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Alitalia, cassa finita. Piano sindacale per salvare 700 persone: c’è il miliardo del Fondo

Il relitto di un aereo Alitalia abbandonato a Fiumicino 

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I sindacati vogliono che l’indennità di disoccupazione (Naspi) sia prolungata da 2 a 3 anni grazie al Fondo di solidarietà del settore aereo (dove oggi sono disponibili 914 milioni). Per il lavoratore che riuscirà a lavorare con contratti a termine, la Naspi verrà congelata per poi ripartire. L’intera strategia punta a portare alla pensione i più anziani
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ROMA – E alla fine, dal primo novembre, i 1.953 lavoratori della ex Alitalia saranno licenziati. Il governo Meloni li “molla”, indisponibile a rinnovare la cassa integrazione. L’ammortizzatore sociale, per molti di loro, era partito nel 2017.

In questo scenario drammatico, i sindacati stanno mettendo a punto un piano d’emergenza che punta ad aiutare tutti i 1.953 lavoratori investiti dallo tsunami del licenziamento, ma soprattutto i 700 più anziani.

I sindacati, prima mossa, sono andati a vedere quanti soldi sono presenti nel Fondo di solidarietà del trasporto aereo (il FSTA). Questo Fondo di solidarietà e tutela viene alimentato dalle aziende del comparto, dagli stessi lavoratori (con un prelievo in busta paga), infine da una parte dell’addizionale comunale sui diritti d’imbarco.

ROMA – E alla fine, dal primo novembre, i 1.953 lavoratori della ex Alitalia saranno licenziati. Il governo Meloni li “molla”, indisponibile a rinnovare la cassa integrazione. L’ammortizzatore sociale, per molti di loro, era partito nel 2017.

In questo scenario drammatico, i sindacati stanno mettendo a punto un piano d’emergenza che punta ad aiutare tutti i 1.953 lavoratori investiti dallo tsunami del licenziamento, ma soprattutto i 700 più anziani.

I sindacati, prima mossa, sono andati a vedere quanti soldi sono presenti nel Fondo di solidarietà del trasporto aereo (il FSTA). Questo Fondo di solidarietà e tutela viene alimentato dalle aziende del comparto, dagli stessi lavoratori (con un prelievo in busta paga), infine da una parte dell’addizionale comunale sui diritti d’imbarco.

La disponibilità

Nelle casseforti del Fondo è presente, al momento, un miliardo 144 milioni di disponibilità di cassa. Oltre 230 milioni (il cosiddetto “deliberato non speso”) sono già destinati ad altro: dunque non possono essere usati per i lavoratori ex Alitalia. I soldi impiegabili per gli ex Alitalia sono, alla fine, 914 milioni.

Ora, i 914 milioni non potranno essere spesi solo per gli ex Alitalia, perché il Fondo non può essere completamente prosciugato. Solo una parte di questi soldi dovrebbe aiutarli, vediamo come.

Una volta licenziati il primo novembre, gli ex Alitalia avranno diritto all’indennità statale di disoccupazione (la Naspi), come qualsiasi altro lavoratore messo alla porta in Italia.

La posizione dell’Inps

La Naspi dura 24 mesi. E a partire dal quarto mese viene gradualmente ridotta. Gli ex Alitalia, questo è già certo, non subiranno la graduale diminuzione della Naspi perché il Fondo di solidarietà del trasporto aereo (il FSTA) interverrà subito per mantenere invariata l’indennità di disoccupazione.

Adesso i sindacati – questa è la novità – vanno in pressing sul governo perché lo stesso Fondo di solidarietà finanzi un terzo anno di Naspi. La richiesta sindacale sarà accolta se arriverà il via libera dell’Inps, che ha in mano il Fondo e deve garantirne la continuità e sostenibilità.

Nel caso il Fondo assicuri un terzo anno di Naspi, i sindacati raccomanderanno a tutti gli ex Alitalia di confermare una scelta che già molti di loro hanno fatto in passato, durante il periodo di cassa integrazione.

I contratti a termine

I lavoratori del comparto aereo hanno delle certificazioni (indispensabili per operare nel settore) che scadono in caso di prolungata inattività. Per questo motivo, tanti lavoratori hanno provato a lavorare – anche se in cassa, anche se con contratti a termine – pur di mantenere valide le certificazioni.

Durante il periodo di Naspi, questi lavoratori potranno lavorare per 180 giorni l’anno (la legge lo permette). Nei 180 giorni di lavoro, la Naspi verrà congelata e non viene compromessa. Anzi: ripartirà quando il lavoratore avrà smesso di lavorare.

Nello scenario migliore, un lavoratore che ha diritto a 3 anni di Naspi e che riesce a lavorare un anno e mezzo (con contratti a termine), di fatto sarà coperto per 6 anni: questo perché la Naspi viene congelata nei mesi di lavoro e torna a correre, quando la persona si ferma.

I requisiti minimi

Il dato dei 6 anni è importante. I sindacati stimano che, entro il 2030, dunque tra 5 anni, 700 lavoratori ex Alitalia avranno raggiunto i requisiti minimi per avere la pensione. Sono i più anziani.

Questi 700 lavoratori potranno arrivare al 2030, al traguardo della pensione, se la Naspi sarà di tre anni (grazie al Fondo di solidarietà); e se avranno la possibilità di lavorare fino a 180 giorni per ognuno dei prossimi tre anni.

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