Marcia indietro sulle regole green, gli Stati Uniti chiedono deroghe all’Unione europea
di Emma BonottiMILANO – Regole meno stringenti, grazie. Gli Stati Uniti hanno chiesto all’Unione europea di attenuare alcune parti della legislazione ambientale, ad esempio eliminando l’obbligo per le aziende non-Ue di fornire “piani di transizione climatica” e due diligence accurate. In cambio? Nessuna concessione ai partner europei, a dispetto dell’accordo sui dazi firmato solo pochi mesi fa e che ora rischia di scricchiolare.
La campagna anti-green di Trump
L’avversione di Trump per la burocrazia e la causa ambientale – “il cambiamento climatico è il più grande raggiro di sempre”, ha sentenziato recentemente il presidente davanti all’assemblea delle Nazioni Unite – è cosa nota. Sotto la sua legislatura, gli Usa si sono ritirati dagli Accordi di Parigi (due volte) …
MILANO – Regole meno stringenti, grazie. Gli Stati Uniti hanno chiesto all’Unione europea di attenuare alcune parti della legislazione ambientale, ad esempio eliminando l’obbligo per le aziende non-Ue di fornire “piani di transizione climatica” e due diligence accurate. In cambio? Nessuna concessione ai partner europei, a dispetto dell’accordo sui dazi firmato solo pochi mesi fa e che ora rischia di scricchiolare.
La campagna anti-green di Trump
L’avversione di Trump per la burocrazia e la causa ambientale – “il cambiamento climatico è il più grande raggiro di sempre”, ha sentenziato recentemente il presidente davanti all’assemblea delle Nazioni Unite – è cosa nota. Sotto la sua legislatura, gli Usa si sono ritirati dagli Accordi di Parigi (due volte) e hanno anche spinto la Banca mondiale e altri istituti ad aumentare i prestiti per i progetti relativi ai combustibili fossili. Non sono poi mancati gli inviti rivolti ai responsabili delle normative internazionali a indebolire o abbandonare gli sforzi per affrontare il cambiamento climatico.
Allentare la stretta ambientale per le aziende Usa
Una richiesta simile sarebbe stata recapitata anche a Bruxelles. Secondo quanto scrive il Financial Times, che ha potuto visionare il documento, gli Usa hanno sollecitato l’Europa a modificare la legislazione ambientale sulle catene di approvvigionamento per escludere gli Stati Uniti dai Paesi a cui è richiesto “un elevato livello di due diligence aziendale”.
Entrate in vigore lo scorso anno, le norme europee in materia di due diligence delle imprese impongono alle aziende che operano sul territorio comunitario di identificare eventuali danni ambientali e sociali nelle loro catene di approvvigionamento. L’obiettivo dell’Ue è reprimere così il lavoro forzato e l'inquinamento, ma l'amministrazione Trump vede la legislazione come una "grave, ingiustificata ed eccessiva regolamentazione" che "impone oneri economici e normativi significativi alle aziende statunitensi", impattando negativamente la loro capacità di competere sul mercato comunitario.
“Una strada a senso unico”
Le nuove richieste si aggiungo alle pressioni che Donald Trump già esercita su Bruxelles per la stretta sulle big tech, suscitando timori all'interno dell'Ue sulla tenuta dell’accordo commerciale. Sempre secondo l’Ft, Washington avrebbe comunicato le sue richieste alla Commissione nei giorni scorsi senza offrire concessioni in cambio, a differenza di quanto accade nei tradizionali negoziati commerciali. “È una strada a senso unico”, ha detto un funzionario europeo al quotidiano della City.