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Ex Ilva, strappo sulla cig. Ok del ministero senza l’accordo sindacale

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Le organizzazioni dei lavoratori disertano il tavolo. Via libera all’azienda a procedere unilateralmente. Interessati 4.450 lavoratori, di cui 3.803 a Taranto. Fiom Cgil, Fim Cisl e Uil: decisione grave, ora mobilitazione e sciopero
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Lo strappo è servito. I commissari dell’ex Ilva potranno aumentare i numeri della cig unilateralmente. Il ministero del Lavoro chiude la procedura senza l’intesa con i sindacati. L’assenza delle organizzazioni dei lavoratori al tavolo di confronto convocato per questa mattina, 29 settembre, certifica la rottura, che era già nell’aria. La cig a rotazione potrà riguardare fino a 4.450 lavoratori, di cui 3.803 a Taranto. L’azienda aveva chiesto di siglare l’accordo nel più breve tempo possibile, facendo leva sulla situazione drammatica dei conti. Con un solo altoforno in marcia e la produzione al minimo, le perdite si aggirano sui due milioni al giorno.

Le reazioni

Già nei giorni scorsi i sindacati avevano annunciato che avrebbero disertato la riunione al ministero, c…

Lo strappo è servito. I commissari dell’ex Ilva potranno aumentare i numeri della cig unilateralmente. Il ministero del Lavoro chiude la procedura senza l’intesa con i sindacati. L’assenza delle organizzazioni dei lavoratori al tavolo di confronto convocato per questa mattina, 29 settembre, certifica la rottura, che era già nell’aria. La cig a rotazione potrà riguardare fino a 4.450 lavoratori, di cui 3.803 a Taranto. L’azienda aveva chiesto di siglare l’accordo nel più breve tempo possibile, facendo leva sulla situazione drammatica dei conti. Con un solo altoforno in marcia e la produzione al minimo, le perdite si aggirano sui due milioni al giorno.

Le reazioni

Già nei giorni scorsi i sindacati avevano annunciato che avrebbero disertato la riunione al ministero, chiedendo una riunione urgente a Palazzo Chigi per affrontare i nodi legati alla cessione della società e a un rilancio che sembra sempre più lontano. Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm chiamano i lavoratori alla mobilitazione permanente, con assemblee in tutti gli impianti, e si preparano allo sciopero. “Non accettiamo questa azione inedita e gravissima del ministero del Lavoro”, attaccano i tre segretari, Michele De Palma, Fernando Uliano e Rocco Palombella.

I timori per il futuro

Le tre organizzazioni sono preoccupate soprattutto per l’esito del bando per la cessione dell’azienda: l’assenza di offerte da parte di soggetti industriali rende sempre più concreta la possibilità di una vendita a pezzi. Le uniche proposte per l’intero stabilimento, arrivate da due fondi di investimenti statunitensi, Bedrock Industries e Flacks group. “Il governo – dicono i segretari di Fiom, Fim e Uil - decida di assumersi le sue responsabilità per salvataggio della società, anche attraverso l'intervento pubblico, e riapra il confronto a Palazzo Chigi con le organizzazioni sindacali. La situazione sta precipitando in maniera drammatica. Le lavoratrici e i lavoratori degli stabilimenti hanno lottato per il rilancio di questa azienda e saranno pronti alla mobilitazione finché non avremo risposte sul futuro dell'ex Ilva”.

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