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Meloni contro la protesta: “Altro che rivoluzione, è per il weekend lungo”

La premier Giorgia Meloni con il Segretario generale della Nato Mark Rutte 

 

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Dalla Flotilla non è arrivato alcun beneficio per i palestinesi, ma faremo tutto quello che possiamo perché queste persone possano tornare in Italia il prima possibile
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COPENAGHEN – La tensione è nei dettagli. Quando si presenta al mattino davanti alle telecamere, Giorgia Meloni ha un breve messaggio da trasmettere. Individua dunque tre bersagli politici: Flotilla, sindacati e opposizione. E attacca. Portando fin sull’Öresund – lo stretto su cui affaccia Copenaghen – la battaglia contro gli attivisti della missione navale bloccata dalle forze di sicurezza israeliane al largo di Gaza.

Subito dopo la premier si volta, senza accettare domande. Raggiunge i leader riuniti per la Comunità politica europea per discutere con Volodymyr Zelensky di Russia, difesa aerea e Ucraina. Lascerà però il vertice di Danimarca due ore prima degli altri. Ufficialmente, per il ?Consiglio dei ministri convocato a sera. Ma anche perché in Italia si prepara la protesta. E il governo deve trovare il modo giusto per gestirla.

Il punto di contatto tra gli obiettivi di Meloni è appunto lo sciopero generale indetto per oggi. La presidente del Consiglio lo contesta con motivazion…

COPENAGHEN – La tensione è nei dettagli. Quando si presenta al mattino davanti alle telecamere, Giorgia Meloni ha un breve messaggio da trasmettere. Individua dunque tre bersagli politici: Flotilla, sindacati e opposizione. E attacca. Portando fin sull’Öresund – lo stretto su cui affaccia Copenaghen – la battaglia contro gli attivisti della missione navale bloccata dalle forze di sicurezza israeliane al largo di Gaza.

Subito dopo la premier si volta, senza accettare domande. Raggiunge i leader riuniti per la Comunità politica europea per discutere con Volodymyr Zelensky di Russia, difesa aerea e Ucraina. Lascerà però il vertice di Danimarca due ore prima degli altri. Ufficialmente, per il ?Consiglio dei ministri convocato a sera. Ma anche perché in Italia si prepara la protesta. E il governo deve trovare il modo giusto per gestirla.

Il punto di contatto tra gli obiettivi di Meloni è appunto lo sciopero generale indetto per oggi. La presidente del Consiglio lo contesta con motivazioni destinate ad accendere gli animi: «Mi sarei aspettata che i sindacati, almeno su una questione che reputavano così importante come Gaza, non avessero indetto uno sciopero generale di venerdì. Il weekend lungo e la rivoluzione - ironizza la leader - non stanno insieme».

Parole sprezzanti, che mettono in discussione le motivazioni di un gesto che invece grava sugli stipendi dei lavoratori che aderiscono alla protesta. «Continuo a ritenere che tutto questo non porti alcun beneficio al popolo della Palestina – sostiene però Meloni – ma in compenso mi pare di capire che porterà molti disagi al popolo italiano». Poi, di nuovo, contro la missione navale: «Ripeto - dice - dalla Flotilla non è arrivato alcun beneficio per i palestinesi». Detto questo, aggiunge, «faremo tutto quello che possiamo perché queste persone possano tornare in Italia il prima possibile». Sono dichiarazioni distanti anni luce dalla posizione del premier spagnolo Pedro Sanchez, che ha reso pubblica un’adesione ideale alla spedizione degli attivisti.

Le manifestazioni di piazza cedranno in prima fila molte sigle sindacali, ma anche i principali partiti del centrosinistra. Meloni lo sa. E prova a schiacciare su posizioni estreme anche i leader politici schierati con la Flotilla. Per farlo, contesta la scelta parlamentare di Pd, Avs e Movimento di astenersi sulla mozione di maggioranza su Gaza. «Mi dispiace che di fronte ad un appello che avevamo fatto per votare unitariamente sul piano di pace di Trump - sottolinea - gran parte dell’opposizione abbia fatto un’altra scelta. Davvero questo non lo comprendo. Il piano è sostenuto dai Paesi europei, arabi, Anp. Quindi rimane solo la sinistra italiana che, evidentemente, ha delle posizioni più radicali». La causa palestinese, però, registra un gradimento altissimo in tutti i sondaggi. Ecco perché Meloni ci tiene comunque a precisare che l’Italia è «la prima nazione ad aprire un corridoio per i ricercatori», ma anche il Paese « non islamico che ha evacuato più persone da Gaza per essere curate nei propri ospedali». E Roma, aggiunge, è tra i primi Paesi al mondo «per consegna di aiuti».

Rientrata a Roma, la premier è chiamata a gestire oggi lo sciopero generale. Ma già nella notte di mercoledì, aveva seguito in tempo reale quanto stava accadendo a Roma e nelle altre principali città italiane, appena partito l’assalto israeliano alle imbarcazioni della Flotilla. Eventi che, in privato, aveva criticato ancora più che in pubblico, come riferiscono fonti a lei vicine. Portando avanti una tesi che si può riassumere così: si è trattato di manifestazioni poco spontanee e anzi pianificate, con una regia politica precisa. A dimostrazione di questa “premeditazione”, ci sarebbe la velocità con cui i cortei sono stati convocati. In realtà, sindacati, associazioni e forze politiche avevano già annunciato pubblicamente l’intenzione di reagire in difesa della Flotilla, con proteste immediate. E anche i servizi avevano avvertito l’esecutivo di tutto quello che poi è accaduto.

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