariggiò. Avs avrebbe offerto 2 euro. I commissari hanno in effetti confermato di aver respinto una proposta presentata da un “soggetto politco”, senza specificarne l’identità.

A Taranto AVS ha assunto posizioni molto critiche sull'Ilva, si è opposta all'approdo della nave di rigassificazione e sostiene adesso, come diversi altri movimenti e associazioni, la tesi che l'Autorizzazione integrata ambientale rilasciata a luglio dal ministero dell'Ambiente all'azienda, vada impugnata al Tar.

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