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Lo sciopero ferma 100 città. Per il garante è illegittimo. Landini: “La premier offende”

MAURIZIO LANDINI (ansa)

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Il ministro Salvini: “Chi parteciperà pagherà personalmente. Propongo di inasprire le sanzioni”. Il leader Cgil: “Meloni dovrebbe rispettare chi rinuncia allo stipendio”
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ROMA – L’Italia si ferma ancora per Gaza e per la Flotilla. Lo sciopero generale di oggi, proclamato dall’inedita alleanza tra Cgil e i sindacati di base Usb, Cub e Sgb e accompagnato da cortei in cento città, alza la tensione politica alle stelle. Bollato come «illegittimo» dalla Commissione di garanzia degli scioperi perché «senza preavviso» (si salva solo lo stop dei Sì Cobas, indetto il 18 settembre), diventa «legittimo» per i sindacati perché quando è «in gioco l’ordine costituzionale» il preavviso non serve. E sulla Flotilla, spiegano, ci sono «lavoratrici e lavoratori italiani» la cui incolumità è stata messa a rischio dall’intervento armato israeliano.

La replica della Cgil: «Sciopero pienamente legittimo»

«Respingiamo le motivazioni della Commissione»…

ROMA – L’Italia si ferma ancora per Gaza e per la Flotilla. Lo sciopero generale di oggi, proclamato dall’inedita alleanza tra Cgil e i sindacati di base Usb, Cub e Sgb e accompagnato da cortei in cento città, alza la tensione politica alle stelle. Bollato come «illegittimo» dalla Commissione di garanzia degli scioperi perché «senza preavviso» (si salva solo lo stop dei Sì Cobas, indetto il 18 settembre), diventa «legittimo» per i sindacati perché quando è «in gioco l’ordine costituzionale» il preavviso non serve. E sulla Flotilla, spiegano, ci sono «lavoratrici e lavoratori italiani» la cui incolumità è stata messa a rischio dall’intervento armato israeliano.

La replica della Cgil: «Sciopero pienamente legittimo»

«Respingiamo le motivazioni della Commissione», scrive la Cgil. «La legge 146 consente lo sciopero tempestivo, quando vengono messi in discussione la tutela dei cittadini italiani, in patria o all’estero, ma anche la salvaguardia dei principi supremi su cui si fonda la Repubblica: la pace, i diritti umani, il rispetto degli obblighi internazionali». È su questo terreno che i sindacati confermano l’astensione di oggi e annunciano ricorso al giudice del lavoro.

Salvini: «Chi sciopera pagherà le conseguenze»

Ma il governo non arretra. Anzi alza i toni. Matteo Salvini, ministro dei Trasporti, ieri sera ha fatto filtrare una nota che suona come un avvertimento: «Chi domani parteciperà a uno sciopero dichiarato illegittimo dalla Commissione ne pagherà personalmente le conseguenze, come previsto dalla legge». Parole che agitano il fronte sindacale, perché capovolgono lo schema finora applicato: senza precettazione, eventuali multe colpiscono le organizzazioni, non i singoli lavoratori. Ora Salvini evoca sanzioni personali, pur senza precettare. Al tempo stesso il leader leghista ha portato ieri sera in Consiglio dei ministri la proposta di inasprire le sanzioni oggi tra 2.500 e 50mila euro, «ferme dal 1990», perché «serve responsabilità e rispetto delle regole».

Meloni contro Landini: «Weekend lungo, non rivoluzione»

Landini finisce pure nel mirino della premier Giorgia Meloni che da Copenaghen liquida la protesta come «weekend lungo» più che «rivoluzione». Duro il leader Cgil: «La presidente del Consiglio offende. Dovrebbe invece portare rispetto a chi sciopera e rinuncia allo stipendio perché crede in una causa importante. Pensavo che ad un livello così basso non si arrivasse mai». Poi la memoria: «Nel 1943 per dire no alla guerra furono i lavoratori e le lavoratrici ad usare lo sciopero. Un sindacato fatto di valori non può stare a guardare».

L’opposizione divisa sullo sciopero

E l’opposizione che fa? La segretaria del Pd Elly Schlein probabilmente sarà a Roma oggi con Landini e con i leader di Avs, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli. Giuseppe Conte, capo dei Cinque Stelle, impegnato in Calabria per la campagna elettorale, non cambia programma. Ma promette di recuperare alla manifestazione di domani sempre per Gaza. Matteo Renzi e Carlo Calenda invece assenti.

Sicurezza e slogan nelle piazze

Il Viminale intanto prepara la macchina della sicurezza. «Ci siamo organizzati in tutte le città», assicura il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, confidando nella «ragionevolezza dei manifestanti e nella professionalità delle forze di polizia». La Cgil ribadisce la condanna di ogni violenza. Usb rilancia lo slogan «Blocchiamo tutto», lo stesso del 22 settembre. Il sindacato di Landini punta sullo «Sciopero generale in difesa di Flotilla, per Gaza». Una scelta, quella della Cgil di scioperare con i sindacati di base, che prova a restituire centralità politica a Landini, a spostare il baricentro dello scontro sociale, dopo il boom inatteso dell’Usb.

Trasporti, scuola e sanità: i disagi

Intanto oggi il Paese deve fare i conti con i disagi. Treni fermi dalle 21 di ieri, con fasce di garanzia tra le 6 e le 9 e 18-21. Stop di 24 ore nel trasporto pubblico locale, con finestre decise città per città. Aerei a terra dalle 00.01 alle 24, con voli garantiti solo 7-10 e 18-21. Porti bloccati, taxi fermi, autostrade e Anas ridotti ai servizi minimi. Problemi anche in logistica, scuola e sanità, dove lo sciopero copre l’intera giornata. Vigili del fuoco fermi quattro ore, dalle 9 alle 13.

Cortei in cento città, Landini guida Roma

A Roma il corteo parte alle 8.30 da piazza Vittorio per arrivare a piazza dei Cinquecento con Landini in testa. Manifestazioni anche a Milano, Torino, Napoli, Palermo e Genova. «Vedrete piazze piene – promette il segretario della Cgil – perché i giovani non accettano la logica della guerra e hanno paura del loro futuro».

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