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Polizze catastrofali: scatta l’obbligo per le medie imprese. Liverani: “Costo medio di 250 euro”

Gianni Liverani, presidente Ania 

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Secondo il presidente dell’Ania le tariffe scenderanno quanto tutti si saranno assicurati. “L’Italia è uno dei Paesi a maggior rischio, eppure soprattutto tra le piccole e microimprese la copertura non supera il 7%”. Intanto il comparatore delle tariffe è ancora al palo
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Il momento è arrivato: per le medie imprese scatta oggi l’obbligo di assicurazione da danni catastrofali. Le aziende fino a 250 occupati devono contrarre per i rischi alluvione, esondazione, inondazione, sisma e frana. Per le grandi imprese l’obbligo è scattato il 31 marzo scorso, mentre le piccole e micro imprese se ne parla dal 31 dicembre di quest’anno. Il presidente dell’Ania (l’associazione nazionale delle imprese assicuratrici) Giovanni Liverani, stima un costo medio di 250 euro per una media impresa, “ma quando tutte si saranno assicurate, grazie al principio della mutualità, ci saranno benefici anche in termini di prezzi”. Intanto, per gli imprenditori, scovare il prezzo più competitivo non sarà semplice visto che il comparatore delle tariffe, previsto dal Ddl Concorrenza di quasi un anno fa, non ha ancora visto la luce.

Il momento è arrivato: per le medie imprese scatta oggi l’obbligo di assicurazione da danni catastrofali. Le aziende fino a 250 occupati devono contrarre per i rischi alluvione, esondazione, inondazione, sisma e frana. Per le grandi imprese l’obbligo è scattato il 31 marzo scorso, mentre le piccole e micro imprese se ne parla dal 31 dicembre di quest’anno. Il presidente dell’Ania (l’associazione nazionale delle imprese assicuratrici) Giovanni Liverani, stima un costo medio di 250 euro per una media impresa, “ma quando tutte si saranno assicurate, grazie al principio della mutualità, ci saranno benefici anche in termini di prezzi”. Intanto, per gli imprenditori, scovare il prezzo più competitivo non sarà semplice visto che il comparatore delle tariffe, previsto dal Ddl Concorrenza di quasi un anno fa, non ha ancora visto la luce.

In vista dell'obbligo che scatta da oggi, le imprese assicurative hanno riscontrato un effettivo aumento della domanda?

Non sono ancora disponibili dati ufficiali sull'andamento della domanda relativa a questi prodotti assicurativi. Le stime, basate su informazioni di mercato, indicano che dopo un sostenuto interesse nei primi tre mesi dell’anno la proroga dell’obbligatorietà (inizialmente prevista per tutte le imprese al 31 marzo e poi prorogata al 30 settembre per le medie imprese e al 31 dicembre per le piccole e micro) ha rallentato di molto la domanda. Bisogna considerare quindi che per le micro e piccole imprese, che rappresentano la maggioranza dei potenziali assicurati, il termine ultimo per l'adeguamento all'obbligo non è ancora scaduto e ci aspettiamo un significativo aumento di richieste negli ultimi due mesi dell’anno. Inoltre, diverse aziende potrebbero già avere una copertura catastrofale ancora attiva e decidere, come previsto dalla legge, di attendere la naturale scadenza annuale prima di adeguarsi.

L’auspicio, ovviamente, è che tutti si assicurino entro i termini perché, come abbiamo più volte ribadito, l’Italia è uno dei Paesi europei a maggior rischio e il livello di copertura - in particolare tra le piccole e microimprese non supera il 7%. Inoltre, la mutualizzazione del rischio che deriva dall’ampia diffusione dello strumento assicurativo è fondamentale per garantire sostenibilità e accessibilità delle coperture.

Quali sfide ha comportato, per il mondo assicurativo, l'obbligo di proporre polizze catastrofali?

L'obbligo rappresenta un cambio di paradigma importante per il mondo assicurativo. Il tema non è solo offrire polizze catastrofali ma anche prodotti in linea con i requisiti previsti dalla legge, continuando a garantire sostenibilità e accessibilità.

Nei mesi scorsi, Ania e le compagnie associate hanno lavorato intensamente con le istituzioni per realizzare uno schema che fosse in linea con le politiche assuntive del settore. Hanno individuato, dunque, dei criteri che consentissero al mercato di continuare a coprire i rischi catastrofali nonostante l’indice di redditività di questa tipologia di rischio, da un punto di vista assicurativo, fosse negli ultimi anni estremamente negativo. Molte delle scelte tecniche si sono basate sulla necessità di raggiungere il massimo livello di mutualità che è fondamentale per garantire, oltre alla sostenibilità del rischio, anche il contenimento dei premi assicurativi.
Nonostante le difficoltà incontrate, riteniamo che le nuove disposizioni rappresentino un primo passo concreto e tangibile delle istituzioni verso un obiettivo comune: colmare il gap di protezione assicurativa rispetto ai rischi climatici e offrire alle aziende italiane uno scudo di protezione che i loro concorrenti internazionali hanno già in larga parte provveduto ad acquistare. Il nostro auspicio è che presto si possa individuare un sistema per mettere in sicurezza anche le abitazioni civili che, nel nostro Paese, sono circa 35 milioni. Se, infatti, una catastrofe naturale per un’impresa significa spesso l’uscita dal mercato, per le famiglie italiane, che investono nel mattone buona parte del loro patrimonio, il problema sociale conseguente a una catastrofe è potenzialmente ancora più grave.

Quanto potrebbe costare, per una media impresa, una polizza di questo tipo?

Molto meno di quanto si immagini. Attualmente, ossia in una fase in cui la mutualità non ha ancora raggiunto il massimo del potenziale, in base a recenti rilevazioni, il costo di una polizza è in media di circa 100 euro l'anno per le microimprese e di circa 250 euro l'anno per le piccole e medie imprese, con differenze a livello territoriale in base al grado di rischio, come previsto dalla legge. Parlare di cifre però, in questo momento, può essere fuorviante perché l'obbligo per le imprese non è ancora a regime. Quando tutte avranno una copertura assicurativa il rischio sarà condiviso tra un numero più ampio di aziende e, grazie al principio della mutualità, ci saranno benefici anche in termini di prezzi. Dunque, solo il prossimo anno si potranno definire valori più precisi.

Come funziona la polizza “cat-nat”

L’obbligo di assicurarsi vale per tutte le aziende iscritte al registro delle imprese “in qualsiasi sezione e per qualsiasi finalità”, fatta eccezione per le imprese agricole. Chi non si adegua sarà escluso da molte agevolazioni pubbliche. La polizza copre i danni ai terreni, fabbricati, impianti, macchinari, attrezzature industriali e commerciali” mentre non rientrano nel perimetro assicurativo le merci, né sono assicurabili i beni immobili abusivi.

Per chi ha un’assicurazione di questo tipo già in essere, non è obbligatorio modificare il contratto in corsa: potrà essere adeguato alla nuova normativa al primo rinnovo. Nella polizza obbligatoria sono escluse le spese di demolizione e di sgombero, anche nel caso in cui si sia verificato uno degli eventi previsti.

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