L’attacco di Trump a Lisa Monaco per colpire Microsoft: la posta in gioco è il cloud per Israele
di Massimo BasileNEW YORK – L’ultima invettiva del presidente degli Stati Uniti ha preso di mira una donna che, con la sua solidità professionale, appare la negazione del caos trumpiano: Lisa Monaco, top manager di Microsoft ed esperta di intelligence. Dietro la richiesta pubblica di licenziamento fatta da Donald Trump attraverso i social potrebbe esserci un intreccio internazionale legato a Israele. Su Truth il tycoon ha scritto che la compagnia di Bill Gates “dovrebbe immediatamente interrompere il rapporto di lavoro con Lisa Monaco”. Trump ha citato preoccupazioni legate alla sicurezza nazionale.
Perché Trump attacca Microsoft
Monaco, che ha ricoperto il ruolo di vice procuratore generale durante l’amministrazione Biden, è entrata in Microsoft a luglio. L'attacco del presidente è…
NEW YORK – L’ultima invettiva del presidente degli Stati Uniti ha preso di mira una donna che, con la sua solidità professionale, appare la negazione del caos trumpiano: Lisa Monaco, top manager di Microsoft ed esperta di intelligence. Dietro la richiesta pubblica di licenziamento fatta da Donald Trump attraverso i social potrebbe esserci un intreccio internazionale legato a Israele. Su Truth il tycoon ha scritto che la compagnia di Bill Gates “dovrebbe immediatamente interrompere il rapporto di lavoro con Lisa Monaco”. Trump ha citato preoccupazioni legate alla sicurezza nazionale.
Usa, chi sostituirà Powell alla Fed. Accademici tifano Waller ma pensano Hassett. “Così vuole Trump”
Perché Trump attacca Microsoft
Monaco, che ha ricoperto il ruolo di vice procuratore generale durante l’amministrazione Biden, è entrata in Microsoft a luglio. L'attacco del presidente è arrivato il giorno dopo la decisione della compagnia di disattivare il servizio Cloud, chiamato Azure Israel Central, lanciato nel novembre 2023 per garantire alle forze israeliane scambio di dati localizzati. Il provvedimento è stato preso dopo le rivelazioni di un consorzio di quotidiani e magazine che ha scoperto come Cloud venisse usato dall’intelligence israeliana come strumento di sorveglianza di massa. Il ministero della Difesa avrebbe utilizzato Azure per archiviare milioni di telefonate effettuate dai palestinesi in Cisgiordania e a Gaza. Microsoft ha condotto un’indagine interna e trovato conferme. La concomitanza tra l’attacco a Monaco e il blocco tecnologico potrebbe non essere una coincidenza.
Chi è Lisa Monaco, l’ultimo bersaglio di Trump
Nata a Boston, 57 anni, italoamericana, laurea in storia americana e letteratura ad Harvard, poi in legge alla Chicago Law School, la manager ha ricoperto una serie di incarichi di rilievo nel governo federale, soprattutto nel campo della sicurezza nazionale e nell’antiterrorismo. È molto probabile, secondo i media americani, che ci sia anche lei dietro la decisione di Microsoft di disattivare il sistema Cloud concesso al governo israeliano. Nel 2021 Monaco è stata nominata da Joe Biden come vice procuratrice generale degli Stati Uniti, il secondo ruolo più importante nel dipartimento di Giustizia, e ha svolto anche il ruolo di consigliere alla sicurezza. La richiesta di licenziamento è arrivata alla vigilia del vertice di oggi a Washington, dove è atteso il premier israeliano Benjamin Netanyahu, per un bilaterale in cui si affronterà la situazione in Medio Oriente.
“È una minaccia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti - ha detto di lei Trump - soprattutto considerando i contratti importanti che Microsoft ha con il governo americano”. “A causa delle molte azioni illecite della Monaco - ha aggiunto - il governo degli Stati Uniti di recente le ha revocato tutte le autorizzazioni di sicurezza, le ha tolto l’accesso a informazioni di intelligence nazionale e vietato l’ingresso in tutte le proprietà federali”. Trump l’ha definita “presunta pedina” di Andrew Weissmann, che in passato aveva fatto parte del team del procuratore speciale Robert Mueller nell’indagine sull’ingerenza russa nelle elezioni del 2016. Weissmann guidava il gruppo che condusse indagini su Paul Manafort, ex presidente della campagna elettorale di Trump nell’estate di nove anni fa.