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Gli aeroporti veneti di Save a Finint e ai francesi di Ardian: Marchi resta presidente

Aeroporto Marco Polo, agosto 2020

 

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Il polo di scali che comprende anche Brescia valutato 1,2 miliardi. Per il fondo transalpino che controlla Heathrow si tratta di un ritorno in Italia
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MILANO – Ultime ore per definire i dettagli, convocare i rispettivi consigli di amministrazione e dare il via libera alla vendita di Save, la società che controlla gli scali veneti tra cui l’aeroporto Marco Polo di Venezia. La Finint Infrastrutture di Enrico Marchi insieme al fondo di Ardian stanno infatti per aggiudicarsi il controllo congiunto del gruppo aeroportuale che lo scorso anno ha accolto 11,6 milioni di passeggeri tra Venezia, Verona, Brescia e Treviso.

Chiuso il finanziamento, a giorni la firma

Il finanziamento a servizio dell’operazione sarebbe infatti già stato completato, e nei prossimi giorni Finint (che è già azionista al 12%) e Ardian dovrebbero firmare il contratto per rilevare il 50% ciascuno di Save, consentendo così l’uscita di Infravia (44%) e Dws (44%) che avevano investito nel controllo degli scali veneti nel 2017. La vendita da parte dei due fondi di private equity è stata rinviata prima per colpa della pandemia, e poi perché le aspettative di prezzo da parte…

MILANO – Ultime ore per definire i dettagli, convocare i rispettivi consigli di amministrazione e dare il via libera alla vendita di Save, la società che controlla gli scali veneti tra cui l’aeroporto Marco Polo di Venezia. La Finint Infrastrutture di Enrico Marchi insieme al fondo di Ardian stanno infatti per aggiudicarsi il controllo congiunto del gruppo aeroportuale che lo scorso anno ha accolto 11,6 milioni di passeggeri tra Venezia, Verona, Brescia e Treviso.

Chiuso il finanziamento, a giorni la firma

Il finanziamento a servizio dell’operazione sarebbe infatti già stato completato, e nei prossimi giorni Finint (che è già azionista al 12%) e Ardian dovrebbero firmare il contratto per rilevare il 50% ciascuno di Save, consentendo così l’uscita di Infravia (44%) e Dws (44%) che avevano investito nel controllo degli scali veneti nel 2017. La vendita da parte dei due fondi di private equity è stata rinviata prima per colpa della pandemia, e poi perché le aspettative di prezzo da parte dei venditori, non corrispondevano alle manifestazioni d’interesse non vincolanti ricevute.

Adesso che traffico e passeggeri sono tornati ai livelli pre-pandemia, la valutazione del polo di aeroporti veneti sarebbe di circa 1,2 miliardi di euro. Nell’ambito dell’accordo di compravendita, che si basa su una governance paritaria (anche se secondo fonti finanziarie Ardian avrebbe più diritti di capitale), sono inoltre previsti dei meccanismi di protezione dell’investimento, in vista di un’eventuale e futura valorizzazione dello scalo.

Vertici di Save confermati

Gli attuali vertici di Save dovrebbero essere confermati in toto, e così Marchi sarà rinnovato alla presidenza del gruppo che in questi anni ha rilanciato con successo, Monica Scarpa sarà confermata come amministratore delegato e Giovani Curtolo come direttore finanziario.

L’operazione è stata lunga e complicata, molti interlocutori hanno studiato il dossier tra cui i fondi infrastrutturali di Brookfield, Ifm e Swiss Life, ma solo Ardian è riuscita a negoziare un accordo con Marchi sulla governance futura, e uno con Infravia e Dws trovando un compromesso sul prezzo. Il colosso francese delle infrastrutture, che in Italia è guidato da Rosario Mazza, vanta poi una comprovata esperienza in questo settore, dato che in Italia è stato socio di minoranza di 2i Aeroporti (la società che controlla gli scali di Torino, Napoli, Salerno, Trieste e il 36% negli aeroporti milanesi di Linate e Malpensa, che ha ceduto nel 2024), e oggi possiede tra le altre cose l’aeroporto Heathrow di Londra, uno dei maggiori hub europei.

Nell’operazione Ardian è stata assistita da Mediobanca mentre Dws e Infravia hanno come advisor rispettivamente Morgan Stanley e Rothschild. Con una nuova compagine azionaria e una governance rafforzata, per Save si apriranno poi nuove opportunità di crescita sia all’estero, dove il gruppo controlla già il 48,32% dell’aeroporto Charleroi di Bruxelles, sia in Italia in vista delle prossime privatizzazioni di alcuni importanti scali come quello di Catania.

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