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Leonardo nell’alleanza europea dei satelliti. Cingolani: “La firma è questione di settimane”

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Con Thales e Airbus nascerà un colosso aerospaziale da 10 miliardi di euro. Sui contratti con Tel Aviv: “Si può revocare licenza”
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ROMA – Il gigante europeo dello spazio si farà, e l’Italia sarà protagonista. «Questione di giorni, o settimane, abbiamo lavorato sulla governance, abbiamo un’intesa su tutto», assicura l’ad e dg di Leonardo Roberto Cingolani. È la conferma che Leonardo, Thales e Airbus sono a un passo dall’accordo per un nuovo campione dell’aerospazio europeo da 10 miliardi di euro. «I board stanno guardando i numeri, faranno anche valutazioni nazionali», ha detto Cingolani, non nascondendo la complessità dei processi coinvolti e aggiungendo di essere pronto a convocare un cda straordinario per il via libera quando tutti gli elementi saranno definiti.

L’occasione è l’inaugurazione, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, della Space smart fac…

ROMA – Il gigante europeo dello spazio si farà, e l’Italia sarà protagonista. «Questione di giorni, o settimane, abbiamo lavorato sulla governance, abbiamo un’intesa su tutto», assicura l’ad e dg di Leonardo Roberto Cingolani. È la conferma che Leonardo, Thales e Airbus sono a un passo dall’accordo per un nuovo campione dell’aerospazio europeo da 10 miliardi di euro. «I board stanno guardando i numeri, faranno anche valutazioni nazionali», ha detto Cingolani, non nascondendo la complessità dei processi coinvolti e aggiungendo di essere pronto a convocare un cda straordinario per il via libera quando tutti gli elementi saranno definiti.

L’occasione è l’inaugurazione, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, della Space smart factory al Tecnopolo tiburtino, alle porte di Roma. L’impianto, la fabbrica intelligente riconfigurabile tra le più grandi d’Europa, è stato realizzato da Thales Alenia Space, joint venture tra Thales (67%) e Leonardo (33%), con investimenti significativi da parte dell’azienda e dei suoi azionisti, a cui si aggiunge il contributo dell’Agenzia Spaziale Italiana, in una forma di partnership pubblico-privato attraverso i fondi del Pnrr (il 49% del totale). L’investimento complessivo ammonta a circa 100 milioni di euro.

La smart factory di Thales Alenia Space

L’hub, terminato in meno di due anni, è il penultimo nodo della rete italiana di smart factories che lavorano con l’Agenzia spaziale italiana. «La nuova fabbrica spaziale costituisce un riferimento per i paradigmi produttivi dell’industria spaziale europea», ha detto con orgoglio e un po’ di emozione il presidente del cda di Thales Alenia Space, Massimo Claudio Comparini. Qui si assembleranno e testeranno 100 satelliti l’anno, 2 a settimana, nella classe fino a 300 chilogrammi. In un’area di 21mila metri quadrati, 5mila di “camere pulite” modulari con shaker, camere anecoica e termovuoto, sistema acustico Dfan per i test sui satelliti. La struttura sarà operativa entro fine anno e servirà al Sicral 3 per la Difesa italiana.

Proprio sulla difesa, Cingolani ha ribadito che Leonardo «non ha venduto un bullone a Israele da quando è scoppiato il conflitto, accusarci di partecipare al genocidio è una cosa assurda». I contratti con lo Stato ebraico sono tema caldo: dopo le critiche per la possibile violazione del divieto di esportare armi a Paesi in guerra, sono arrivati anche gli atti di vandalismo. Con la recente interruzione di un accordo, ci sono ancora due questioni da affrontare. «La revoca della licenza sulla manutenzione di aerei e elicotteri è più facile e si può fare più rapidamente - ha annunciato - mentre rivedere altre cose, come il controllo dell’americana Drs che a sua volta controlla società di Difesa israeliane (Rada, che produce radar, ndr) è più difficile: lì c’è da fare un lavoro internazionale, serve una copertura legale».

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