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Extraprofitti, Lega: “Dalle banche contributo da 5 miliardi”. Stop di Tajani: “Roba da Urss”

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La proposta del partito di Salvini bocciata da Forza Italia. Il ministro degli Esteri: “Mai con noi al governo”. E attacca la rottamazione
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ROMA – Sulle banche e il contributo che gli istituti daranno o meno nella prossima manovra si consuma lo scontro tra due pezzi di maggioranza. La Lega spinge per introdurre una tassa sugli extraprofitti, e pubblica uno studio con una stima degli introiti che genererebbe. Dalla festa di partito a Telese Terme, nel beneventano, Antonio Tajani chiude all’iniziativa: “Sono assolutamente contrario, è roba da Unione Sovietica”.

Tasse sugli extraprofitti delle banche: la proposta della Lega

"In vista della prossima manovra, le grandi banche potranno generare un contributo di 5 miliardi di euro per sostenere famiglie, artigiani, commercianti e imprese". È quanto calcolato dal gruppo economico della Lega, che Matteo Salvini ha consultato per formalizzare una proposta ispirata a quanto sperimentato con successo, da anni, in alcuni Paesi europei. Diversa da quella sulla proroga di un anno, fino al 2027, del congelamento delle imposte differite attive (Dta) già iscritte nei bilanci degli istitut…

ROMA – Sulle banche e il contributo che gli istituti daranno o meno nella prossima manovra si consuma lo scontro tra due pezzi di maggioranza. La Lega spinge per introdurre una tassa sugli extraprofitti, e pubblica uno studio con una stima degli introiti che genererebbe. Dalla festa di partito a Telese Terme, nel beneventano, Antonio Tajani chiude all’iniziativa: “Sono assolutamente contrario, è roba da Unione Sovietica”.

Tasse sugli extraprofitti delle banche: la proposta della Lega

"In vista della prossima manovra, le grandi banche potranno generare un contributo di 5 miliardi di euro per sostenere famiglie, artigiani, commercianti e imprese". È quanto calcolato dal gruppo economico della Lega, che Matteo Salvini ha consultato per formalizzare una proposta ispirata a quanto sperimentato con successo, da anni, in alcuni Paesi europei. Diversa da quella sulla proroga di un anno, fino al 2027, del congelamento delle imposte differite attive (Dta) già iscritte nei bilanci degli istituti. L'obiettivo è intervenire sugli extraprofitti dei maggiori istituti di credito, fare cassa e avere più margini in bilancio. Ma l’ipotesi viene rispedita al mittente dall’alleato di governo, Forza Italia, che nei giorni scorsi si era mostrata più favorevole a una proposta che, nella definizione dei dettagli, coinvolgesse proprio i rappresentanti della categoria.

Tajani: “Mai con noi al governo”

"Finché Forza Italia sarà al governo, non ci saranno mai tasse sugli extraprofitti. Questo lo voglio dire in maniera molto chiara. Il presidente del Consiglio infatti ha detto 'discutiamo', ma la minaccia di tasse è inaccettabile. Noi siamo contro la pressione fiscale, siamo contro l'aumento delle tasse sono i nostri valori". Così ha replicato il leader di Fi Antonio Tajani, a margine della festa di partito. "Pensare di ricominciare con l'aumento delle tasse mi pare veramente inaccettabile. Questo - ha aggiunto - è quello che pensiamo noi, gli altri danno le loro proposte, ma noi queste proposte non le possiamo approvare né nel governo né in Parlamento".

Il vicepremier si è detto disponibile a valutare una misura affinché “le banche possano dare un contributo”, ma “non esiste il concetto di extraprofitti, non esiste alcuna base giuridica. Le banche possono e devono fare il loro dovere, ma l'extraprofitto è una cosa che non esiste, mi si deve spiegare che cos'è l'extra profitto”. Ma il vicepremier non ha giocato solo in difesa e ha criticato una misura cara al partito di Salvini. "Piuttosto che fare la rottamazione delle cartelle – ha detto dal palco – che costa 5 miliardi, e che dice pure a chi ha pagato 'era meglio che non pagavi', allora è meglio spendere 5 miliardi per la sanità, visto che ce n'è bisogno".

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