ROMA – Se n’è andato a 77 anni, nel giorno del suo compleanno, Giuseppe Adolfo De Cecco. “Don Beppe”, come affettuosamente lo chiamavano a Pescara, era nipote del fondatore dell’omonimo molino e pastificio, di cui per oltre trent’anni è stato presidente e amministratore delegato. Da qualche tempo aveva problemi di salute.
Era un uomo di visione, don Beppe. Sfide impossibili e difficoltà hanno sempre accompagnato la sua avventura imprenditoriale. La sua perseveranza, racconta chi l’ha conosciuto, era incrollabile. Era come se ogni pacco di pasta racchiudesse il suo sogno e il suo amore per la tradizione culinaria italiana.
È anche grazie a lui che, con il passare degli anni, il marchio è diventato sinonimo di qualità e autenticità, consentendo alla De Cecco di entrare nel gotha delle aziende agroalimentari ambasciatrici del made in Italy nel mondo. Il suo sguardo era rivolto al mercato sempre più globale. Alla capacità di innovare univa un forte attaccamento alle radici.
Verratti, In…
ROMA – Se n’è andato a 77 anni, nel giorno del suo compleanno, Giuseppe Adolfo De Cecco. “Don Beppe”, come affettuosamente lo chiamavano a Pescara, era nipote del fondatore dell’omonimo molino e pastificio, di cui per oltre trent’anni è stato presidente e amministratore delegato. Da qualche tempo aveva problemi di salute.
Era un uomo di visione, don Beppe. Sfide impossibili e difficoltà hanno sempre accompagnato la sua avventura imprenditoriale. La sua perseveranza, racconta chi l’ha conosciuto, era incrollabile. Era come se ogni pacco di pasta racchiudesse il suo sogno e il suo amore per la tradizione culinaria italiana.
È anche grazie a lui che, con il passare degli anni, il marchio è diventato sinonimo di qualità e autenticità, consentendo alla De Cecco di entrare nel gotha delle aziende agroalimentari ambasciatrici del made in Italy nel mondo. Il suo sguardo era rivolto al mercato sempre più globale. Alla capacità di innovare univa un forte attaccamento alle radici.
Verratti, Insigne, Immobile
Spesso impegnato in iniziative culturali e filantropiche, insieme con la moglie Maria Franca, volle legare il suo nome anche alla squadra della sua città. Sotto la sua presidenza il Pescara calcio conquistò la promozione in Serie A.
Era la stagione 2011-2012. In panchina c’era Zdenek Zeman e fra gli artefici del “miracolo” c’erano tre ragazzi pieni di talento, Marco Verratti, Lorenzo Insigne e Ciro Immobile, che poi spiccarono il volo verso Psg, Napoli e Lazio.
Quella di don Beppe fu anche ricerca continua di perfezione e capacità di guardare lontano. Qualità che ha trasmesso a chi ne ha raccolto il testimone in azienda. A cominciare dal fratello, Filippo Antonio, sotto la cui guida il gruppo continua a conquistare quote di mercato e ad aumentare i ricavi. Filippo Antonio De Cecco è stato riconfermato al vertice della società per un altro triennio, forte del 23,6% delle quote e dell’appoggio di altri familiari.