Ampliamento delle età degli screening, assunzioni, soprattutto di infermieri, aumento dei fondi per autismo e salute mentale e poi l’immancabile stanziamento per la farmacia dei servizi. Al ministero alla Salute sono pronte le tabelle che prevedono come utilizzare i soldi in più che dovrebbero arrivare dalla manovra rispetto a quelli già previsti l’anno scorso. Il Fondo sanitario nazionale nel 2026, è stato deciso nella passata Finanziaria, crescerà di 4 miliardi, per mantenere sostanzialmente invariato, cioè intorno al 6,4%, il rapporto spesa/Pil.
Di recente nel Documento programmatico di finanza pubblica il Mef è stato scritto che «si garantirà un ulteriore rifinanziamento del Fondo sanitario nazionale». Alla Salute sperano che il rif…
Ampliamento delle età degli screening, assunzioni, soprattutto di infermieri, aumento dei fondi per autismo e salute mentale e poi l’immancabile stanziamento per la farmacia dei servizi. Al ministero alla Salute sono pronte le tabelle che prevedono come utilizzare i soldi in più che dovrebbero arrivare dalla manovra rispetto a quelli già previsti l’anno scorso. Il Fondo sanitario nazionale nel 2026, è stato deciso nella passata Finanziaria, crescerà di 4 miliardi, per mantenere sostanzialmente invariato, cioè intorno al 6,4%, il rapporto spesa/Pil.
Di recente nel Documento programmatico di finanza pubblica il Mef è stato scritto che «si garantirà un ulteriore rifinanziamento del Fondo sanitario nazionale». Alla Salute sperano che il riferimento sia appunto a soldi in più rispetto a quelli previsti nella scorsa manovra. Si fa anche una cifra: 2,2 miliardi di euro, con la speranza di riuscire a portarla a 2,5.
Cosa fare se arriveranno davvero i soldi (l’anno scorso un incremento extra è scomparso in una notte)? A gestire la partita è il capo del dipartimento di Programmazione Francesco Saverio Mennini, fino a poco fa consulente dell’industria farmaceutica e oggi al ministero, cioè nel pubblico. L’idea è quella di dare 5-600 milioni alla Prevenzione. Verranno usati anche per ampliare l’età degli screening. Ad esempio quello per il tumore alla mammella sarà offerto da 45 a 74 anni e non più da 50 a 69. Si parla anche di introdurre controlli per intercettare il tumore al polmone nei forti fumatori. Nello stesso settore, ci saranno poi soldi per la sicurezza sul lavoro.
I fondi per le assunzioni
Altri 4-500 milioni serviranno per continuare a finanziare l’Adi, l’assistenza domiciliare, per la quale dal 2026 non ci saranno più fondi del Pnrr. Poi ci sono 450 milioni per il personale. L’idea è quella di fare un piano triennale di assunzioni soprattutto dedicato agli infermieri, perché i medici secondo il ministero non mancano (a parte in alcune specialità). Così entrerebbero 25mila infermieri e 2mila camici bianchi. Il problema sarà però trovare sul mercato professionisti disponibili ad essere assunti e anche modificare i tetti di spesa per il personale.
Se si fa questa scelta non verranno dati aumenti a chi già lavora nel sistema sanitario (ma nei 4 miliardi è prevista la crescita dell’indennità di specificità dei medici decisa l’anno scorso). Altri 200 milioni serviranno per finanziare interventi su autismo, malattie rare, salute mentale. La farmacia dei servizi, spinta fortissimo dal sottosegretario-farmacista Marcello Gemmato, dovrebbe avere tra i 70 e gli 80 milioni. Altri soldi andranno per le nuove tariffe di prestazioni sanitarie come la riabilitazione. E poi ci saranno, come sempre, piccoli interventi, da qualche milione, per varie voci.