Milano – Jonella Ligresti, figlia primogenita di Salvatore Ligresti, fa causa (civile) ad Alberto Nagel e a Mediobanca. La notizia è trapelata ieri sera e per il momento riguarda solo Jonella e non l’altra figlia Giulia o il figlio Paolo. L’oggetto della causa sarebbe una richiesta di risarcimento danni per oltre 20 milioni sulla base di ciò che era scritto nel famoso “papello”, documento scoperto nel 2012 dal pm della procura di Milano Luigi Orsi che indagava sull’acquisizione di Fondiaria-Sai da parte di Unipol. Nel novembre 2014 fu però lo stesso Orsi a chiudere il filone di indagini e a chiedere l’archiviazione nei confronti di Nagel e Ligresti, richiesta accolta dal Gip nel luglio 2015. Ma ciò non ha estinto la possibilità per la famiglia Ligresti di agire in sede civile e così, ora che Nagel è in uscita da Mediobanca, Jonella ha rotto gli indugi chiedendo anche il risarcimento del danno morale oltre che per le perdite economiche.
Milano – Jonella Ligresti, figlia primogenita di Salvatore Ligresti, fa causa (civile) ad Alberto Nagel e a Mediobanca. La notizia è trapelata ieri sera e per il momento riguarda solo Jonella e non l’altra figlia Giulia o il figlio Paolo. L’oggetto della causa sarebbe una richiesta di risarcimento danni per oltre 20 milioni sulla base di ciò che era scritto nel famoso “papello”, documento scoperto nel 2012 dal pm della procura di Milano Luigi Orsi che indagava sull’acquisizione di Fondiaria-Sai da parte di Unipol. Nel novembre 2014 fu però lo stesso Orsi a chiudere il filone di indagini e a chiedere l’archiviazione nei confronti di Nagel e Ligresti, richiesta accolta dal Gip nel luglio 2015. Ma ciò non ha estinto la possibilità per la famiglia Ligresti di agire in sede civile e così, ora che Nagel è in uscita da Mediobanca, Jonella ha rotto gli indugi chiedendo anche il risarcimento del danno morale oltre che per le perdite economiche.
Il documento datato 17 maggio 2012, firmato per “presa visione” da Nagel e recante la dicitura “Accordo tra Famiglia e Nagel, Pagliaro, Cimbri, Ghizzoni” conteneva i desiderata dei Ligresti per l’uscita di scena da Fonsai, un addio dal costo di circa 60 milioni. La promessa includeva «45 milioni netti» più «700 mila euro all’anno per cinque anni a testa» per quattro membri della famiglia, buonuscite e consulenze per Jonella, Giulia e Paolo Ligresti; più uso gratuito di uffici e foresterie a Milano e del Tanka Village in Sardegna.
Il “papello” era un accordo segreto tra la famiglia e Mediobanca per aggirare l’intervento del presidente della Consob, Giuseppe Vegas, che in un incontro con Nagel, Cimbri e l’advisor dei Ligresti, Gerardo Braggiotti, aveva posto il veto a eventuali vantaggi al costruttore di Paternò nel salvataggio di Fonsai.
©RIPRODUZIONE RISERVATA