MILANO – La sola materia prima non basta più. Oggi i consumatori pretendono dal fornitore di energia una commodity a prezzi vantaggiosi, accompagnata dai servizi accessori tipici del mercato libero. È questo il principale risultato del quinto rapporto Edison-Censis che indaga le opinioni di famiglie e imprese sul settore.
Servizi sempre più apprezzati
Secondo le rilevazioni degli esperti, il mercato libero coinvolge più di quattro famiglie su cinque nel mercato dell’elettricità e quasi il 90% in quello del gas. Numeri destinati a crescere, dato che le nuove generazioni indicano i servizi come primario criterio di scelta del fornitore, assieme al prezzo.
Particolarmente apprezzati sono il servizio di assistenza in caso di guasti disponibile per telefono o online tramite app e/o chat (per l’81,2% dei consumatori…
MILANO – La sola materia prima non basta più. Oggi i consumatori pretendono dal fornitore di energia una commodity a prezzi vantaggiosi, accompagnata dai servizi accessori tipici del mercato libero. È questo il principale risultato del quinto rapporto Edison-Censis che indaga le opinioni di famiglie e imprese sul settore.
Servizi sempre più apprezzati
Secondo le rilevazioni degli esperti, il mercato libero coinvolge più di quattro famiglie su cinque nel mercato dell’elettricità e quasi il 90% in quello del gas. Numeri destinati a crescere, dato che le nuove generazioni indicano i servizi come primario criterio di scelta del fornitore, assieme al prezzo.
Particolarmente apprezzati sono il servizio di assistenza in caso di guasti disponibile per telefono o online tramite app e/o chat (per l’81,2% dei consumatori), la possibilità di gestire in digitale la fornitura (76,7%), la disponibilità di strumenti per controllo e analisi intelligente dei consumi energetici per contenerli (75,8%), i programmi fedeltà con possibili sconti, bonus e premialità (71%).
È tutta questione di fiducia
“In un momento in cui le offerte tra cui scegliere sono numerose, è essenziale per i fornitori conquistare la fiducia del cliente-utente”, spiega Sara Lena, ricercatrice del Censis. Perché se da un lato la maggior parte degli italiani pensa che dovrà imparare a muoversi sul mercato dell’energia come su tutti gli altri mercati di beni e servizi, dall’altro vorrebbe essere accompagnato in questa fase delicata. Per muovere i primi passi, apprezzerebbe l’aiuto di professionisti nella scelta di fornitori e contratti (41,2%) e potersi recare in negozi fisici in caso di necessità (75,1%).
Autonomia energetica, una priorità per l’Italia
L’indagine si concentra anche sulla politica energetica, rilevando che quasi la totalità degli italiani reputa prioritario per il Paese acquisire maggiore autonomia. Per tre cittadini su quattro, inoltre, il mix delle fonti di approvvigionamento dovrebbe comprendere rinnovabili e nucleare per assicurare energia sostenibile a buon prezzo in futuro.
“Uno sguardo al quinquennio trascorso conferma che nelle famiglie è molto cresciuta la cultura della sostenibilità e del consumo intelligente di energia”, commenta Barbara Terenghi, direttrice della Sostenibilità del Gruppo Edison. “Oggi possiamo aggiungere che nove italiani su dieci vogliono che nella transizione ecologica ed energetica siano contemperate sostenibilità ambientale e sostenibilità economica”.
Per le piccole e micro imprese il focus resta sul prezzo
La narrazione cambia quando si guarda alle micro e piccole imprese italiane, quelle che contano al massimo 50 dipendenti. Sette su dieci di queste temono gli effetti del caro energia e tre quarti sono preoccupate anche per quel che in futuro potrebbe accadere alla loro spesa energetica. In questa cornice, due terzi degli imprenditori dichiara che il criterio principe di scelta del proprio fornitore resta il prezzo.
“L’ossessione del prezzo rende una quota alta di imprese cieche e immobili, lasciando che una strategia sistematica, finalizzata, di consumo intelligente dell’energia o, anche, di autoproduzione di essa resti per ora appannaggio di una quota minoritaria”, si legge nel rapporto.