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Etichette più chiare e giusto compenso per i produttori: ok Ue alle nuove norme sull’agricoltura

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Il Parlamento europeo approva in Plenaria un pacchetto di norme sulla semplificazione e per rafforzare il potere contrattuale degli agricoltori nei confronti delle industrie trasformatrici e delle catene commerciali. Definiti anche i marchi “equo e solidale” e “filiera corta”. E dice alt al veggie burger
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ROMA – No alla definizione di “hamburger” o “salsiccia” per i prodotti vegetali, le etichette devono essere chiare, e riferirsi senza creare equivoci alle materie prime usate. Via libera del Parlamento europeo a un consistente pacchetto di norme per il settore agricolo, che semplifica le procedure, rafforza il potere contrattuale degli agricoltori stabilendo che i contratti di vendita dei raccolti debbano essere stipulati per iscritto dalle organizzazioni di categoria, e riordina le etichette dei prodotti alimentari. Oltre ai prodotti vegani si stabiliscono anche le condizioni per definire quando cibi e bevande sono “equi e solidali”, e quando provengono da una “filiera corta”.

Se le semplificazioni e le norme a garanzia di una giusta remunerazioni degli agricoltori erano state chieste per mesi dalle organizzazioni in rivolta, al tempo delle proteste dei “trattori”, invece a chiedere maggiore chiarezza sulle etichette alimentari sono stati alcuni Paesi a forte produzione agricola, tr…

ROMA – No alla definizione di “hamburger” o “salsiccia” per i prodotti vegetali, le etichette devono essere chiare, e riferirsi senza creare equivoci alle materie prime usate. Via libera del Parlamento europeo a un consistente pacchetto di norme per il settore agricolo, che semplifica le procedure, rafforza il potere contrattuale degli agricoltori stabilendo che i contratti di vendita dei raccolti debbano essere stipulati per iscritto dalle organizzazioni di categoria, e riordina le etichette dei prodotti alimentari. Oltre ai prodotti vegani si stabiliscono anche le condizioni per definire quando cibi e bevande sono “equi e solidali”, e quando provengono da una “filiera corta”.

Se le semplificazioni e le norme a garanzia di una giusta remunerazioni degli agricoltori erano state chieste per mesi dalle organizzazioni in rivolta, al tempo delle proteste dei “trattori”, invece a chiedere maggiore chiarezza sulle etichette alimentari sono stati alcuni Paesi a forte produzione agricola, tra cui Spagna, Francia e la stessa Italia. La scorsa settimana, inoltre, Farm Europe and Eat Europe hanno inviato ai commissari Olivér Várhelyi e Christophe Hansen una lettera per chiedere etichette corrette, iniziativa che fa parte di una campagna europea che è stata chiamata Words Matter.

Il divieto di utilizzare definizioni legate alla carne per i prodotti vegetali, pur partendo dal centro-destra, ha trovato un ampio consenso nel Parlamento: «Un hamburger è un hamburger: dobbiamo chiamare le cose con il loro nome», ha affermato la relatrice Céline Imart (Ppe, Francia). L’italiano Herbert Dorfmann (Ppe-Svp, Italia) ha ribadito la necessità di «coerenza con le normative che già proteggono i termini derivati dai prodotti lattiero-caseari». Ma anche Dario Nardella (S&D-Pd, Italia), ricordando la propria provenienza fiorentina, ha corcordato in un incontro con la stampa che «bistecca di maiale o di cavolfiore non mi paiono la stessa cosa». Contrari Left e Verdi: «Il voto del Parlamento europeo contro l'uso del termine 'veggie burger' alimenta l'ennesima e paradossale caccia alle streghe contro l'uso e il consumo delle proteine vegetali», contesta l’europarlamentare M5S Valentina Palmisano.

Soddisfatte le organizzazioni agricole: Coldiretti ha definito il voto del Parlamento «un passo avanti importante per rafforzare la posizione degli agricoltori nella filiera alimentare».

Sulle norme approvate oggi si aprirà ora il trilogo con il Consiglio e la Commissione.

Il giusto prezzo

Con l’introduzione dei contratti scritti obbligatori, ha spiegato Nardella, viene corretto «uno squilibrio nella filiera alimentare e riconosciamo per la prima volta che i costi di produzione devono essere centrali nella definizione del prezzo. È un risultato importante per la trasparenza e il reddito agricolo». Le norme odierne prevedono però anche che gli Stati membri possano esentare determinati settori su richiesta di un'organizzazione rappresentativa del settore. Inoltre, il Parlamento vuole ridurre a 4 mila euro (rispetto ai 10 mila proposti dalla Commissione) la soglia di valore al di sotto della quale gli Stati membri possono decidere che i contratti non siano obbligatori.

Nuove garanzie per il Mercosur

A sostegno degli agricoltori oggi è arrivata anche la proposta della Commissione sulle garanzie aggiuntive per eventuali conseguenze negative derivante dall’applicazione del trattato Mercosur. La Commissione avvierà un'indagine se i prezzi delle importazioni dal Mercosur sono inferiori di almeno il 10% ai prezzi degli stessi prodotti o di prodotti concorrenti dell'Ue e si verifica un aumento superiore al 10% delle importazioni annuali di un prodotto dal Mercosur a condizioni preferenziali o una diminuzione del 10% dei prezzi delle importazioni di quel determinato prodotto dal Mercosur. Se l'indagine conclude che sussiste un grave pregiudizio (o una minaccia di pregiudizio), l'Ue potrebbe temporaneamente revocare le preferenze tariffarie sui prodotti che causano pregiudizio. Le misure di salvaguardia provvisorie andranno adottate entro 21 giorni dal ricevimento della richiesta nei casi più urgenti, se vi è un rischio sufficiente di danno, e le indagini andranno concluse entro 4 mesi (sostanzialmente più rapidamente dei 12 mesi altrimenti previsti dall'accordo).

Le semplificazioni

Maggiore flessibilità nell'applicazione delle norme per il mantenimento dei terreni in buone condizioni agronomiche e ambientali; pagamenti obbligatori in caso di crisi per gli agricoltori colpiti da calamità naturali; aumento dei massimali per il sostegno dei piccoli agricoltori. Sono le principali semplificazioni per gli agricoltori approvate oggi dal Parlamento europeo con 492 voti favorevoli, 111 contrari e 39 astensioni.

L’emendamento “veggie burger”

L'emendamento sul no al termine “veggie burger” aveva già incassato il sì della commissione Agricoltura (Agri) lo scorso mese ed è stato sostenuto oggi con 355 voti a favore, 247 contrari e 30 astenuti. Nell'emendamento si legge che termini come "bistecche, scaloppine, salsicce, burger, hamburger, albumi e tuorli d'uovo" dovrebbero essere "riservati esclusivamente ai prodotti contenenti carne". Già nel 2020 l'Europarlamento si era trovato a pronunciarsi sulla possibilità di divieto nel quadro della revisione della Pac, un tentativo che all'epoca era stato però respinto dall'Aula di Strasburgo.

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