Trump rilancia i dazi sul cinema: “Tariffe al 100% sui film realizzati fuori dagli Usa”
di Massimo BasileROMA – Messo sotto pressione per la pubblicazione dei file su Jeffrey Epstein e il costo della vita in rialzo, Donald Trump prova a uscire dall’angolo e a indicare un nuovo avversario: il cinema. Il presidente degli Stati Uniti ha annunciato dazi del 100 per cento alla filiera di sviluppo all’estero dei film hollywoodiani e attaccato il governatore della California, Gavin Newson, definendolo “debole e incompetente”. «La nostra industria cinematografica - ha scritto Trump su Truth - è stata rubata agli Stati Uniti d’America da altri Paesi. Imporrò una tariffa del 100% su qualsiasi film realizzato al di fuori degli Stati Uniti».
Trump mette nel mirino Hollywood
A maggio il tycoon aveva già lanciato quella che sembrava una battaglia senza precedenti: tutti i film “realizzati” fuori dal…
ROMA – Messo sotto pressione per la pubblicazione dei file su Jeffrey Epstein e il costo della vita in rialzo, Donald Trump prova a uscire dall’angolo e a indicare un nuovo avversario: il cinema. Il presidente degli Stati Uniti ha annunciato dazi del 100 per cento alla filiera di sviluppo all’estero dei film hollywoodiani e attaccato il governatore della California, Gavin Newson, definendolo “debole e incompetente”. «La nostra industria cinematografica - ha scritto Trump su Truth - è stata rubata agli Stati Uniti d’America da altri Paesi. Imporrò una tariffa del 100% su qualsiasi film realizzato al di fuori degli Stati Uniti».
Trump mette nel mirino Hollywood
A maggio il tycoon aveva già lanciato quella che sembrava una battaglia senza precedenti: tutti i film “realizzati” fuori dal Paese sarebbero stati soggetti a dazi. L’annuncio, arrivato sull’onda della guerra commerciale al mondo, era apparso una mossa minacciosa, destinata a gettare nel caos co-finanziamenti, co-produzioni e progetti cinematografici. Da allora, sono emersi più dettagli su cosa avesse spinto il primo annuncio dei dazi - tra cui un incontro nel resort Mar-a-Lago con il suo ambasciatore a Hollywood Jon Voight e il socio in affari di quest’ultimo, Steven Paul — che hanno aggiunto sfumature alla vicenda.
Voight e Paul il 5 maggio avevano presentato a Trump quello che avevano descritto come un piano vincente in cui si citavano «incentivi fiscali federali, modifiche significative a diversi codici fiscali, la creazione di trattati di coproduzione con Paesi stranieri e sussidi infrastrutturali per i proprietari di sale cinematografiche, le società di produzione cinematografica e televisiva e le società di post-produzione».
Il dem Newson: “Mossa stupida al 100%”
L’unico riferimento ai dazi era condensato in una riga: «La proposta include anche un’attenzione alla formazione professionale e dazi in alcune circostanze limitate». Il tema era rimasto vago per settimane, anche perché i film vengono prodotti in collaborazione con professionisti e governi di tutto il mondo.
L’industria del cinema dà lavoro in Usa a 2,3 milioni di persone e, nel 2022, ha prodotto vendite per 279 miliardi di dollari. Poco dopo la pubblicazione del post di Truth, l’ufficio stampa del governatore Newsom ha pubblicato un risposta sui social, che suonava così: «La mossa di oggi è stupida al 100%».