Le sneaker di Golden Goose nel mirino di un fondo cinese
di Sara BennewitzMILANO – Golden Goose torna nel mirino dei private equity. Il gruppo delle sneaker di lusso guidato da Silvio Campara sarebbe entrato nell’orbita di alcuni fondi di investimento cinesi, pronti a sostituirsi a Permira che insieme a Carlyle controlla l’88% della società. Anche se in molti si sono avvicinati all’azienda, secondo fonti finanziarie nelle ultime settimane HongShan Capital, fondo nato nel 2024 dallo scorporo delle attività asiatiche di Sequoia Capital, si sarebbe fatta avanti con una proposta, non vincolante, molto interessante.
Colosso da 55 miliardi di dollari di asset in gestione
Il colosso asiatico – con sedi a Hong Kong, Shanghai, Pechino, Shenzhen, Londra, Tokyo e Singapore – gestisce un portafoglio di aziende e liquidità da 55 miliardi di…
MILANO – Golden Goose torna nel mirino dei private equity. Il gruppo delle sneaker di lusso guidato da Silvio Campara sarebbe entrato nell’orbita di alcuni fondi di investimento cinesi, pronti a sostituirsi a Permira che insieme a Carlyle controlla l’88% della società. Anche se in molti si sono avvicinati all’azienda, secondo fonti finanziarie nelle ultime settimane HongShan Capital, fondo nato nel 2024 dallo scorporo delle attività asiatiche di Sequoia Capital, si sarebbe fatta avanti con una proposta, non vincolante, molto interessante.
Colosso da 55 miliardi di dollari di asset in gestione
Il colosso asiatico – con sedi a Hong Kong, Shanghai, Pechino, Shenzhen, Londra, Tokyo e Singapore – gestisce un portafoglio di aziende e liquidità da 55 miliardi di dollari ed è quello che nel 2018 ha accompagno con successo in Borsa PopMart, gigante cinese delle bamboline Labubu, e che vanta al suo attivo operazioni di successo come quelle nell’automotive, con Byd e Leapmotor. Nel segmento dell’abbigliamento di lusso e dello sportswear HongShan Capital ha investito nella griffe francese Ami Paris e nel colosso Usa quotato al Nasdaq, Amer Sports, che controlla marchi dello sci come Atomic, del tempo libero come Salomon e del tennis come Wilson.
Nel 2024 in vista dell’Ipo era stata valutata 2,4 miliardi
Nel giugno del 2024 Golden Goose aveva iniziato il processo dell’Ipo, ricevendo una valutazione di circa 2,4 miliardi, ma poi dopo la turbolenza di mercato causata dalla crisi politica in Francia, la società aveva preferito rinviare il collocamento. Lo scorso gennaio Blue Pool Capital, società di investimento e family office con sede a Hong Kong fondata da Joe Tsai, presidente e cofondatore di Alibaba, aveva acquistato a fermo una partecipazione del 12% di Golden Goose, riconoscendo all’azienda una valutazione superiore di quella del mancato collocamento.
Risultati in crescita a due cifre per le sneaker di lusso
Da allora i risultati della griffe fondata a Venezia nel 2000 sono sempre cresciuti. Nel primo semestre 2025 il gruppo guidato da Campara ha registrato un fatturato in crescita del 13% a 342,1 milioni con un margine sui ricavi del 33% e una rete di 225 negozi a gestione diretta, aumentando le vendite sia negli Usa che in Asia.
Permira, che ha rilevato circa l’80% di Golden Goose nel 2020 (per una valutazione di 1,3 miliardi), ha sempre detto di essere «un investitore paziente», e di essere fiduciosa nelle prospettive di crescita del marchio. Tuttavia HongShan Capital si sarebbe fatta avanti con una valutazione interessante, dando la sua disponibilità a rilevare fino al 100% del capitale. La trattativa sarebbe in fase preliminare, ma se si arrivasse a finalizzare un’offerta vincolante, Permira e Carlyle potrebbero passare all’incasso.