La Cgil apre sul contratto degli enti locali
di Rosaria AmatoROMA – «Siamo contenti che il ministro abbia finalmente capito che servono risorse aggiuntive vere. Il fondo di perequazione da 150 milioni non è sufficiente, ma se l’impegno del governo è serio, e se l’elemento perequativo sarà uguale per tutti, siamo pronti a valutare la sottoscrizione del contratto». Alla vigilia del nuovo incontro all’Aran per il rinnovo 2022-2024 del contratto degli enti locali, a sorpresa la Fp Cgil apre alla firma. La segretaria nazionale Fp Cgil Tatiana Cazzaniga sottolinea però come «prima bisogna vedere le carte. Non dico la bollinatura della Ragioneria, ma non posso firmare su un pagherò scritto sulla sabbia».
Al momento infatti all’annuncio del ministro della Pa Paolo Zangrillo di un fondo perequativo per gli stipen…
ROMA – «Siamo contenti che il ministro abbia finalmente capito che servono risorse aggiuntive vere. Il fondo di perequazione da 150 milioni non è sufficiente, ma se l’impegno del governo è serio, e se l’elemento perequativo sarà uguale per tutti, siamo pronti a valutare la sottoscrizione del contratto». Alla vigilia del nuovo incontro all’Aran per il rinnovo 2022-2024 del contratto degli enti locali, a sorpresa la Fp Cgil apre alla firma. La segretaria nazionale Fp Cgil Tatiana Cazzaniga sottolinea però come «prima bisogna vedere le carte. Non dico la bollinatura della Ragioneria, ma non posso firmare su un pagherò scritto sulla sabbia».
Al momento infatti all’annuncio del ministro della Pa Paolo Zangrillo di un fondo perequativo per gli stipendi degli enti locali, tra i 100 e i 150 milioni, che dovrebbe essere istituito dalla legge di Bilancio, non è seguito alcun atto concreto. E non c’è neanche una conferma ufficiosa del ministro dell’Economia Giorgetti. Ma anche la seconda condizione posta dalla Cgil è considerata imprescindibile per la firma: «Le risorse economiche stabilite per contratto devono essere uguali per tutti». Una seconda ipotesi, infatti, potrebbe essere di utilizzare il fondo perequativo solo per gli enti locali (che peraltro sono la maggioranza) che non possono permettersi gli aumenti del salario accessorio autorizzati dal Dl Pa, con risorse proprie.
Tra i due sindacati che da mesi si oppongono alla firma, lamentando l’inadeguatezza delle risorse, che consentirebbero un aumento del 6% a fronte di un’inflazione che nel triennio ha superato il 16%, la Uil Fpl è sempre stata considerata quella più vicina al sì, visto che a febbraio dal segretario Bombardieri era arrivato il via libera per il rinnovo dei vigili del fuoco, e a luglio per quello della dirigenza.
Ma ora è la Uil a sembrare più lontana dalla firma, che il governo auspica di ottenere giovedì: «Siamo contenti del fondo di perequazione, per noi però la questione dirimente rimane quella dell’anticipazione in questa tornata contrattuale delle risorse già stanziate per il 2025-2027», ribadisce Rita Longobardi, segretaria Uil Fpl. Anche rispetto al fondo di perequazione, la Uil ha una visione diversa da quella della Cgil: «Per noi quei fondi devono andare ai piccoli Comuni, visto che i grandi, ovvero i più virtuosi, potranno attivarsi per gli aumenti previsti dal Dl Pa, da sostenere però con risorse proprie».