Multe dall’estero, come riconoscere le truffe: lettera o sms, perché non bisogna mai ignorarle
di Federico FormicaIn un’epoca in cui i tentativi di truffa arrivano da ogni direzione, molti consumatori ignorano o cestinano lettere che invece frodi non sono. Rischiando, così, di peggiorare la situazione. Succede spesso con le multe stradali provenienti da Paesi esteri. Soprattutto se la sanzione è il frutto di un errore, e quindi ci viene chiesto di pagare per un’infrazione commessa in un Paese dove non siamo mai stati. Il consiglio, diramato del Centro europeo consumatori (Cec) Italia, è di non ignorare queste missive ma di verificare.
“La maggior parte delle multe stradali, rilevate da autovelox e telecamere, arrivano a casa in cartaceo, attraverso posta raccomandata, ma a volte anche ordinaria, come nel caso dell’Austria”, spiega Stefano Albertini, coordinatore dell'ufficio di Bolzano del Centro Europeo Consumatori, “e ci risulta che quasi mai si tratta di tentativi di truffa”. Meglio, quindi, indagare. Ma come?
Multa, invio cartaceo sempre più comune
Il problema è piuttosto recente: fino a poch…
In un’epoca in cui i tentativi di truffa arrivano da ogni direzione, molti consumatori ignorano o cestinano lettere che invece frodi non sono. Rischiando, così, di peggiorare la situazione. Succede spesso con le multe stradali provenienti da Paesi esteri. Soprattutto se la sanzione è il frutto di un errore, e quindi ci viene chiesto di pagare per un’infrazione commessa in un Paese dove non siamo mai stati. Il consiglio, diramato del Centro europeo consumatori (Cec) Italia, è di non ignorare queste missive ma di verificare.
“La maggior parte delle multe stradali, rilevate da autovelox e telecamere, arrivano a casa in cartaceo, attraverso posta raccomandata, ma a volte anche ordinaria, come nel caso dell’Austria”, spiega Stefano Albertini, coordinatore dell'ufficio di Bolzano del Centro Europeo Consumatori, “e ci risulta che quasi mai si tratta di tentativi di truffa”. Meglio, quindi, indagare. Ma come?
Multa, invio cartaceo sempre più comune
Il problema è piuttosto recente: fino a pochi anni fa infatti era molto difficile che un Paese europeo riuscisse a rintracciare il proprietario di un’auto estera. Una direttiva del 2024 ha reso più facile lo scambio di informazioni tra Stati e, seppure con queste norme solo la metà delle sanzioni venga poi riscossa (e a tal proposito è in arrivo un nuovo provvedimento da Bruxelles per migliorare la cooperazione tra Paesi), questo tipo di lettera è diventata più frequente.
Multe dall’estero, per mail o per posta: verificare sempre
Albertini spiega che “se la multa arriva via mail o con un link proveniente da sms, bisogna essere molto sospettosi perché è più probabile che si tratti di una frode”. In Italia siamo ormai abituati a ricevere comunicazioni dalla Pubblica amministrazione via Pec, “ma la maggior parte dei Paesi europei non contempla questo strumento”, continua l’esperto. E quindi, ecco la lettera cartacea. I casi sono due: errore palese oppure “colpa” vera e propria.
Anzitutto, è bene sapere che le sanzioni devono contenere:
- i contatti dell’autorità competente dello Stato in cui si è registrata l’infrazione;
- i dati del veicolo;
- data, luogo e natura dell’infrazione;
- indicazioni per pagare la multa o esercitare il diritto al ricorso.
“In ogni caso, il consiglio è di non prenderla alla leggera, senza cestinare o ignorare la lettera. Se l’errore è evidente, ad esempio non siamo mai stati nel Paese che ci notifica la multa, contestiamola, fornendo i dati del nostro libretto e dimostrando che c’è stato, quindi, un errore” continua Albertini, specificando che spesso la questione si risolve con una semplice comunicazione via mail da parte nostra. “Se non rispondiamo, il procedimento può andare avanti con il rischio di ritrovarsi con una multa maggiorata”, oltretutto per un’infrazione che neanche abbiamo commesso. Il Cec infatti spiega che, ad esempio, “targhe italiane e francesi sono simili e possono essere confuse tra loro dalle Autorità”.
Multa dall’estero, pagare nei tempi indicati
Se, invece, luogo e data della contestazione coincidono con un soggiorno all’estero, “dopo aver fatto una ricerca per verificare che questo ente esista e abbia sede nel luogo indicato dalla lettera”, si deve poi procedere al pagamento facendo attenzione a rispettare i termini indicati. A volte i Paesi possono affidare la riscossione a enti privati (come fa anche Autostrade per l’Italia con gli automobilisti esteri). Questo è l’unico caso in cui si può chiedere il sostegno di un’associazione di consumatori. Perché se il procedimento è attivato da Autorità estere, significa che “è di tipo amministrativo ed è escluso dalla competenza consumeristica”.
“Anche il fatto che il pagamento venga richiesto attraverso un bonifico Sepa non è necessariamente un indice di potenziale tentativo di truffa: tale modalità di pagamento è ad esempio la norma per le richieste di pagamento di pedaggio sostitutivo dall’Austria” chiarisce il Centro europeo di Bolzano.