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Cucinelli risponde alle accuse di Morpheus: “In Russia rispettate le regole”

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“Le vendite a Mosca sono come una candela che si consuma”. Il gruppo annuncia la crescita: ricavi su del 10,8%
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MILANO – Brunello Cucinelli annuncia i risultati dei primi nove mesi, chiusi con ricavi in aumento del 10,8% a 1,01 miliardi, conferma gli obiettivi di una crescita del 10% sia per il 2025 che per il 2026, e risponde alle critiche degli analisti di Morpheus, che avevano accusato l’azienda di eludere le sanzioni in Russia e di avere un magazzino più ampio del dovuto.

«In Russia abbiamo sempre rispettato tutte le regole - ha detto Brunello Cucinelli - Il nostro modello operativo si basa sull’abbigliamento e su collezioni moderne, rinnovate in armonia con la stagione. Un’impostazione che comporta un livello di magazzino più elevato di altri brand, la cui offerta si concentra su altre categorie, come gli accessori. Riteniamo che un’incidenza del magazzino sulle vendite intorno al 28-29% del fatturato sia sana, e connaturata al nostro modello di business. Quanto alle vendite allo scoperto di alcuni azionisti, non posso dire di esser contento, ma fa parte delle regole del gioco di essere q…

MILANO – Brunello Cucinelli annuncia i risultati dei primi nove mesi, chiusi con ricavi in aumento del 10,8% a 1,01 miliardi, conferma gli obiettivi di una crescita del 10% sia per il 2025 che per il 2026, e risponde alle critiche degli analisti di Morpheus, che avevano accusato l’azienda di eludere le sanzioni in Russia e di avere un magazzino più ampio del dovuto.

«In Russia abbiamo sempre rispettato tutte le regole - ha detto Brunello Cucinelli - Il nostro modello operativo si basa sull’abbigliamento e su collezioni moderne, rinnovate in armonia con la stagione. Un’impostazione che comporta un livello di magazzino più elevato di altri brand, la cui offerta si concentra su altre categorie, come gli accessori. Riteniamo che un’incidenza del magazzino sulle vendite intorno al 28-29% del fatturato sia sana, e connaturata al nostro modello di business. Quanto alle vendite allo scoperto di alcuni azionisti, non posso dire di esser contento, ma fa parte delle regole del gioco di essere quotati».

Calano i ricavi, le esportazioni e dipendenti in Russia

Nei primi nove mesi dell’anno Cucinelli ha realizzato in Russia 14,8 milioni di vendite o l’1,4% dei ricavi consolidati, contro il 2,7% dello stesso periodo 2024. «Le attività in Russia sono come una candela che si sta consumando di pari passo con l’utilizzo delle scorte esportate prima del marzo 2022 - ha precisato l’ad Luca Lisandroni - I negozi a gestione diretta sono chiusi, abbiamo uno showroom che riceve su appuntamento e propone solo i capi con un prezzo al distributore fino a 300 euro, che equivale a un prezzo al pubblico di almeno tre volte tanto. Prima della guerra avevamo oltre 70 dipendenti in Russia, oggi ne abbiamo 44 a causa dell’uscita volontaria di chi ha deciso di trasferirsi altrove».

Gli analisti hanno poi chiesto a Cucinelli se teme possibili ripercussioni sull’immagine del gruppo per le accuse dei fondi hedge, e se ci sono novità da parte delle autorità di mercato, sui movimenti anomali registrati dal titolo.

Nessun danno all’immagine, vendite e accoglienza positiva

L’azienda in attesa che le autorità facciano il loro lavoro, ha risposto che l’immagine non pare intaccata, dato che nei giorni scorsi sia le vendite in negozio, sia l’accoglienza della collezione primavera estate 2026, sono state molto positive. «Siamo molto fiduciosi sull’immagine della nostra casa di moda - ha detto Cucinelli - non siamo onestamente preoccupati». Peraltro ieri né gli esperti di Morpheus, né quelli del fondo hedge Pertento, sono intervenuti all’incontro con l’azienda . «Dal 2021 al 2024 le spedizioni verso la Russia sono calate del 52% - ha detto Lisandroni - in modo coerente con l’andamento dei ricavi e nel rispetto delle norme doganali». Intanto ieri, in attesa dell’incontro con gli analisti, Cucinelli ha perso in Borsa il 2,11%.

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